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venerdì 3 ottobre 2025

la "gentrification democratica" continua a Mirafiori Nord

 In questo post ed in questo avevo accennato di due piccoli esempi in cui, in un quartiere che presenta alcuni segnali di declino dovuti, stia cercando di abbellirsi attraverso l'iniziativa dal basso, cioè da un'attivita del liceo artistico presente in zona.

Ci sono stati nel mese di settembre altri due esempi di "restituzione alla popolazione" di spazi inutilizzati.

Una volta le bocce erano molto più praticate di oggi e le strutture dedicate a tale diporto sono spesso abbandonate. Nella bocciofila abbandonata a fianco della chiesa del Redentore, la struttura edile è ancora in stato di degrado, poichè per rimetterla in sesto occorre un investimento economico che nessun ente o privato ha deciso di fare, ma il cortile circostante è stato ripulito da un gruppo di volontari e si prospetta venga utilizzato. 

Nei sotterranei della chiesa, di pertinenza della parrocchia, è stato riadattato e messo a norma un salone "auditorium". Ho assistito al concerto inaugurale. Gratuito e con esecutori veramente bravi.

Gli eventi sono di qualche giorno fa, ma in questo periodo non ho avuto molto tempo per il blog. Come procederà l'avventura, spero di riparlarne presto.

mercoledì 17 novembre 2021

I migranti salveranno il nostro patrimonio immobiliare?

 

Premetto che la frase “I migranti ci pagheranno le pensioni” non mi piace per due motivi.

  • 1)      Per l’ideologia secondo cui l’utilitarismo supera le ragioni umanitarie.
  • 2)      Che se tutto quello che dagli anni 80 e prima ho versato all’INPS fosse stato investito in fondi, sapendo che non li avrei toccati fino per 40, 30 … anni, be’ penso che  nel 2018 ci sarebbe stato un bel gruzzolo. L’idea che quelli che lavorano “pagano le pensioni ai  vecchi” è un aforisma che nasconde il fatto che i contributi previdenziali non sono stati gestiti in modo corretto.

Veniamo ora al titolo del post.

Come al solito non ho i dati e lancio una sfida a coloro che li hanno per valutare il fenomeno che io posso osservare solo da un punto di vista qualitativo.

La popolazione in Italia diminuisce quindi logicamente dovrebbe diminuire anche la domanda di abitazioni. Di conseguenza, per la legge della domanda e dell'offerta, dovrebbe diminuire il prezzo/valore degli immobili

A questo si aggiungono altri elementi.

In alcuni luoghi, grandi centri, la domanda è più alta per la presenza di opportunità. Ma il recente lockdown che ha mostrato le potenzialità date dalle telecomunicazioni, dovrebbe aver abbassato il divario tra i “luoghi con opportunità” e quelli “abbandonati” (purché abbiano validi sistemi di telecomunicazioni).

Dagli anni 60 in poi andava di moda anche per la piccola borghesia e l’alto proletariato avere la seconda casa come i “signori” di un tempo che andavano “in villa”. Case al mare, case nelle stazioni sciistiche, ma anche quelle che chiamerei case del barbeque  o case con l’orto: case a pochi km dalla grande città, raggiungibili nel fine settimana, dove il piccolo impiegato si divertiva prima a (far) riadattare fienili o restaurare case abbandonate poi dedicarsi ad attività agresti e/o invitare amici al BBQ impossibile da fare nel condominio in città. In molti casi, queste case agresti erano anche vecchie case di abitazione di gente immigrata in città. In alcuni casi rimanevano allo stesso proprietario che le teneva gelosamente pensando alla pensione.

Mi sembra che questo fenomeno delle case del BBQ stia andando in declino per vari motivi.

  •  Alta tassazione sulle seconde case (soprattutto il fisso delle bollette)
  •  meno disponibilità di denaro nella “piccola borghesia – alto proletariato";
  •  pensionamento più avanzato nell’età. Il fenomeno delle case del BBQ era molto legato alla baby pensioni
  •  altri interessi nelle nuove generazioni.

Da cui consegue che ci sono molti “eredi” che vogliono vendere, ben pochi interessati a comprare. conosco purtroppo personalmente il caso due paesi che mi appresto a dettagliare


Di un paese so che alcune case del BBQ sono acquistate da immigrati dal Perù, gente senza grande disponibilità di denaro, ma che per intanto… ma questo paese permette opportunità di lavoro “manuale” e di cura.

 In un altro paese, con meno di 50 residenti, ci sono quattro case in vendita, altre tre vuote, una in comproprietà in cui un comproprietario (io) vorrebbe disfarsene, l’altro no, la considera un tempio confuciano con ritualità cristiana; molte sono  seconde case da BBQ usate “poco” e nonostante ciò, c'è una volpe sta ristrutturando un fienile per farne una casa pensando di viverci quando andrà in pensione.

Orbene, se i migranti venissero da noi legalmente, come i peruviani o slavi, portandosi dei soldi con se, invece di lasciarli ai delinquenti tagliagole, creerebbero una domanda di abitazioni che valorizzerebbe il nostro patrimonio immobiliare. 

I soldi dell’affitto integrerebbero le magre pensioni. Invece i nostri leader ci tolgono le pensioni pagare muri, droni e criminali e dittatori, per impedire che i migranti vengano a pagarci l’affitto o almeno far valere qualcosa le vecchie case.

giovedì 1 dicembre 2016

Renzi Sbaglia/Accozzaglia e oltre (dopo la vittoria del SI)

Renzi ha definito i sostenitori del NO "accozzaglia". Infatti il NO prende consensi tra destra sinistra e centro, il SI (che comunque vincerà!) solo tra centristi e sinistra post-blairiana. Ma Renzi sbaglia perchè anche il CLN prendeva consensi tra sinistra rivoluzionaria, PCI pragmatista, socialisti e socialdemocratici, cattolici democratici, liberali, laici centristi e militari culuralmente di destra (vedi Franco Balbis, che precedentemente era stato decorato da Rommel) Una gaffe enorme, che nessuno ha fatto notare, vuoi per piaggeria verso il prossimo capo supremo (ovviamente passacarte di big della finanza, ma per i giornalisti dell'italglietta capo supremo), vuoi perchè tanto la storia si dimentica, quello che conta è l'innovazione.

Ma a partire dall'accozzaglia vorrei andare oltre. Sarebbe stato positivo che personaggi come Raniero La Valle, Robi Ronza, tanto per citarne due che scrivono le cose più sensate, o comunque quelli che si trovano sulla stessa sponda da posizioni diverse, si "parlino". Ovviamente  includere poi nel dialogo anche quelli che per  ragioni di ricerca del potere a breve, hanno preferito stare con il SI, pur avendo alle spalle una storia di esperienze positive.

Sempre sull'oltre occorre affrontare un problema: vincerà sicuramente il SI per i motivi che vedremo dopo.  Come allora creare spazi di democrazia vera, reale concreta sussidiare in un contesto sempre più invasivo? Come creare percorsi di pace, quando la modifica all'art. 117 di fatto contraddice anche l'articolo 11 e quindi potrà entrare in guerra contro chi ce lo chiedono i big della finanza? ed altri problemi simili.

Perchè vincerà  il SI ? Perchè le multinazionali lo vogliono. Uber non può permettersi una nazione con i taxi così regolamentati (comunque non ho nulla a favore dei tassisti italiani che sono una bella casta, ma sarebbe meglio risolvere il problema da noi!) Starbucks non può permettere che uno entri in un locale e  Pino (Nino, Gino, Rino....o Pina Nina Gina Tina...) ti saluti chimandoti per nome e aggiungendo magari qualche titilo accademico o quello nobiliare di tuo bisnonno, e ti chieda se vuoi "il solito" e tu dica "sì, va bene grazie!" No, la "experinece" di "customer satisfaction" deve essere unica in tutti i locali della catena del mondo e definita da un ristretto team di MBA con esperineze internazionali.... Insomma chi vuole essere dio, non può sopportare il fatto di non avere tutto sotto controllo.....

per approfondire

giovedì 27 febbraio 2014

dedicata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi

La machina a va mej… Sai pà cos sìa
s’a l’han centrà quaic rua o quaic arsort
ch’a giöga mej, s’a j’é un pistun pi fort
o un cüssinet ch’a l’ha trovà sue bije…
fait sta ch’a va mej… sensa lüstrela,
deje d’öli, ingrassela o fé de sfors,
fin el pi gnoc ed j’ovrié as n’ancorz:
a marcia mej… a-i é da dì cum é-la?.
Pa ch’i pretendo fela andé ed cariera
ma ansuma adess ch’a turna a pijé le slans,
l’uma tüti ant el cör ch’a vada anans
e che mai pi a döva turné indarera…
E püra… el material ch’a l’era bun,
adess l’é già un poc früst e sgangarà
ma j’é quaicos… che pena incaminà
at la pussa anans, magara a strangujun.
J’é da speré ch’a düra e ch’a resista
s’a cuntinua parej… Fumse curage!
Vist ch’a funsiuno turna j’ingranage
l’é segn… ch’a l’han cambiaje el machinista


Dedico questa poesia in piemontese di Nino Costa al nuovo Presidente del Consiglio Matteo Renzi, con un'avvertenza. Deve tenere conto che;
1) E' totalmente de-contestualizzata. Nino Costa scrisse di getto questa poesia dopo il famoso 25 luglio del 1943, vale a dire con la caduta di Mussolini. Con tutte le critiche che si possono fare ai governi precedenti, nessuno di essi, neanche Monti, era Mussolini!
2) Molto più seriamente: non si illuda Renzi, non si sta parlando di lui! La poesia parla di una locomotiva che da un certo punto in poi si mette a funzionare meglio, ma quale è la ragione? Non è ben chiaro, anzi pare che non ci sia stata nessuna miglioria meccanica... e allora, perché va meglio? E' cambiato il macchinista! Ma ripeto non mi piace pensare che il macchinista sia "l'uomo solo al comando" il macchinista è il popolo, è ognuno di noi chiamato nella sua quotidianità ad operare. Il compito che chiedo al nuovo capo del governo è la sussidiarietà per  lasciarci essere "macchinisti" responsabili e motivati.

mercoledì 22 gennaio 2014

User Experience

Come ho scritto nell'articolo (ma la parte a cui mi riferisco si scarica a pagamento!) il lavoro di sviluppo del software ha dei sottoprodotti che potrebbero fruttuosamente essere utilizzati in altri contesti.
Uno di questi è la "User experience
E come seguendo i consigli di vari guru, farò uno "Story telling" invece di una descrizione astratta.

1) Ufficio Postale. Quando ero ragazzo su ogni sportello leggevo cartelli scritti a pennarello ed incollati con il nastro adesivo "PACCHI" "RACCOMANDATE" "ContiCorrenti" etc. Uno sapeva dove andare. Ora invece ci sono bei cartelli preconfezionati con "Prodotti Postali" "BancoPosta". Ma un vaglia, cos'è? Prodotto postale, certo mica un prodotto del caseificio! Ma è anche un prodotto che può assimilarsi ad un prodotto bancario, poichè faccio correre soldi... Chiedo ai presenti in coda.
Nelle poche volte che mi capita di andare alla posta ho quasi sempre trovato qualcuno che chiede qual è la coda corretta per .... Da cui se ne evince:
1.a) che i "Big Thinker" delle Poste sono assolutamente avulsi da ogni feed-back dell'utente, pensano astrattamente, fregandose dell' UX 
1.b) gli sportellisti sentono simili domande quotidianamente e umanamente parlando faticano a trattenersi dal mettere un bel cartello a pennarello con lo scotch "Vaglia" "PACCHI" e via discorrendo!  Invece mettono i cartelli che "ricevono da Roma". Torna l'agile manifesto, il principio di sussidiarietà, stoos e via discorrendo. Inoltre lo stipendio di un "Big Thinker" è piuttosto alto direi, quindi: tagli migliorando il servizio e motivando di più il personale che lo gestisce direttamente!

2) GTT (Trasporti Torinesi) Ero sulla linea 5 direzione Nord->Sud . Ricordo che il 5 ferma in largo Orbassano, fa molte fermate in Corso Orbassano di Torino, ferma in Strada Orbassano di Beinasco e poi finisce la sua corsa nel Comune di Orbassano.
Era sera ed il bus su cui viaggiavo era di quelli belli moderni con la vocina che annuncia la prossima fermata. Cosa abbastanza comune, bisogna ammettelo, la vocina era sincronizzata perfettamente con il percorso. Ad un certo punto,eravamo in corso Rosselli, la vocina annunciò "Prossima fermata: Orbassano Nord" vidi una coppia trasalire, perchè Orbassano è appunto la fine della corsa "Ma non l'abbiamo vista Mirafiori!!!" Due battute e si capì l'equivoco. I signori GTT sanno che "Orbassano Nord" vuol dire "Largo Orbassano Nord", ma si sono posti il problema di cosa pensano gli utenti se non sono pratici del posto? Ma se partono dal presupposto che tanto la stragrande maggioranza degli utenti è pratica del posto, cosa hanno messo la "vocina" a fare, se non a farli divertire quelle rare volte che non è sincronizzata?

3)  GTT (Trasporti Torinesi) Dovevo farmi rinnovare l'abbonamanto e sono andato in via Fiocchetto. Vidi cartelli con la scritta "Titoli di Viaggio" e pensai che l'abbonamento lo fosse (a cosa serve se non a viaggiare?) Invece poco prima vidi un piccolo capanello (2 o 3) persone ferme davanti ad un altro sportello e chiesi se erano in attesa di farsi rinnovare l'abbonamento. Alla risposta "Sì" capii che l'ufficio era quello, ma un cartello costava tanto? 
3.2) Peggio, uscendo vidi quell'assurda immagine accanto e per fotografarla mi spostai in una posizione migliore. Fui redarguito da un tizio, evidentemente GTT ma il cafone non si qualificò e non avevo  tempo/voglia di litigare, che "Ma non sa che non si può andare lì? " "No, non lo so?" "Ma non ha visto  il cartello?" "No, non c'era nessun cartello". Me lo fece vedere. Dai tempi di Napoleone, in tutte le nazioni da lui conquistate, i cartelli relativi ad un percorso sono o direttamente davanti o alla destra del camminamento, quel cartello invece era invisibile da chi volesse  fare il percorso che avevo fatto io, mentre creava un grosso dubbio perchè significava (secondo la logica ergonomica successiva alla battaglia di Marengo) che era vietato salire l'unica scala che permetteva di uscire dal portone di via Fiocchetto. Qui non è solo mancanza di UX, ma proprio di buon senso. 

mercoledì 30 ottobre 2013

Agile senza saperlo 14 - Gualtiero Bertelli

Torno, dopo molte divagazioni, alle tematiche agili.
Quando ero ragazzo avevo sentito una canzone, di cui non ricordavo l'autore, e che mi è ritornata ora alla mente.
Cambiando le parole "elettrotecnica" con "informatica" (cioè il 1966 con il 1975) e "diplomato" con "laureato" si ottiene quasi la  mia biografia personale.
Uno studio in funzione di un lavoro - Il lavoro "parcellizzato" che spreca lo studio fatto - Rimandare a "fuori" il momento di "libertà" che ha come sorella siamese la parola "responsabilità".

Il problema è che questa non è solo la mia biografia, ma quella di moltissimi altri qui in Italia.
Ma se questo"taylorismo" nel settore tecnologico avesse dato risultati positivi, OK nessun problema. Invece oggi siamo in crisi: mi sembra ovvia conseguenza. Se uno spreca la cultura acquisita e la responsabilità (che la canzone chiama libertà, ma sono come ho detto gemelle siamesi) che cosa  pensa di ottenere?
Chi ci ha guadagnato da questo spreco?
Penso che chi deteneva "piccoli poteri" aziendali ci ha guadagnato in:
1) Maggior stipendio relativo (probabilmente non assoluto, perché se l'azienda e la società avesse fatto più utili ce ne sarebbe stato di più per tutti, ma relativo ad altri colleghi)
2) Senso di "esistere" definito da un ruolo.
3) Ordine mentale. Uno dei problemi peggiori per chi si illude di avere un potere, sia pur piccolo, è quello di non avere "tutto sotto controllo". Quindi, avendo "tutto sotto controllo" diffida di tutto ciò che esula dal previsto, quindi anche da possibili cambiamento positivi.

   http://www.youtube.com/watch?v=uUu_qwas_Z4

Una cosa mi ha colpito in positivo di questa canzone, che sebbene sia nata e circolasse in area marxista, va molto oltre una posizione rivendicazionista-sindacalese-veterocomunista purtroppo conosciuta un questi anni.
C'è una nostalgia per fare un lavoro bello, coinvolgente, responsabilizzante che né il sindacalismo ufficiale, né il padronato (ed il managerume peggio ancora) hanno mai riconosciuto (e ci hanno portato a bate 'l cul 'sna pera!)

lunedì 14 gennaio 2013

Agile senza saperlo 11 - Pino Solanas ?

Avevo rimandato la scrittura di post sul mio blog alla ri-lettura di un libro (non anticipo nulla) Sta di fatto che questo libro non l'ho letto ed per evitare di rimanere muto a lungo ... parlo di un film, anche se devo usare il punto interrogativo finale.
Se io fossi magicamente proprietario di un sistema di televisioni di tipo broadcast, dallo scoppio della crisi a quando la crisi finirà, avrei trasmesso ciclicamente "La vita è meravigliosa" di Frank Capra, "Il diario del saccheggio" e "La dignità degli ultimi" di Fernando Ezequiel Pino Solanas.
Trasmettere sempre questi tre film dal 2008, data in cui è scoppiata la crisi finanziara al - dicono oggi gli esperti - 2014 (ma poco tempo fa non c'era chi vedeva la luce in fondo al tunnel?) potrebbe essere pazzesco. Forse, ma se qualcuno l'avesse fatto magari la crisi sarebbe finita prima.
Il film di Frank Capra, a parte la storiella naif dell'angelo che deve ri-ottenere le ali, è un tema interessantissimo sul debito-credito. (Tra l'altro nel film il personaggio negativo ha una quasi omonomia con un personaggio recente: si chiama Henry Potter)
Molto interessanti sono i film di Solanas, che avrei fatto introdurre o commentare dal prof. Giulio Sapelli, esperto di economia e di Sud-America.
Mentre il primo è fedele al titolo, un reportage sulla crisi ai tempi di Menem e De La Rua, il secondo - La dignità degli ultimi - è una serie di testimonianze su gente comune che si auto-organizza per vivere al meglio in un periodo così difficile.
 Il film secondo me finisce male, perchè Gustavo,  simpatico coraggioso e giovane prete, lascia il sacerdozio. Io, non sono prete, ma sono stato affascinato da don Milani, che era alternativo, coraggioso, geniale, generoso in un cattolicesimo che spesso cadeva nel formalismo. Eppure don Milani diceva che era sempre disposto all'obbedienza, per non perdere "i sacramenti", aveva più a cuore la presenza di Dio concreta che le sue idee (che pure superavano spesso la grettezza di molti catto-conformisti). Diceva che l'assoluzione la da un prete, anche stupido ed indegno, non l'editorialista di grido. Quindi mi spiace che il personaggio Gustavo, non fosse come don Milani.
Ma con tutto ciò è bello vedere, in un contesto difficilissimo realizzarsi il punto 11 dell'agile manigesto

The best architectures, requirements, and designs emerge from self-organizing teams. 
L'uscita dalla crisi va trovata anche 1) nel non aspettarsi nulla da qualche demiurgo, 2) uscire dalla solitudine e fidarsi della gente con cui si collabora e decidere insieme sul quello che ci compete. (sussidiarietà)

Ma allora perchè  il punto interrogativo finale? Io ringrazio Solanas, per averci dato questa testimoniaza (peccato che nessuna rete televisiva ce la trasmetta!) - dall'altro ho un dubbio su come abbia gestito il "progetto film" che ha realizzato. Mi auguro che abbia valorizzato le doti dei suoi collaboratori, che abbia seguito criteri "toyota", sussidiarietà,  agili etc... anche nella realizzazione. Ma dagli anni 80 conosco troppe aziendine di sinistra, o comunque che partono da grandi giudizi etici, ma che nel processo produttivo non sono diverse dall'azienda fordista. Analogamente le aziende CdO saranno sussidiarie al loro interno?
Lasciamo questo punto interrogativo come una provocazione.

domenica 25 novembre 2012

GdLC endorses Matteo Renzi

Sebbene il nome del mio blog si rifaccia ad una battuta dell'on. Bersani e l'on.Bersani stesso sia una persona "simpatica" ritengo che Matteo Renzi sia portatore di "aria nuova" nella politica italiana. 
Purtroppo solo ora ho avuto il tempo materiale di pubblicare questo post, scritto su carta con matita dell'IKEA venerdi 23 novembre. Lo pubblico così com'è.

Non ho ancora deciso se domenica andrò a votare alla primarie del PD. Ovviamente per votare Matteo Renzi.
PRO: ho trovato molto interessante il programma di Renzi, in paticolare nel fatto che si rende conto che la società è complessa, i cambiamenti devono avvenire dal basso, da cui l'attenzione alla sussidiarietà etc.... Nell'attuale panorama italiano è l'unica alternativa anti-depressiva al fatto deprimente di vivere nella serva italia.

CONTRO 1: occorre aderire al documento del partito democratico in cui vi sono due parole che assolutamente non condivido.
a) Occorre definirsi come "progressisti"  A me la parola progresso evoca, nelle migliori ipotesi baffuti gentiluomini con il cilidro o bombetta, sul velocipede che osservano le scoppiettanti vetture automobili, poesie marinettianiane ed immagini di Balla e Depero; nella peggiore delle ipotesi "progresso" evoca il genocidio dei pellerossa e delle culture antiche, disatri ecologici, lavoratori sfruttati... Progresso mi piace solo se accompagnato dall'aggettivo "sostenibile". Non era meglio "riformisti"? 
b)Tra i vari pricipi si parla del riconoscimento del merito. Ora ammetto che può essere una concessione al politically correct, ma ho troppo anni di lavoro alle spalle per sapere come si ottiene il merito in certe aziende...(anche private!) sono stato in URSS ed ho visto fabbriche improduttive con addirittura le foto dei migliori lavoratori affisse sulla strada presso l'ingresso principale .... l'URSS era una società altamente meritocratica e sappiamo come è andata a finire. Ma bando alle considerazioni personali, sappiamo che riconoscere il merito è una cosa molto difficile e rischiosa, soggetta alla legge di Goodhart . Interessante e seguire il tema sul blog NOOP.NL dello spesso citato J. Appelo

CONTRO 2: anche sul programma di Renzi ho alcuni dubbi 
a) Un certo giovanilismo, mentre il cambiamento non può venire dai giovani (abbiamo visto - Gelmini, Carfagna, Capezzone....) che per emergere sono yes-men oltranzisti quindi il massimo della conservazione. Il cambiamento viene dai vecchi-perdente, cioè dai vecchi le cui idee sono state sconfitte un tempo: da questi, può venire una visione diversa della realtà. 
b) La mancata volontà di cambiare la legge Fornero. Invece va cambiata. Perchè chi come me ha messo per anni il 33% e rotti in contributi previdenziali (cosa che non esiste in alcun altro stato) quindi ha avuto uno stipendio basso, e questo perchè in Italia c'è la pensione di anzianità, ora che toccherebbe prenderla si sente dire "non ci sono i soldi".Questo genera una totale mancanza di fiducia nello stato. Se mancano i soldi, li si prendano da altre parti, o si può dire che i contributi messi da domani in poi, maturano di meno quindi... ma non si può dire i sodi che hai messo non esistono!
c) Occorre sottolineare una netta invesione di tendenza rispetto la linea Monti: SMontare l'Italia! Monti ha fallito non solo ecomicamente, (dal previsto lieve incremento del PIL quando è andato al governo al -2,3% realizzati, è un fallimento) ma soprattutto nell'ottica del famoso discorso di Robert Kennedy del 18/3/1968.
La vera forza di una stato sta nell'orgoglio dei suoi cittadini di appartenere a quello stato. Ebbene, Monti e la Fornero da quel punto di vista invece ci fanno sentire sempre di più in sitonia con Ciccio Tumeo l'organista de "Il Gattopardo"

CONTRO 3: date le mie esperienze pregresse, il mio voto porta sfortuna.

mercoledì 27 giugno 2012

Son pà fòl !

Il 25 gennaio 2011 avevo pubblicato questo post che mi ha permesso di ottenere una copia autografata di Management 3.0
Ora, il 19 giugno 2012 sul sito del Wall Street Journal (mica la gazzetta di vallumida!) trovo questo articolo.

Who's the Boss? There Isn't One 

Son Pà fòl !

lunedì 14 maggio 2012

Agile senza saperlo 9 - Donne americane anni '50

Quando ero ragazzo lessi "I persuasori occulti" di Vance Packard. Non ho più preso in mano quel testo. Chissà che effetto farebbe oggi?
Ricordo pochissimo ma mi è rimasto impresso un espisodio.
Si racconta che i primi preparati per torte furono un flop commerciale: non ebbero minimamente successo. Le massaie che li compravano una volta non li compravano più e sconsigliavano il loro acquisto, perché le torte non venivano.
La causa è facilmente spiegata. I preparati per torte avevano un'unica busta con un miscuglio già dosato di farina, zucchero, sale, lievito e altri ingredienti. Bastava diluirli nella misura indicata sulla confezione, infornarli e la torta sarebbe venuta. Ma donna americana anni '50 non era d'accordo. Va bene un cibo già preparato per le situazioni di urgenza, quando rincaso più tardi del solito la sera, che belle invezioni sono le scatolette, ma se faccio una torta, cioè un cibo "della festa". allora non ho più l'urgenza e voglio metterci qualcosa di mio.
Le acquirenti di tale prodotto quindi aggiungevano ingredienti, diluivano in modo diverso, inventavano tempi di cottura diversi ... combinando pasticci!
Le ditte produttrici di tali preparati per torte capirono che, anche se per loro era più facile mettere tutto in un unica busta, avrebbero dovuto mettere lievito e farina in buste diverse, magari suggerire possibilità alternative ("potete aggiungere cacao...) e non "chiudendo" più la creatività delle potenziali acquirenti, riuscirono a vendere.

giovedì 12 gennaio 2012

Il debito pubblico aumenterà - Lo dice lo spot dell'agenzia delle entrate

In questi giorni, come ho detto, avrei cose gravi e dense da raccontare, ma proprio perchè gravi e dense, non riesco a farlo. Forse, fra una settimana.
Mi "distraggo" con una facezia.
Per Natale sono stato a casa dei miei genitori e lì ho  visto la TV[ io oltre che NoTAV sono anche NoTV: non ho avuto il tempo-voglia di mettere il decoder alla TV.  La usiamo solo come lettore di CD (non ci mancano nè la Rai, nè Merda-set, nè Santpiombo...)]
E' passato lo spot "Se tutti pagano le tasse, le tasse ripagano tutti: con i servizi". I cartone animato era molto carino, ma era evidente che così il debito pubblico sarebbe aumentato "fisiologicamente", anche se tutti avessero pagato le tasse.
La spiegazione, che a me pare evidente, potrebbe essere un po' lunga.

Occorre una premessa, per scansare equivoci. Se devo scegliere tra socialdemocratico e liberale, io mi reputo più socialdemocratico, nella tradizione della socialdemocrazia europea di Saragat, Olaf Palme, Willy Brandt e dei cattolici Fanfani, FranzJosef Strauss...
Nel coniugare "il merito e il  bisogno", secondo me, la cosa principale è che il bisogno non scenda sotto certi limiti. Il "merito" può attendere, anche perchè, essendo un amante della cultura classica (Seneca e Macchiavelli), e scientifica (Teleb Nassim) : La fortuna esite!

Allora facciamo un po di storia e geografia delle medie inferiori.
1) Tanto tempo fa l'uomo fu cacciatore, poi agricoltore e pastore (settore primario) .... poi con i profitti dell'agricoltura potè permettersi di "pagare" l'artigiano (secondario) e con i profitti del primario e secondario pagarsi il mercante, il saltimbanco ed i primi abbozzi di medico, maestro .... (terziario - servizi)
2) Se leggiamo la composizione del PIL vediamo che negli stati più avanzati il primario tende ad essere sotto il 5%,  il secondario è intorno al 25% e il terziario sopra il 70%. Nel tempo che c'è stata una tendenza a diminuire il peso del primario; Il secondario è dapprima salito, poi ha iniziato a diminuire, il terziario ha un peso sempre in crescita.
Quindi: a tendere, se lo spot fosse vero, meno del 30% del PIL (che tendenzialmente diminuisce) dovrebbe pagare il 70% del PIL (che tende a crescere).
Ma peggio! Abbiamo visto che l'innovazione tecnologica permette all'agricoltura e all'industria prodotti maggiori a prezzi minori per unità di prodotto, mentre la spesa medica etc. continua a crescere...
Ovviamente non ha senso, ma c'è ancora un set di complicazioni.

Per fortuna non tutti i servizi sono a carico dello stato! 
Bisogna definire quali devono essere a carico dello stato e quali no. Ritengo che lo stato non possa abdicare dalla difesa e dalla giustizia, ma lo spot faceva vedere Scuola, Medico e Parco.
Lo so che è più bello vedere il cartone animato di quel genere di servizi, piuttosto che il cartone animato di un carabiniere che porta un prigioniero davanti al giudice... ma proprio su Scuola, Assistenza e Difesa del Territorio, i soggetti pubblici non statali possono essere di grande aiuto.
Un esempio: Circa cinque anni fa una vettura della linea tramviaria 4 era rivestita esternamente con la pubblicità di una scuola salesiana (il 4 ferma proprio davanti a quella scuola) che diceva pressapoco "La retta è di 2500 euro, il costo di una vancaza: l'educazione di tuo figlio vale una vacanza? "
Mi soffermo sul costo 2500 euro di retta: sappiamo che i salesiani tendono a mettere presidi che anno  fatto voto di povertà castità e obbedienza (i prof sono ormai quasi tutti esterni), supponiamo che lo stato per ispezioni, controlli ed esami spenda 500 euro ad alunno, ma 2500 euro sono meno dalla metà di quanto lo stato spende per ogni alunno!!!

La soluzione: le tasse non si ripagano con tutti i servizi, ma solo con alcuni. Gli altri servizi,  li possono gestire i privati in modo più efficiente, originale, creativo.  Poi certificato dallo stato . E per i privati non sono necessariamente le multinazionali avide di profitto o avventurieri, ma anche associazioni, cooperative, realtà no-profit legate al territorio, dove possono lavorare persone più motivate e attente ai bisogni.

Le tasse servono, e qui sono socialdemocratico, anche come ri-distribuzione del reddito, per permettere a tutti di accedere ai servizi. Ma l'erogazione dei servizi, in particolare assistenza scuola e territorio, non può necessariamente in mano allo stato.

martedì 25 gennaio 2011

Dalla fabbrica senza operai all'azienda senza capi?

In due miei post precedenti (1 e 2) avevo raccontato delle mie esperienze nella factory automation (e in quegli anni era anche trandy la voce office automation).
Abbiamo visto, e magari ci tornerò, che la factory automation, non ha dato i risultati che allora ipotizzavo: ancora morti sul lavoro, i nuovi lavori nel terziario non così qualificanti, la globalizzazione...

E ecco al titolo del post, volutamente provocatorio: in relatà io non ho nulla di social-proletario rivoluzionario velleitario che direbbe "licenziando un manager si salverebbe il posto a tanti operai..." e imitando baffone "quanta sensoristica serve per sostituire un manager?"   
Mi metto nei panni di un investitore: vorrei il massimo del ritorno dei miei investimenti. Mi accorgerei che probabilmente dovrei intervenire sul modello organizzativo, e questo non costerebbe nulla in termini di hardware (se non qualche libro o partecipazione a corsi). 
Un modello che mi pare interessante è  Martie the management model riportato nel libro  management3 0 di Jurgen Applelo, anche se devo ammettere, il libro non l'ho ancora letto.

Ritengo che il modello comando-controllo, possa andar bene per prodotti assodati ed immutabili o, forse, per gestire brevi emergenze. Ma si può produrre innovazione con un modello aziendale che si ispira all'esercito napoleonico?
Vi sono imprenditori che si appellano al principio di sussidiarietà nei confronti dello stato e della sua invadente burocrazia: è corretto, ma all'interno della loro realtà produttiva questo principio è implementato?


I manager rimarranno sempre, ma il loro ruolo sarà notevolmente diverso e, spero per loro, più interessante