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domenica 11 gennaio 2026

Mia ultima lettura - Veramente divertente!


 Dopo qualche lettura impegnativa ho preso in mano un libro che ho trovato veramente comico, anche se di una comicità un po' macabra che va spiegata. 

Si tratta di "Avventure postume di personaggi illustri" di Alajmo e Carapezza. Sono vari racconti sulle vicissitudini delle spoglie mortali di personaggi illustri. Io sapevo della triste fine del corpo mortale del povero Tommaso d'Aquino, ma la sua storia non è citata, forse perchè nel medioevo essere smembrato da venditori di reliquie, era una storia banale. Tra i racconti citati conoscevo quello di Papa Formoso, il cui cadavere venne disseppellito, processato e "condannato" ad essere gettato nel Tevere. Non sapevo però come sarebbe andata a finire e l'ho letto nel libro.

Se il periodo di papa Formoso è un periodo fresco di invasioni barbariche, calato nel più buio medioevo, colpiscono i casi che avvengono in piena cultura scientista, positivista (Bentham, Mazzini...) e addirittura Lenin.

 L'elemento che emerge è quanto siamo fragili e quanto siamo desiderosi di qualcosa in più. Le situazioni surreali che emergono sono anche segno di questo paradosso esistenziale che vorrebbe essere risolto, usando una metafora americana - che ha molti riferimenti in campo tecnico scientifico (bootstrap)  - nel "reggersi ai tiranti dei propri stivali"

Un racconto che mi è davvero piaciuto molto è quello sulle spoglie di Pirandello, perchè immaginavo degli amici siciliani, sia nella scena del'aereo, sia nel cercare di convincere il vescovo (che siciliano non era...) Non anticipo altro....


lunedì 1 settembre 2025

È con grande attenzione e fatica ...

 

..che  mi appresto a leggere l’intervento di Giorgia Meloni al Meeting di Rimini.

Premesso che:

  1. Trovo il Meeting una cosa molto bella e positiva. Un momento per incontrare anche persone con una visione totalmente diversa dalla propria.
  2. Ritengo importante rispettare le istituzioni dello stato in quanto tali, indipendentemente dalla persona che le rappresenta.
  3. Lo scorso anno sono stato volontario e molte altre volte sono stato visitatore
  4. Privilegio le mostre agli incontri, spesso reperibili via internet: l'ho fatto soprattutto quest’anno che sono stato solo alcuni giorni.
  5. Che comunque gli incontri con i politici sono solitamente poco interessanti, perché spesso blaterazioni di testi prodotti da spin-doctor e poco incisive.
  6. Che quando è arrivata la decuius io ero già a Torino.

Dato il putiferio sui social e l’articolo di Rosy Bindi su Avvenire, superando un certo ribrezzo per il personaggio (che non è il peggio della politica italiana, alcuni ministri del suo governo sono peggiori!) leggo quanto mi sono perso.

Prima parte: una captatio benevolentiae assolutamente ammessa ed analoga ad altre. Formalità certo, ma perché non illudersi che potrebbe contenere anche della verità?

Non approvo il paragone con “Atreju”. Piuttosto che il nulla che avanza, non potrebbe essere che avanza qualcosa che tu non sai identificare? Quando parla di “individui in sostanza nella cui esistenza non c 'è più nulla per cui valga la pena impegnarsi, costruire o combattere” Be’ non è che combattere per conquistare Trento e Trieste o l’Etiopia e l’Albania fosse una cosa bella o impegnarsi per una carriera individualistica o costruire a debito ed inquinando l’ambiente sia bello. Non è vero che tutto fa brodo ed un po’ di sano decostruttivismo fa bene ogni tanto.

Quando poi dice “il campo nel quale abbiamo dimostrato di voler stare in questi ormai quasi tre anni alla guida della Nazione non è il campo delle ideologie, non è il campo delle utopie, non è il campo di chi pensa che sia possibile modellare la realtà sulla base delle proprie convinzioni” be’ mi sembra che dica totalmente il falso.

  L’Italia va meglio? Il confronto con la Francia è ridicolo. Se ho una caviglia slogata e mio cugino si rompe il femore, non è che io sono guarito.

Politica internazionale. Ucraina: forse sono solo io che ho vissuto nella Russia di Gorbacëv ed altri che hanno rapporti “basici” in Russia (tra cui una persona incrociata al meeting) che vediamo l’invasione russa non come una guerra tra stati, ma soprattutto come la guerra tra una “cupola” al potere in Russia contro il suo stesso popolo. La sua posizione, sbagliata, è comunque diffusa. Gaza: lasciamo perdere le esitazioni del governo italiano a riconosce la Palestina come hanno fatto altre nazioni, la cosa grave è il fatto che non ci sia stata nessuna tirata d’orecchi pubblica ad un membro del governo complice del genocida. Avrebbe rischiato a una crisi ed in rimpasto di governo, ma aumentava in credibilità; così è solo connivente. Unione Europa: non mi pare che questo governo abbia fatto nulla di europeista. Difesa: già scritto qui  e qui quello che penso.

E la nostra casa, a cui aggiungere mattoni nuovi, è l'Occidente” Qui condivido quanto dice Cardini: esiste un polo sud ed un polo nord, ma non un polo est ed un polo ovest. Quando sento parlare di Occidente rabbrividisco, perché si tende sempre a fare un letto di Procuste di semplificazioni spesso violente. Battuta: non occidentale, ma occitano!

Ottimo l’apprezzamento per l’AVSI ed il suo impegno, ma poi casca nel parlare dell’immigrazione. Qui ha solo da vergognarsi. Non sto qui a dettagliare: Albania, come per Falqui, basta la parola. 


 Mi soffermo però sulla citazione del cardinale Sarah:

“Se i giovani lasciano la loro terra e il loro popolo rincorrendo la promessa di una vita migliore, che ne sarà della storia, della cultura, dell'esistenza del Paese che hanno abbandonato?” Spero per lui e per la Chiesa che questa sia una citazione ritagliata da un contesto più ampio e più complesso. Non credo che un cardinale non abbia mai letto “The Rise of Christianity” di Rodney Stark. O forse nel suo inconscio il cardinale rimpiange i riti politeisti della “storia e cultura che ha abbandonato”?

Sul tema dice anche “Non c'è giudice, politico o burocrate che possa impedirci di far rispettare la legge dello Stato italiano, di garantire la sicurezza dei nostri cittadini, di combattere gli schiavisti del terzo millennio, di salvare vite umane.” Premesso che i giudici agiscono solo in base alle leggi, di nuovo Falqui: Al-Masri, basta la parola!

Ok per la Meloni che veramente è andata a Caivano, ma tutto il resto del degrado non mi pare che questo governo cerchi di porre grandi rimedi. Non che i precedenti … però neppure questo.

Richiamare i santi fa sempre bene (Carlo Acutis e Frassati) mettiamola nella captatio benevolentiae.

Sul tema del lavoro ci sarebbe molto da dire. Riassumendo: si vede che lei non ha mai lavorato!

Sul rafforzamento del potere esecutivo rispetto agli altri poteri sono molto preoccupato. Io voglio essere rappresentato, non mi interessa scegliere lo show-man o la show-woman che governa. Il Berlusconismo è una piaga da cui bisogna tornare indietro.

Se ai tempi di Davigo e Di Pietro avevo qualche riserva sul protagonismo della magistratura, ora sono mai più che mai col “Forza giudici!!!”

Vengo alle due cose maggiormente mi hanno offeso:

  •         Il richiamo alla famiglia e scuola paritaria due temi che fanno tanto “cattolico chiuso nel suo orticello”. Ambiente? Sanità? Lotta alle dipendenze (anche alcool e gioco)?
  • L’elogio a CL fatto in modo alternativo ad altre realtà del mondo cattolico. Da qui il comprensibile risentimento della Bindi. Premesso che io sono cattolico anche grazie all’incontro con alcune persone di CL, sta di fatto che negli ultimi anni da parte di molte realtà ecclesiali c’è stato un avvicinamento non formale, ma nella comune sequela al magistero, in opere di carità vissute a volte insieme e nell’apprezzare il cammino e la storia anche di altre persone sulla stessa strada. Questa semina di zizzania proprio non ci voleva.

mercoledì 18 giugno 2025

Due considerazioni su una pagina

 


Ho ripreso in mano un testo che usai per un esame universitario sostenuto nel 1979 di cui penso averne parlato nei post precedenti. Foto di una pagina.

1) Quando ero ragazzino mi avevano regalato una tavoletta del gioco del 15. Dopo averla risolta varie volte mescolando un po' a caso le tessere della configurazione iniziale, mi venne voglia proprio di passare dalle configurazioni descritte nel testo. Ovviamente passai un pomeriggio di tentativi inutili. Nessun problema: solitamente le mie vacanze erano abbastanza noiose, nelle medie inferiori e al liceo preferivo l'anno scolastico. Ma il fatto di non riuscirci mi metteva quasi ansia.

2) Questa descrizione alla faccia di tutti i genitori, superiori ed educatori, pubblicitari e “motivatori” amerikani che dicono che impegnandosi si può ottenere qualsiasi risultato, se non riesci è colpa tua che non sai fare bene le cose. Alla faccia di tutti i manager che “Non voglio sentire problemi, voglio soluzioni”. Superstizioni! Esistono problemi senza soluzione.

mercoledì 2 aprile 2025

Altri giochi con LLM

 

In alcuni post precedenti avevo scritto di come mi ero divertito a porre domande bizzarre agli LLM in particolare ChatGPT e poi anche Gemini. (Non riesco a chiamarla intelligenza artificiale, mi ricorda troppo i tempi in cui ero studente di informatica e sentivo la gente parlare di cervello elettronico!)

Qualche giorno fa ho ripetuto il giochetto aggiungendo anche DeepSeek

Due domande un po' strane.

1 Domanda – Trovare l'analogia/affinità tra Donald Trump e Mike Bongiorno.

ChatGPT e DeepSeek hanno subito centrato il punto ricordando che Mike Bongiorno era un conduttore televisivo di giochi tra concorrenti e, seppur non avesse fatto solo questo in vita sua, anche Trump si era cimentato in questa veste. Inoltre hanno aggiunto che entrambi hanno uno stile comunicativo diretto, ma un po' grezzo per cui sono apprezzati da alcuni e mal considerati da altri. Con qualche piccola differenza, prolissità e imprecisione nell'elenco delle trasmissioni di Mike, sostanzialmente promossi entrambi gli LLM. Invece Gemini si è rifiutata di rispondere (Allora non solo la Cina ha degli argomenti tabù!) . Comunque invito i  miei lettori a ripetere questa domanda.

2 Domanda, più difficile: Trovare l'analogia/affinità tra JD Vance e Cagliuso

Incredibilmente sia ChatGPT sia DeepSeek hanno capito che Cagliuso era un personaggio di una novella di Basile, una delle tante versioni di quella fiaba nota come “Il Gatto con gli Stivali”. Interessante la versione di ChatGPT 

DeepSeek dice sostanzialmente le stesse cose, ma in modo più prolisso.
Gemini non capisce che sia Cagliuso, probabilmente pensa sia un sindaco o un assessore di qualche paese dell'Italia medidionale, visto che risponde:

Entrambi sono stati oggetto di critiche da parte di ‰figure politiche e dell'opinione pubblica per le loro dichiarazioni e azioni.
JD Vance ha ricevuto forti critiche per i suoi commenti verso l'Europa.
Cagliuso ha generato controversie politiche a livello locale

 

 

domenica 9 marzo 2025

Commento a due articoli - 3 parte

Continuo i miei commenti sul secondo articolo dei due molto interessanti pubblicati su "La Civiltà Cattolica" .

L'articolo spiega come questa eresia si sia diffusa anche oltre oceano, in Nigeria, in America Latina ed addirittura nella Cina Comunista.

Quello che vorrei sottolineare è come purtroppo questa eresia si fosse diffusa negli anni 50 e primi anni 60 anche in Italia e non attraverso sette bibliche finanziate da telepredicatori, ma si sia infiltrata dentro la Chiesa Cattolica stessa.

Il milieu culturale in cui sono cresciuto è purtroppo quello.


Contesto: ceti urbani, quindi lontani dalla religiosità tradizionale contadina, con i riti delle rogazioni, culto dei santi protettori dalle calamità naturali, santuari, ecc. ma era un ceto che doveva reinventarsi una nuova identità. Ceti piccolo-borghesi, generazione che era stata bambina o molto giovane durante la guerra e si era affacciata alla vita nel dopoguerra. Il dopoguerra portava con sé due elementi: grandi opportunità economiche per la “ricostruzione” e le elezioni del 1948 con una grande divisione tra “il fronte” e la DC. Premesso che con il senno di poi è meglio che il fronte non abbia vinto, questa vittoria ha portato in quella generazione un'associazione d'idee perversa:

Cattolici = DC = anticomunismo = Scelta Atlantica = USA = vittoria, perché siamo dalla parte giusta sia contro i fascisti, poveracci, che contro i cattivi comunisti.

E poi ancora USA = Ame­rican way of life = consumismo = film americani = possibilità di progredire cioè possedere la casa, la macchina, elettrodomestici, TV che ribadiva i messaggi consumisti, ferie, bei vestiti, ecc...

Essendo piccolo-borghesi erano spesso impiegati che avevano una valutazione individuale data dall'azienda, quindi erano individualmente in competizione ed assolutamente lontani dalla solidarietà di classe che era una cosa da “comunisti”.

In questo ragionamento si calava bene quanto dice l'articolo:

In alcune società in cui la meritocrazia è stata fatta coincidere con il livello socio-economico senza che si tenga conto delle enormi differenze di opportunità, questo «vangelo», che mette l’accento sulla fede come «merito» per ascendere nella scala sociale, risulta ingiusto e radicalmente anti-evangelico.

In generale, il fatto che vi siano ricchezza o benefici materiali ricade ancora una volta sull’esclusiva responsabilità del credente, e di conseguenza vi ricade anche la sua povertà o carenza di beni. La vittoria materiale colloca il credente in una posizione di superbia a causa della potenza della sua «fede». Al contrario, la povertà lo carica di una colpa doppiamente insopportabile: da una parte, egli considera che la sua fede non riesce a muovere le mani provvidenti di Dio; e, dall’altra, che la sua situazione miserabile è un’imposizione divina, una punizione inesorabile accettata con sottomissione.

Ma per ovviare a questa situazione, anche se non di povertà, ma almeno di impossibilità di correre su queste scale in salita, allora ecco le scorciatoie: raccomandazioni e piccole disonestà tollerate dalla società di allora.

Molte realtà di chiesa torinese, si erano trovate a “benedire” questa eresia, magari spaventate dai baffi di Stalin o comunque prive della sensibilità tale da coglierne l'errore.

Poi tutto questoatteggiamento è stato travolto, grazie a Dio, a partire dal Concilio.

Ci sono stati in campo cattolico molti critici, i “cattolici del dissenso” ma hanno criticato gli effetti, cioè posizioni poco etiche, come giustamente poteva fare qualsiasi agnostico,  senza scavare a fondo su cosa invece fosse alla base del cristianesimo. 

Ora mi sembra che la Chiesa abbia preso in mano saldamente il timone per lasciare marginali queste situazioni e d'altra parte le corsa sulle scale del consumismo ha dentro di sé delle forze di auto-distruttività che non la possono fare durare.

Penso di aver già toccato questi argomenti ed infatti ci sono anche molti link a post precedenti. Ma essermi trovato in un contesto simile è un tema che ha avuto un grande peso per la mia esistenza

giovedì 27 febbraio 2025

Commento a due articoli - 2 parte

 

Continuo l'analisi di quei due articoli su La civiltà cattolica che mi hanno colpito molto. Del primo ne ho già parlato qui. Ora tocca al secondo, la cui analisi la divido in due puntate: in questa segnalo alcune aporie generali, nella prossima descriverò come questa eresia mi ha toccato personalmente.

Premesso che un piccolissimo fondo di verità può starci: una vita morigerata può evitare alcune conseguenze negative, per esempio se ti ubriachi aumentano le probabilità di avere incidenti. Ma nulla esclude che anche se sei sobrio puoi venir coinvolto lo stesso in un incidente causato da un ubriaco. Superato ciò, la follia di questa posizione ideologica è veramente notevole.


Leggendo l'articolo mi è venuto in mente una delle prime attività di “volontariato” da pensionato, cioè andare a fare da “bidello – accoglienza visitatori” ad una mostra itinerante sul libro di Giobbe a cura di Padre Ignacio Carbajosa, che per un paio di settimane era allestita a Torino. Questo mi diede l'occasione per avvicinarmi ad un pezzo della Bibbia che non avevo mai approfondito. Già solo la meditazione di questo libro biblico, magari facendosi aiutare dal piccolo testo di Padre Nacho o altri, basta a rendere ridicola la posizione del “vangelo della prosperità”. Ridicola perché è quella dei cosiddetti “amici” di Giobbe che di fatto sono ridicoli nella loro drammaticità.

Anni fa lessi un libro molto interessante “The rise of Christianity” di Rodeny Stark. Non ricordo bene certi dettagli, ma descriveva da sociologo il diffondersi del cristianesimo dalla Pentecoste all'Editto di Milano.

Mi aveva colpito che secondo lui un grande aumento della diffusione del cristianesimo era causato dalla peste antonina. I motivi erano due. 

Il primo - non è quello che ci riguarda, ma è interessante - è che sebbene non fossero chiare le cause del male era evidente che fosse contagioso, per cui spesso i malati venivano lasciati soli. Alla mortalità propria del morbo, si aggiungeva la mortalità causata dell'abbandono del malato. I cristiani invece tendevano a non abbandonare amici e parenti: al malato appartenente ad una rete di relazioni cristiana, un piatto di zuppa arrivava, per dire. Questo faceva si che chi apparteneva ad una rete di cristiani, aveva più possibilità di beccarsi il morbo, ma minori di morirne per gli effetti secondari. 

L'altro motivo era ideologico. Nel paganesimo il “sacrificio”,  se il rituale era fatto bene, imprigionava il nume costringendolo ad usare la sua potenza per realizzare quanto richiesto dall'officiante. Per il cristiano invece la volontà di Dio non si può imprigionare: chiedere, affidarsi a Lui ok, ma senza un automatismo rituale -> ottenimento di quanto chiesto. Il morbo fece perdere fiducia nell'efficacia del rito quindi del sistema religioso pagano. Qui si ritorna al paganesimo. Dice il testo dell'articolo

Lo Spirito Santo viene limitato a un potere posto al servizio del benessere individuale. Gesù Cristo ha abbandonato il suo ruolo di Signore per trasformarsi in un debitore di ciascuna delle sue parole. Il Padre è ridotto «a una specie di fattorino cosmico (cosmic bellhop) che si occupa dei bisogni e dei desideri delle sue creature»

Ma se così anche questa religione si approssima alla fine, cioè a qualche "morbo" che dimostrerà l'inconsistenza del rito. (forse per questo tanti negazionisti?)

La terza considerazione riguarda le metastasi di tale pensiero oltre gli USA. L'articolo le descrive bene. Nel mio prossimo post, ne esaminerò una particolarmente cancerogena, ma qui vorrei soffermarmi su un dettaglio ridicolo.L'articolo cita libri dai titoli

Il potere del pensiero positivo,

Cambia i tuoi pensieri e tutto cambierà,

Guida per una vita in positivo.

Le leggi della prosperità.

Come essere un vincitore.

In Italia tempo fa andava di moda  “Le sette regole per avere successo” di tal Stephen Covey. In realtà il libro non è per niente stupido ed il titolo se tradotto meglio suonerebbe “Le sette regole per essere efficaci”: Si nota che l'autore ha un background religioso, ma più simile a Rousseau che al mondo di quell'articolo. Però tra il testo di Covey e quelli degli imbonitori di cui parla l'articolo, quante gradazioni ci sono state ad avere influenzato l' “ideologia” del management in Italia?

Ricordo benissimo certi “manager” ed uno in particolare, molto sensibili a certi aforismi e vanitosi della loro saggezza ritenuta superiore, ebbene erano utenti di qualche biblical snake oil salesman

martedì 25 febbraio 2025

Commento a due articoli - 1 parte

 

Ho letto due articoli su La civiltà cattolica che meritano molta attenzione e qualche considerazione 

eccone uno e qui l'altro 

 

Partiamo dal primo perchè il secondo merita un'analisi ulteriormente approfondita.

Ricordo nei primi anni '80 quando nei vari ambienti cattolici si parlava di società secolarizzata e simili, alcuni citavano tal André MalrauxIl XXI secolo o sarà religioso o non sarà”.

 Ad un quarto del XXI secolo pare che la religione sia un fenomeno molto presente, ma che faccia di tutto perché il secolo “non sia”.

 All'inizio del secolo l'attentato alle torri gemelle e il diffondersi del salafismo in tutte le sue varie sette e sotto-sette;

 Oggi abbiamo Kirill che parla di guerra santa ed espelle i preti del patriarcato di mosca che, giustamente, pregano e fanno pregare per la pace.

Folli seguaci di commentatori del talmud - ma indifferenti allo spirito della Torà – che sono al potere in Israele;

 L'India che era un crogiolo di religiosità generica, non solo per la presenza di musulmani, cristiani di vari riti, sikh, giainisti, mazdeisti... ma anche per la varietà e non sistematicità di quello che noi chiamiamo l'induismo, ed ora invece un potere che, non so con che fortuna, vorrebbe una normalizzazione anche dalla religione;

 il Partito Comunista Cinese che riabilita Confucio, il massimo del tradizionalismo...

 Quello che negli Stati Uniti era un fenomeno carsico arginato da una élite che pur riconoscendo la religiosità individuale e tenendo conto del suo peso elettorale, aveva le certe remore nell'esternare certe cose, invece oggi detta l'agenda politica. Quelli che Sir Arthur Conan Doyle  descriveva nel suo "Studio in Rosso" come pazzi violenti, oggi comandano in USA.

 


Tutte forme di atteggiamenti che se da un lato usano il campo semantico della religione, assolutamente non hanno nulla a che fare con il senso della trascendenza che alberga nel cuore umano. Invece sono strumenti per “inventare” identità di separazione dagli “altri” ovviamente cattivi. La religione “alla Durkheim”. E questi “religiosi” hanno le atomiche. Bei tempi quelli del secolarismo... invece

Il XXI secolo è religioso e non durerà (a meno di un miracolo!)

mercoledì 27 novembre 2024

Hit parade delle canzoni che mi hanno fatto più orrore

 Dopo la hit parade delle canzoni che mi hanno fatto ridere ora ecco quelle horror

  1. Stelutis Alpinis

     (Nontare che cliccandoci sopra non c'è il link come invece c'è nelle canzoni che seguono!)

    Mi facevano e fanno orrore questi fiori concimati dal sangue umano così come oggi mi spaventa l'idea che il pesce che mangiamo, possa essersi nutrito degli annegati nel Canale di Sicilia. Per di più l'idea della continuità dell'individuo attraverso la materia mi sembra legata ad un paganesimo che mi ispira poco.

    Questa canzone ha poi tutti i difetti di altre canzoni che non metto in questa hit parade perché sarebbero troppe:

    1. l'accettazione supina della guerra, come fosse una catastrofe naturale, senza un grido di rabbia seppur sordo come si sente in “Gorizia tu sei maledetta” o “Fuoco e mitragliatrice”. Invece qui niente, anzi, patriottismo.

    2. l'uso del dialetto friulano.

    3. il coro di montagna sattizzato, come diceva Roberto Leydi.

    4. la montagna, luogo che non amo. Non perché sia brutta, essendo il mondo creato da Dio, nessun luogo è ontologicamente brutto, ma detesto la “costruzione” della montagna fatta dall'alpinista urbano a partire degli inizi del XX secolo. Più altre cose personali.

  1. Avanti e ndrè.


    Immaginavo che la zia Evelina prendesse una moneta da una lira – quando ero piccolo esistevano ancora anche se non erano sufficienti a comprare nulla – la spezzasse con i denti e ne desse metà alla bambina. Ma quel che mi atterriva era quel “La vita è tutta qua” ripetuto molte volte. Per un bambino che pensa che ogni giorno si spalanchi per lui un nuovo orizzonte (cose nuove come andare in bici senza rotelle, imparare a leggere ecc...) e immagina inconsciamente lo spettro di possibilità davanti a lui, quel “La vita è tutta qua” era una bacchettata sulle orecchie!

     

  2. Chi non lavora non fa l'amore

    Canzone terribile. A cavallo tra le medie e le superiori. Non avevo chiare idee politiche, ma quello normalmente è un periodo di confusione massima su ogni argomento: il periodo dello sviluppo in cui il ragazzo percepisce che le “proporzioni” sue e del mondo, che aveva appreso nell'infanzia non sono più quelle. Mi pare di aver accennato che facevo fatica ad identificarmi nel ruolo di maschio, non da un punto di vista fisiologico, ma dal punto di vista di quello che la società di allora attribuiva alla mascolinità, giuoco del calcio in primis, che a me proprio non permetteva di esprimere qualità positive. Ora, questa canzone faceva vedere il “maschio” come una specie di bue da fatica – lavora senza porsi domande sul lavoro, perché se uno sciopero c'è significa che qualche ingranaggio si è rotto – e nello stesso tempo uno che non sa dominare gli impulsi del toro da monta. Già mi sarebbe bastato quello per andare in analisi...

  3. I bogianen - Farassino

    L'ho intesa come carica di sarcasmo e se fosse così OK! Una canzone che assegna ad ogni età ruoli fissi nel teatro esistenziale della vecchia piccola borghesia torinese. Un po' terrificante perché il mio milieu famigliare era quello. Diffusa dello stesso cantante, sebbene fosse una traduzione in piemontese da Georges Brassens ad opera dell'on. Fausto Amodei (sì è stato un deputato!), mi irrita anche Barba Michlin per la sua visione della morte come la fine di quella gran rottura di scatole che è la vita. A loro discolpa, queste due canzoni sono le rare nel repertorio di Farassino ad avere un accompagnamento musicale non vomitevole.

  4. Imagine

    Qualche giorno fa girava sui social il fatto che Jovanotti una volta si fosse rifiutato di cantare questa canzone perché non gradiva il “And no religion too”. Ha perfettamente ragione. L'insieme vuoto è un insieme: si è visto dalla storia che l'ateismo di stato è una delle teocrazie più autoritarie. Ma per me questa canzone non ha solo questo difetto. Ipotizza l'assimilazione come forma di convivenza. Omologare tutto ad un unico modello (consumista anni 60!) anziché imparare il rispetto per le differenze altrui. Il papa userebbe la metafora “colonialismo culturale”. Inoltre mi irrita il “living for today” come scrissi già qui. Sentire “living for today” nell'epoca in cui iniziava ad andare di moda l'usa e getta, in cui si continuavano a fare scempi ecologici e debito pubblico ...

  5. Forever Young

    Eseguita nelle feste di compleanno. Mi fa venire in mente che sia una specie di consolazione posticcia. Meglio ricordare le cose fatte buone del passato, ammesso che ce ne siano! 

     


mercoledì 6 novembre 2024

Voglia di lavorare

 Ho notato che da un po' di tempo su linkedin, ricorre, a volte con la giusta ironia, a volte con protervia ignoranza (ma evito di seguire costoro) la frase

“I giovani non hanno voglia di lavorare”

Come “giovane di lungo corso” mi sento interpellato a dire la mia. Due premesse:

  1. essendo finito, mio malgrado, in quello che allora si chiamava “terziario avanzato” ho lavorato in contesti più flessibili, cioè meno tutelati, di quelli cha avevano molti della mia generazione.

  2. la frase me la sono sentita ripetere tante volte da quelli della vecchia generazione. Questa generazione erano bambini sotto il fascismo. Il fascismo per farne forti combattenti ha creato per loro la O.N.M.I. (opera nazionale maternità e infanzia) la G.I.L. (gioventù italiana del littorio) con conseguenti visite mediche, olio di fegato di merluzzo, bagni elioterapici, educazione fisica, ma al momento di essere utilizzabili per ampliare e direndere l'impero, il regime fascista era (fortunatamente!) finito. Costoro hanno fatto la ricostruzione, cioè catastrofi ecologiche e debiti a nostro carico. (ne scrivo qualcosa qui).


Chi di questi ci rimproverava, aveva lui stesso voglia di lavorare? Se sì, chissà perché allora molte categorie sono andate legalmente in pensione con 19 anni 6 mesi ed un giorno? Altri, illegalmente, si sono fatti dare false pensioni di invalidità. Illegalità allora tollerata. Ma anche nei casi "migliori", bastavano 35 anni di contributi oppure 60 anni di età per i maschi o 55 per le femmine per avere la pensione.

Questi vecchi, e anche certi miei coetanei, avano voglia di lavorare? Sì, ma analizziamola questa voglia. Avevano quelle che Kenneth Wayne Thomas nel suo testo chiama “motivazioni estrinseche”. Più lavoro più opportunità di oggetti che in qualche modo sottolineavano uno status: auto più importanti, vestiti più eleganti (soprattutto per la madama) cartoline spedite da luoghi di vacanze e diapositive di viaggi ecc... Oppure, come spiega Manzoni nei “Promessi Sposi” che io riprendo in questa ri-lettura ad uso manageriale, quando la Monaca di Monza si trova ormai in convento contro la sua volontà

Qualche consolazione le pareva talvolta di trovar nel comandare, […]  nel sentirsi chiamar la signora; ma quali consolazioni!

In questo caso avremo una pianificazione di carriera a tanti micro scalini di piramide, perchè la sensazione di salirla diventasse la motivazione.

Io

  • che non credevo molto nel consumismo
  • che vedevo nello sviluppo del software un lavoro non produttivo se gerarchizzato (questo ben prima dell'agilemanifesto e tutto quello che in questi vent'anni si è detto) e non produttivo se si superavano le otto ore giornaliere da un lato e se queste ore erano troppo interrotte e distratte dall'altro...

 passavo per uno che non aveva voglia di lavorare.

E se invece avessi avuto bisogno di motivazioni intrinseche? (oltre alle giuste tutele?)


lunedì 23 settembre 2024

Chi è il primo?

 

Non sono riuscito a trovarlo su internet, ma ricordo benissimo un articolo tra l'ironico ed il tragico di Luciano De Cresenzo in seguito alla guerra delle Falkland/Malvinas. Paragonava quei luoghi dal clima inclemente alla sua temperata ed amata Capri. Calcolava i soldi spesi per contendersi quei luoghi poco attraenti e sosteneva che si sarebbe potuto comprare, non ricordo se tutti gli immobili o i terreni o che alte percentuale di essi nella migliore Capri.

Ricordo che Manzoni, non privo di conoscenze economiche di stampo liberale, nel descrivere la cattiva situazione del ducato nel 1628 cita di sfuggita “lo sciupinio” naturalmente collegato con le spese militari. Analizzo qui con qualche frase in più questa veloce asserzione che i prof di lettere solitamente non sottolineano.

Oggi sentiamo parlare di lancio di droni, di razzi ecc... cose che costano. Sappiamo che in certi stati le fabbriche di armamenti sono a pieno ritmo, e altri stati, tra cui la serva italia, progettano di aumentare le spese per la cosiddetta “difesa”.

Essendo che questi soldi li sborsa lo stato, da dove li prende, se non aumentando le tasse e/o riducendo le spese solitamente a carico dello stato: sanità, ordine pubblico, infrastrutture di base?

Prima ancora che l'arma colpisca l'avversario, ha già ucciso il compatriota, non dandole l'assistenza medica perché i soldi necessari sono andati per fabbricarla. Prima ancora che il razzo abbia abbattuto il ponte del nemico, ha già abbattuto il tuo perché il suo costo ha impedito la manutenzione del tuo e così via...

mercoledì 11 settembre 2024

Canzone triste, beati loro !

 

Domenica scorsa sono stato alla festa del PD perché speravo di incontrare Fausto Amodei. Non pensavo che alla sua età (90) partecipasse ancora ad incontri pubblici. Infatti lui non ha potuto presenziare per motivi di salute, ma Carlo Pestelli ha interpretato molte canzoni legate alla storia di Cantacronache.

Su un punto ho avuto un rigurgito. La “canzone triste” con testo di Italo Calvino e musica di Sergio Liberovici

Una coppia appena sposata faticava a trovare momenti di convivenza e intimità a causa dei turni di lavoro che li occupavano con orari diversi. 

Bello che i borghesi illuminati si commuovessero per le difficoltà anche affettive delle classi subalterne!

Però la situazione mia e di mia moglie nella primavera del 1991 (sposati nel settembre del 1990) era peggiore di quella di quei due personaggi 

“Soltanto un bacio in fretta posso darti / bere un caffè tenendoti per mano.” dice la canzone. Noi nemmeno quello.  Io avevo un lavoro che mi faceva stare in trasferta tutta la settimana. Arrivavo a Torino il venerdì sera e ripartivo il lunedì mattina. Sabato lei lavorava dalle 8 alle 12. Non che la mia trasferta fosse dettata da voglia di carriera, o che mi dessero qualche “benefit” per il disagio. Mi pagavano giusto vitto e albergo, ma non la telefonata a casa (non esistevano i telefonini nel 1991). Non avevo alternative.

Nel 1980, per motivi che non sto a rievocare, ero finito nel cosiddetto “terziario avanzato”. Un modo di lavorare completamente diverso da quello della fabbrica/ufficio tradizionale, ed in questo nuovo contesto potevano sorgere, e sorgevano, forme di sfruttamento molto più sottili, sempre peggiorate nel corso del decennio della "Milano da bere".

Ma né il sindacato né la sinistra tradizionale si accorgevano di quello. Loro vivevano orientati ad un “operaio” tradizionale nella grande fabbrica o all'impiegato nella pubblica amministrazione. Non si accorgevano che da allora in poi i nuovi posti di lavoro sarebbero sempre stati più simili a quelli della “software house”?

Per questo se da un lato la destra propone schifezze inaccettabili, arroganza, volgarità, difesa dell'illegalità (es. condoni) e privilegi, insomma non è un interolocutore da prendere in considerazione, non è che la sinistra sia il punto di riferimento per la difesa dei tuoi diritti, per sperare in un domani migliore ecc... Loro contavano le "tessere" che erano sempre meno e si lamentavano che i giovani erano disimpegnati. Ma che ti tesseravi a fare se i tuoi problemi non venivano presi in considerazione? e il ciclo si chiudeva.

Un dettaglio: la canzone dice anche “Lei s'alzava all'alba/prendeva il tram,” e “Mattina e sera i tram degli operai...” Beati loro che per raggiungere da casa il posto di lavoro avevano il servizio del trasporto pubblico locale. Noi spesso dovevamo usare la nostra auto, non più uno strumento di benessere o simbolo di avanzamento sociale com'era per i nostri genitori (poco più che coetanei di Fausto Amodei) ma un costo in più, un fattore di rischio e di stress!!

martedì 13 agosto 2024

Potrei, ma non voglio!

 

Sui vari media si sente in questi giorni la notizia che molti italiani non possono permettersi di andare in vacanza.

Il dato non è assolutamente positivo da un punto di vista economico.

Detto questo, mi domando: ma è proprio bello il tipo di vacanza iniziato negli anni '60? È bello fare code sull'autostrada, e per chi può in aereoporto, assieparsi in riva al mare o comunque spendendo un sacco di soldi in località “non-luoghi”? In qualche raro caso sì, per esempio a me diverte il non-luogo città d'arte, anche se la fruizione dell'arte non è sempre positiva. Mi hanno deluso molto Louvre e Uffizi, ma non mi ha deluso gironzolare per Parigi e a Firenze ci tornerei volentieri, però più per i dintorni.

Non sarebbe bello, fuori dai tempi del lavoro, vivere la propria città ed il suo cricondario con lo spirito da turista?

 Io ho la fortuna di essere torinese. Non solo il centro e tutta l'area lungo le due rive del Po sono mete interessanti, ma anche la zona “San Donato – Cit Turin”offre la possibilità di vedere bellissimi palazzi liberty. Per non parlare delle mete a breve distanza, a parte la nota Venaria Reale e la Sacra di San Michele, l'elenco va da Avigliana a Vezzolano, dal bosco del Vaj alla chiesa di San Giovanni ai Campi di Piobesi se si riesce a farsela aprire....

Ma anche girare per le zone senza particolare pregio (io vivo a Mirafiori Nord, che come dice una giuda di Torino, l'unica caratteristica comune di quest'area è di essere a Nord di Mirafiori) fa venire voglia “che siano più belle”! (magari incavolandosi con gli enti preposti!)

Ricordo quand'ero piccolo quando passava una 500 Abarth, quelle con il cofano del vano motore semiaperto, rumorosissime, qualcuno commentava sarcastico “Eh, Vorrei ma non posso!”

Invece l'ottimo sarebbe avere i soldi per le vacanze, ma rinunciare a spenderli in modo omologato: vivere con tempi che permettano di “guardare con occhi nuovi” per usare la frusta citazione di Proust.