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giovedì 19 marzo 2026

San Patrizio e il dopo-referendum

 


Pochi giorni fa è stato San Patrizio (17 marzo)

Nel 1985 mi trovavo York, PA per lavoro. Era il 17 marzo era domenica e mi recai a Washington per trovare Luigi Mettica ed un suo amico che risiedevano temporaneamente lì. Ci recammo anche a messa. Quel giorno in giro per la città e soprattutto presso e dentro la chiesa, si vedevano persone che indossavano capi di vestiario verdi: giacche, maglie o anche solo una cravatta, ma c'erano signore in tailleur verde! Erano per lo più persone di origine irlandese. San Patrizio è un loro patrono.

L'Irlanda, è una nazione che mi sta molto simpatica, pur non essendoci, purtroppo, mai stato. Mi sta simpatica perché in barba a tutti i discorsi sull'occidente, sul colonialismo, terzomondismo, ecc... la violenza dei colonialisti si è abbattuta anche e spesso prima, contro altri “occidentali” e l'Irlanda è stata una delle tante vittime del colonialismo inglese. Il verde era diventato un simbolo del desiderio di liberarsi dal giogo inglese ed un emblema della propria identità.

Mi piace molto anche la musica irlandese, forse perché ha delle strutture melodiche che si adattano bene alle sinapsi del mio cervello e non nego che mi sarebbe piaciutotrovarmi qui.

Però fino a che punto il cattolicesimo degli irlandesi non diventava un fattore identitario in contrapposizione al protestantesimo degli invasori inglesi? La loro fede cristiana, era la fede in Gesù o era una forma di religione “alla Durkheim” cioè un fatto sociale dove una certa “popolazione” crea i suoi miti e riti per identificare se stessa in opposizione ad altri?

In quel momento mi è venuta una ispirazione. Immaginando San Patrizio in paradiso, con altro concetto di tempo, ove si fanno salti storici, e immaginandolo sacerdote, com'era in vita, ma con il rituale attuale, lui stesso il giorno di San Patrizio non si sarebbe vestito di verde, ma di viola, perché quello è il colore liturgico del 17 marzo. Intuizione geniale: Gli abiti liturgici rappresentano un'appartenenza più grande di quella del “gruppo” con i suoi pur validi miti fondativi e riti che li evocano.

Che cosa ha che fare questo con il referendum? Purtroppo, sia vinca il NO, sia vinca il SI come pare più probabile, la frittata è fatta. In tutto il mondo, anche a causa degli algoritmi dei social, si va verso una radicalizzazione estrema delle posizioni. In Italia questa campagna referendaria, ha dato una spinta molto pesante verso la polarizzazione. Personalmente conosco persone degnissime che voteranno NO e altre SI.

 E' necessario trovare “abiti liturgici” che indichino un'appartenenza più grande e che facciano fare un salto oltre questi opposti steccati.

 

 

 

lunedì 2 marzo 2026

Alcune frasi fatte che non sopporto


Torno a scrivere un intervento su cose facete. In qualche modo mi ricollego allo zio Franco: anche lui amava certe pignolerie ed aveva idiosincrasie lessicali. Condivido con lui anche un certo piacere nel beccare refusi ed imprecisioni. Penso di aver preso da lui in questo, ma mentre lui era animato da una certa vis polemica, io negli errori trovo un certa forma di gusto estetico come scrissi in questo mio libro di memorie.  Vengo al dunque con un elenco di frasi che non sopporto: 

Frase fatta #1: Stonato come una campana. 

La campana di per se non è stonata. La frase vera è "Stonato come una campana rotta".

Frase fatta #2: Pieno di buchi come una groviera. (detto per lo più in senso figurato).

 In realtà il formaggio svizzero pieno di buchi è l' Emmentaler DOP. La groviera, Gruyère DOP, non ha buchi se non pochi occhi e non sempre. Altri formaggi hanno buchi come il Pannerone di Lodi, ma il formaggio dei buchi è l'Emmentaler 

 Frase fatta #3: Una certezza matematica come 2+2=4. 

Non voglio fare il sofista dicendo che prima bisognava definire l'insieme su cui si definisce l'operazione somma, perchè se fosse in una classe di resto modulo 3, per dire, non sarebbe vero. 

Non arrivo a quanto dice Reuben Hersh nel suo pesantissimo libro.  Sostiene che nella storia il concetto stesso di 2 e di 4 è mutato nel tempo in varie civiltà (il 2 e 4 di Diofanto non erano quelli di Cauchy!) .

 Sono molto più terra terra. Rimaniamo nell'insieme dei numeri naturali. Se prendi due mele e le metti in una cesta e poi altre due mele e le metti nella stessa cesta, puoi contare quante mele hai. Quella non è una certezza matematica, è una evidenza concreta che puoi verificare. La certezza matematica è quando ad un numero indicato dalla cifra 1 seguito da due miliardi di  9 ci aggiungi 2 sarà uguale ad un 2 seguito da un miliardo novecentonovantanove milioni novecentonovantanovemila novecentonovanatanove zeri e un 1. Questa è una certezza matematica perchè non potrai mai contare fisicamente tanti "oggetti fisici"  - non ne avrai, se ne avessi non ne avresti il tempo per farlo e comunque perderesti il filo dopo un po' - ma dovrai fidarti di un processo di induzione.

PS: Come illustrazione del post ho chiesto a Gemini vorrei un' immagine che rapprenta un'addizione: due campane + due campane = quattro campane Quello dell'immagine è il risultato  

giovedì 5 febbraio 2026

Recupero di una citazione con AI

 Ricordo che mio figlio nella tesi non ricordava bene il riferimento all' effetto Central Park (di New York) cioè al fatto che il valore degli immobili vicini al parco ha avuto un incremento di valore che ha fatto recuperare il costo di lasciare un'area non edificabile. Grazie all'intelligenza artificiale, ma non facendo una sola domanda, e facendo ulteriori ricerche suggerite dai tool, è riuscito a risalire ai dettagli che gli servivano. 

Invece volevo vedere la reazione di vari tool alla richiesta di risalire ad un'unica citazione puntuale. Avevo letto una recensione di "Sul margine selvaggio del dolore" di Francis Weller (libro che non penso di leggere) e mi aveva colpito una frase del libro. (nel riquadro) Ho interrogato diversi tool per avere chiarimenti


Gemini: rispode senza esitare James Hillman, celebre psicologo analitico e filosofo statunitense, esponente di spicco della cosiddetta psicologia archetipica. Questa frase è tratta da una delle sue opere più famose e influenti: Il codice dell'anima

 chatGPT: non trova nel database nessuna corrispondenza esatta. È possibile che si tratti di una parafrasi libera o adattamento di un’idea espressa da qualche pensatore critico verso l’idea di progresso nella modernità, oppure di una citazione da un testo recente (saggio, blog, corso) di cui non è disponibile un’indicizzazione ampia online Elenca anche come autori probabili Nietzsche, Freud, Ortega y Gasset 

Qwen : lunga ricerca. Ci ha messo molto tempo e, cosa che apprezzo, tracciava i tentativi fatti. Giunge alle conclusioni analoghe a chatGPT ma come probabili autori suggerisce Simone Weil, Carlo Carretto, David Maria Turoldo o Romano Guardini

Claude immediadamente risponde Hermann Hesse 

Deepseek: risponde Nicolás Gómez Dávila e la cosa mi ha lasciato piacevolmente sorpreso. Avevo letto qualcosa di suo: tutto ciò che potrebbe essere detto a sfavore del "progresso" lui l'avrebbe senz'altro scritto in qualche suo aforisma. Algoritmo statistico (ah! ah!)

Copilot: ritorna con James Hillman.

La maggiornaza vince, quindi magari Francis Weller avrà copiato da lui. Comunque non ho voglia di leggermi James Hillman per capire se l'IA ha detto giusto!

 


lunedì 15 dicembre 2025

Altro tool, stesse domande, altre risposte.

 


Come ho già accennato in questo post, una volta alla settimana vado "gratuitamente" in un doposcuola parrocchiale per aiutare i ragazzini a fare i compiti, prevalentemente di matematica. Gratuitamente, ma con molti lati positivi per me, tra cui, anche se non è il motivo principale, capire come evolve il mondo e come ragionano i ragazzi oggi. Ho ascoltato un dibattito tra due ragazzi sui 15 anni su quale fosse il tool migliore per fare i compiti. Vinceva Copilot. Allora proviamolo.

Inutile dire che i miei tutti i test, anche se non lo ripeto più, iniziano sempre chiedendo la dimostrazione che un numero pari maggiore di due è sempre dato dalla somma di almeno una coppia di due numeri primi. Sarebbe stato bello che l'intelligenza artificiale generativa avesse dato una dimostrazione a cui l'umanità non è arrivata! Invece tutti i tool capiscono che chiedo la congettura di Goldbach e mi fanno ricerche enciclopediche su questo. Non c'era cascata neanche la prima chatGPT! Evidentemente sono addestrati subito su questo tipo di domande. In Copilot ho apprezzato la citazione delle fonti. 

Ho proceduto con le solite quattro domande di cui parlo qui e qui  ed in parte qui

Domanda su quante sono le ragazze che vengono da Lyon attraverso la frontiera e van cogliendo i fiori della primavera. Capisce che è un testo poetico, ma si fa grandi discorsi sul fatto che ragazze, frontiera e primavera sono un "simboli" e quindi non può esserci un numero concreto! 

Su analogia Trump e Mike Bongiorno risposta esatta: conduttori giochi televisivi, linguaggio immediato, ma aggiunge che sono quasi emblemi nazionali.

Su analogia tra JD Vance e Cagliuso a differenza di altre è più benevola nei confronti di JD Vance. Dice infatti Cagliuso mostra ingratitudine verso chi lo ha aiutato; Vance, invece, riflette criticamente sulle sue radici e sul peso culturale della povertà. Altri tool invece affermano che sono in molti a criticare JD Vance per essersi scordato delle sue condizioni d'origine e di chi vive ancora in quelle condizioni, analogamente al gatto verso Cagliuso.

Su chi fosse il Barone tedesco al servizio dei Savoia a cui è dedicata una canzone popolare sbaglia in modo eclatante: dice Eugenio di Savoia, che

  1. non era Barone, ma Principe,
  2. non era tedesco ma francese di nascita
  3. era al servizio dell'Austria sebbene alleata dei Savoia contro la Francia ai tempi dell'assedio di Torino.

Quello che mi ha colpito è che alla fine chiede sempre se voglio approfondire ancora qualcosa. Molto "precettore"

Alla fine (e qui fa bella figura!) le ho fatto fare il dipinto anglo-piemontese Mon-lait o Moonlight che allego in testa al post.

sabato 13 dicembre 2025

Altro tool, stesse prove e la barba di Cesare Pavese

 Dopo aver giochicchiato con chatGPT Gemini Deepseek e Claude oggi ho provato a fare le solite domande a Qwen

Premessa: immagino che se avessi fatto oggi le stesse domande ai tool precedentemente elencati, mi avrebbero dato risposte diverse da quelle che mi avevano dato quando le avevo fatte, probabilmente migliori. Ho ripetuto quattro domande un po' strane che mi piace fare.

Ho chiesto "Quante erano le ragazze che venivano da Lyon attraverso la frontiera e van cogliendo i fiori della primavera? " Dopo uno spiegone sulla città di Lyon che è in Francia ecc... Ha intuito dalla rima che poteva essere il verso di una poesia o una canzone di De Andrè (non è vero, ma verosimile) o Guccini (un po' meno) o Pavese (non mi pare abbia fatto canzoni o testi per canzoni!). Ha avuto il buon gusto di non sparare un numero, ma di chiedere ulteriori informazioni.

Ho chiesto che cosa avevano in comune Trump e Mike Bongiorno. Con un prolissa spiegazione sui personaggi ha evidenziato che entrambi hanno presentato programmi di giochi televisivi ed entrambi hanno un registro comunicativo "basso". Peccato che nell'elencare i programmi televisivi di Mike - e chi glie lo ha chiesto? - ne abbia citato anche uno di Gerry Scotti! 

Ho chiesto che cosa avevano in comune JD Vance e Cagliuso. Anche qui ha indovinato e sebbene con molti giri di parole, facendo notare che uno è un personaggio vero, l'altro immaginario, la sua risposta era analoga a quella di Deepseek

Alla domanda chi fosse "il barone, militare al servizio dei Savoia, a cui è dedicata una famosa canzone popolare" non ha risposto come avevo in mente io (io non ho citato ovviamente i testi raccoti da Costantino Nigra, altrimenti sarebbe stato troppo facile!), ma nemmeno idiozie come i "colleghi" tool. Mi ha dato delle informazioni incoerenti e strane che vorrei approfondire. 

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Per abbellire il post, siccome aveva ipotizzato una canzone di Pavese, ho chiesto un'immagine di Cesare Pavese che suona la chitarra. Questa è la foto. Alla mia nota che Cesare Pavese non aveva la barba mi ha dato ragione, dicendo che le foto lo rappresentano senza. Dopo avermi ricodato i dati biografici di Pavese ( echi glie li ha chiesti ?) ... riporto testualmente :

Perché l’AI lo ha raffigurato con la barba?  Perché spesso gli algoritmi di generazione immagini associano figure “poetiche”, “contadine”, “melanconiche” o “artistiche” a tratti visivi come la barba, i capelli lunghi, abiti semplici e ambienti rurali — anche se non corrispondono alla realtà storica. È un cliché estetico, non un dato biografico.

Quindi, sì: Cesare Pavese non aveva la barba.
Ma questa immagine, pur non essendo vera, cattura benissimo l’anima della sua opera — la solitudine, la terra, la musica, il silenzio... proprio come suggerisce il titolo: “Musica e Silenzio”.

Un bellissimo omaggio artistico, anche se non storico.

P.S. Se ti piace Pavese, prova a leggere “La luna e i falò” o i suoi diari: “Il mestiere di vivere”. Ti porteranno nel cuore della sua malinconia e bellezza.

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mercoledì 20 agosto 2025

Intelligenza artificiale ed agricoltura biodinamica

 


Ho terminato la lettura, più o meno in parallelo di due testi su un argomento simile, ma molto diversi tra loro nel contenuto. Uno, quello di Nilsson, era un mio vecchio testo utilizzato nel 1979 per prepararmi ad un esame universitario: era la traduzione di un testo del 1971. Sì, a quei tempi si parlava già di intelligenza artificiale, anzi il termine è stato coniato nel 1955. L'altro testo, di Mellano, era un testo divulgativo, imprestatomi da mio cognato, scritto di recente. 

Il Nilsson non comprendeva esattamente il programma d'esame. Occorreva portarne solo una parte, e poi c'era un'altra parte su dispense. Dopo anni ho tirato giù quel testo dello scaffale più alto e l'ho ripreso in mano. Alcune considerazioni le avevo gia fatte in altri post precedenti. (qui uno)

La cosa interessante è che le "tecniche" dietro all'intelligenza artificiale descritte nei due libri non coincidono. Mentre nel testo del 1971 sono presentati sofisticati algortmi per giochi, dimostrazioni formali di teoremi ecc... nell'altro si parla molto delle reti neurali e i sistemi di AI "addestrati".

Testo, quello di Mellano, molto interessante. Comincio dal fondo: mi è piaciuto che abbia citato il compianto prof. Piero Torasso (il prof per cui dovevo portare all'esame parte del testo di Nilsson) presona che reputavo un genio e che sapeva fare appassionare alla materia che spiegava.

Per il resto, la prima parte e la parte finale per me erano cose risapute e condivido pienamente quanto dice. La parte centrale invece scende in dettaglio su argomenti che per me erano scatole nere di cui io vedevo solo l'ouput: nel 1990 avevo impattato la prima volta con un sistema di visione che riconosceva le fette biscottate buone/non-buone e segnalava dove era il loro baricentro. Pigliavo quei dati e con algoritmi classici, dovevo guidare il posizionamento della "zampa" che le doveva prendere. Poi nei primi anni 2000 al Centro Ricerche Fiat i risultati dei sistemi di visione da tenere conto come input per altri algoritmi andavano dalle palpebre del guidadore che si chiudevano per la stanchezza, alla linea di demarcazione delle carreggiate... Ma "cosa ci fosse dietro" non me n'ero mai occupato. 

Ovviamente anche l'autore -Mellano - come il sottoscritto ha fatto esperimenti di domande "strane" all'AI per vedere certi comportamenti. Al momento della stesura del testo non c'erano ancora Deepseek e Claude:  questo è un argomento in cui si fa presto a non essere aggiornati! 

Sul tema del chatbot avrei fatto una piccola aggiunta. Nei primi anni 80 si cercava di rendere più facile l'interazione tra l'utente e la macchina. Non so se qualcuno ricorda le linee di comando di UNIX e quelle dell'RSX del PDP11 o del VMS del VAX non erano tento meglio. Ebbene sapevo di gente che si occupava della cosa, ma questi progetti sono morti con l'introduzione delle interfacce grafiche a icone. Con l'uscita di ChatGPT, l'intellgenza artificiale che giaceva nascosta nei motori di ricerca, nelle profilazioni degli utenti, nel riconoscimento delle immagini, nella ricerca del titolo brano che sentivi suonare e non ricordavi quale fosse... ecco che ritorna di moda in maniera esplicita

Perchè prima ho parlato di agricoltura biodinamica? Perchè mi ricordo di aver sentito una presentazione di tale tecnica agricola in cui si bypassava ogni perchè sulla causa-effetto, ma solo sul fatto che a certe pratiche corrispondano molto frequentemente certi effetti. In fondo il comportamento simile dell'AI

mercoledì 18 giugno 2025

Due considerazioni su una pagina

 


Ho ripreso in mano un testo che usai per un esame universitario sostenuto nel 1979 di cui penso averne parlato nei post precedenti. Foto di una pagina.

1) Quando ero ragazzino mi avevano regalato una tavoletta del gioco del 15. Dopo averla risolta varie volte mescolando un po' a caso le tessere della configurazione iniziale, mi venne voglia proprio di passare dalle configurazioni descritte nel testo. Ovviamente passai un pomeriggio di tentativi inutili. Nessun problema: solitamente le mie vacanze erano abbastanza noiose, nelle medie inferiori e al liceo preferivo l'anno scolastico. Ma il fatto di non riuscirci mi metteva quasi ansia.

2) Questa descrizione alla faccia di tutti i genitori, superiori ed educatori, pubblicitari e “motivatori” amerikani che dicono che impegnandosi si può ottenere qualsiasi risultato, se non riesci è colpa tua che non sai fare bene le cose. Alla faccia di tutti i manager che “Non voglio sentire problemi, voglio soluzioni”. Superstizioni! Esistono problemi senza soluzione.

lunedì 9 giugno 2025

LLM : Claude meno claudicante

 Ho voluto provare le stesse domande cretine ad un altro LLM di cui avevo sentito parlare bene: Claude.

Già la prima videata mi chiedeva subito che tipo di abbonamento/pagamento volevo. Ovviamente le prove si fanno gratis, ma mi ha dato l'impressione di un qualcosa di più professionale. Ancor più serio mi è parso quando mi ha chiesto la tipologia di ambito in cui volevo essere aiutato, per poi scadere di brutto nell'antropomorfismo più becero quando mi ha chiesto come volevo essere chiamato.

Veniamo alle solite domande:

Analogia tra Mike Bongiorno Donald Trump: ottimo. Conduzione di gioco TV, linguaggio “basso”, rivolgersi all'uomo mediocre, per alcuni visto negativamente, per altri come capacità comunicativa. Differenza: Mike Bongiorno si è limitato alla TV senza impegno politico. Deepseek e ChatGPT avevano tentato di elencare in modo incompleto e impreciso i programmi TV di Mike, Claude non ha fornito questi dati non richiesti.

Analogia tra JD Vance e Cagliuso. Anche qui Claude ha riconosciuto il personaggio Cagliuso ed è andata molto sul pesante nel giudizio su JD Vance.

Quante erano le ragazze che venivano da Lyon attraverso la frontiera cogliendo i fiori della primavera. Magicamente ha detto il numero giusto, aggiungendo dati imprecisi.

Invece il Barone tedesco al servizio dei Savoia su cui c'è una canzone popolare


boh... resta sempre un mistero, anche a discolpa di Claude il barone che ipotizza fu, in un certo periodo della sua vita, agli ordini di Eugenio di Savoia, ma sempre al servizio degli Asburgo.

domenica 1 giugno 2025

Il Crollo di Babele – Antiqua et nova


 In un lasso piuttosto lungo, perché in questo periodo non ho avuto molto tempo, ho letto, quasi in contemporanea due testi: entrambi trattano di “tecnologie digitali”, sebbene con obiettivi diversi.

Antiqua et nova è un documento del magistero della Chiesa, che pone in evidenza le opportunità ed i rischi a cui l'umanità sta andando incontro.

Il Crollo di Babele è un saggio di padre Paolo Benanti, e il tema di fondo potrebbe essere “dalle grandi opportunità di comunicazione che internet sembrava promettere, si è passati alle fakenews che inquinano la comunicazione, al controllo sulla privacy ed altri potenziali guai che l'autore fa intravedere”. Per presentare risposte, ripercorre la storia dalle origini ai giorni nostri.

Anche se in calce a “Antiqua et nova” c'è la firma di Papa Francesco, preceduta da quella di quattro illustri prelati, qualcosa mi dice che lo zampino di padre Benanti ci sia anche in questo testo.

Io che sono molto vecchio ricordo che quand'ero giovane (anni 70 e 80) c'era un numero di morti per incidenti stradali incredibile. Nel 1972 si superò la quota diecimila, ma quasi sempre si superavano gli ottomila l'anno. Oggi, pur senza riduzioni del traffico e pur essendoci ancora troppi morti, da un po' di anni siamo sotto i quattromila. Obbligo di cinture, poggiatesta, specchietti retrovisori laterali e poi ABS, airbag, progettare le carrozzerie tenendo conto anche degli impatti, obbligo di fanali accesi in autostrada, limiti di velocità, test alcolemico, ... senza contare “line warning” ad altri ADAS. Non si è vietata l'auto, ma si è proceduto per un cammino diverso.

Penso che anche le tecnologie digitali debbano percorre un cammino simile.

Quei due testi li consiglio a chiunque, anche se privo di conoscenze tecnologiche, perchè scritti in modo molto piano. Per chi avesse una base informatica “Il Crollo di Babele” è una lettura ancor più interessante! Per chi avesse una visione più umanistico-filosofica, magari potrebbe ampliare il suo spettro (su nessun manuale di filosofia mi pare si citi Bogdanov, che invece nei fatti...)

Da mettere nello stesso scaffale della libreria in cui ci sono “Contro lo smartphone” e “ Nè intelligente né artificiale” ovviamente per capire, non per demonizzare nè cascare nel tranello di un progressismo acritico e irrazionale.

Una postilla. “Antiqua et nova” è un documento del Magistero della Chiesa, ma fino al punto 115 (in tutto sono 117 punti) potrebbe essere condiviso da qualsiasi credente o agnostico (non ateo perchè come diceva don Bonardello e mi pare anche Vattimo, per credere positivamente nella inesistenza di Dio ci vuole un gran fideismo, nè idolatra, perchè questi adorano le opere delle mani dell'uomo!). Al punto 113 afferma  

Oggi, la vasta estensione della conoscenza è accessibile in modi che avrebbero riempito di meraviglia le generazioni passate; per impedire, tuttavia, che i progressi della scienza rimangano umanamente e spiritualmente sterili, si deve andare oltre la mera accumulazione di dati e adoperarsi per raggiungere una vera sapienza

Ma la via per raggiungere una vera sapienza? Al 115 In un mondo segnato dall’IA, abbiamo bisogno della grazia dello Spirito Santo, il quale «permette di vedere le cose con gli occhi di Dio, di comprendere i nessi, le situazioni, gli avvenimenti e di scoprirne il senso 

mettendomi nei panni di tanti agnostici intelligenti e con una certa onestà intellettuale mi domando cosa possa essere per loro la graiza dello Spirito Santo. Mi è venuta in mente un verso di una canzone di Finardi 

E tu lo chiami Dio
Io non do mai nomi
A cose più grandi di me




 

mercoledì 14 maggio 2025

LLM come una scatola nera.

 Sicuramente gli esperti in intelligenza artificiale, nel leggere il prosieguo del post, mi diranno che sto sbagliando a fare i prompt.

No. Non me ne frega nulla di sapere la risposta alla domanda. La so già. Il mio problema è un altro.

 Ho avuto un'esperienza nello sviluppo degli ADAS (sistemi di ausilio alla guida) in cui acquisivano i dati “tipici” del veicolo (velocità. imbardata. RPM. freni luci marcia...) da rete CAN, dati da telecamere a volte anche a infrarossi, dati dalla cartografia digitalizzata ovviamente con il veicolo posizionato tramite GPS, eventuali radar e altri sensori specifici... e poi dal data fusion si eseguivano certe funzioni specifiche per i vari progetti. Sapevamo gli scenari che dovevano essere gestiti e come avrebbero dovuto essere gestiti. Quindi sapevamo quale avrebbe dovuto essere l'output in un contesto di numerosi ed instabili dati di input. Per la maggior parte delle altre applicazioni informatiche il testing è molto più standardizzato. Si parla di Test DrivenDevelopement. Qui invece era più probabile che di fronte a certe situazioni non bastava avere tanti pezzettini di codice ognuno dei quali funzionante. Ma in ogni caso sapevamo cosa volevamo. Invece nella cosiddetta Intelligenza Artificiale l'utente non sa cosa vuole.

Ecco, io sapevo benissimo cosa volevo ed ecco il risultato del test


 


 


 

 

 

Considerazioni. Come ho già scritto qui e ribadito da un personaggio più autorevoledi me LLM tende a dire sempre qualcosa, indipendentemente dalla verità. Nella sua ricerca, trova aree di argomenti e costruisce con quello che “trova”. Poi ha il brutto vizio di aggiungere ancora informazioni non richieste ma “bonus pack” che evocano l'erlebnis dell'imputato che mentre l'avvocato teneva l'arringa finale urla “Tagli corto avvocato, altrimenti perdiamo la causa!”

Con questo non distruggo l'utilità di applicazioni che "sfogliano" rapidamente grandi quantità di dati, ma ecco che il compito che lo scolaretto si fa fare dall'intelligenza artificiale ha alte probabilità di essere sbagliato

venerdì 2 maggio 2025

5 Maggio

 

Ringrazio #ChatGPT per avermi fornito “a gratis” queste due mie foto di Napoleone. Su questo tema (foto fake) ne parlerò in un prossimo post.

Invece ora parlo della mia identificazione con Napoleone. Ma come? Credersi Napoleone è un luogo comune, quasi una  frusta macchietta da sketch da avanspettacolo, per rappresentare uno che è impazzito.

Specifico meglio. Io mi riconosco in Napoleone in alcuni versi della poesia 5 maggio.

 Ei si nomò: due secoli,
l’un contro l’altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fe' silenzio, ed arbitro
s’assise in mezzo a lor

 In effetti ho visto due secoli l'un contro l'altro armato in almeno due circostanze. 

1) Innanzitutto nel rapporto di lavoro. Sebbene non fossi per nulla un nerd, siccome la falsa invalida e il tangentista raccomandato da un massone (per essere generosi nei loro confronti!) avevano sentito dire che gli informatici trovano facilmente lavoro, nella loro insaziabile avidità, per avere “il mio contributo in casa”, mi avevano bloccato le possibilità di altri percorsi più vicini alle mie attitudini e alle mie aspirazioni ed ero finito in una software-house, scoprendo così, negli anni '80, una precarietà di condizioni che nè la precedente generazione nè altri miei coetanei avevano conosciuto e che invece è la prassi per la maggior parte dei giovani attuali. Ovviamente ho capito che i sindacati non stavano cogliendo il cambiamento.


2) Nel modo di lavorare. Intorno al 2010 scoprii l'Agile, e mi accorsi dei limiti della “torinesità” lavorativa, cioè un mondo in cui il paradigma era la catena di montaggio. Dopo aver lavorato per anni in un settore R&D in cui di fatto tendevamo a muoverci secondo alcuni principi agili, mi trovai in un contetesto qualcuno voleva imporre la catena di montaggio e il "comando-controllo" anche allo sviluppo del software. Ovviamente nel piccolo mio contesto aziendale vinse il vecchio secolo, nel mondo dell'informatica per tutto il decennio successivo non si parlava altro che di Agile.

I secoli non si volsero a me sommessi, ma io dentro di me un giudizio su di loro lo avevo.

Come sul capo al naufrago
l’onda s’avvolve e pesa,
[...]
tal su quell’alma il cumulo
delle memorie scese! 

In effetti a volte i ricordi emergono non sollecitati, e mi fanno stare male.

[...]narrar sé stesso imprese,
e sull’eterne pagine
cadde la stanca man! 

Questo invece mi capitò verso il 60 anni quando dovetti scrivere dei CV. Sappiamo che il CV descrive per il 5% te stesso e per il 95% l'azienda in cui hai prestato la tua opera. Veramente spesso mi cadeva la stanca man a pensare quanto poco,e a volte anche male, la cattiva organizzazione aziendale aveva fatto fare ai dipendenti, sprecando tempo ed energie!

[…] ma valida
 venne una man dal cielo
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;

In questi versi manzoniani é spiegato un po' troppo superficialmente quanto è accaduto nella mia vita, ma spiegnano che, in ultima analisi la mia gratitudine superi il mio rancore!

 

 

 

 

 

 

 


 

mercoledì 2 aprile 2025

Altri giochi con LLM

 

In alcuni post precedenti avevo scritto di come mi ero divertito a porre domande bizzarre agli LLM in particolare ChatGPT e poi anche Gemini. (Non riesco a chiamarla intelligenza artificiale, mi ricorda troppo i tempi in cui ero studente di informatica e sentivo la gente parlare di cervello elettronico!)

Qualche giorno fa ho ripetuto il giochetto aggiungendo anche DeepSeek

Due domande un po' strane.

1 Domanda – Trovare l'analogia/affinità tra Donald Trump e Mike Bongiorno.

ChatGPT e DeepSeek hanno subito centrato il punto ricordando che Mike Bongiorno era un conduttore televisivo di giochi tra concorrenti e, seppur non avesse fatto solo questo in vita sua, anche Trump si era cimentato in questa veste. Inoltre hanno aggiunto che entrambi hanno uno stile comunicativo diretto, ma un po' grezzo per cui sono apprezzati da alcuni e mal considerati da altri. Con qualche piccola differenza, prolissità e imprecisione nell'elenco delle trasmissioni di Mike, sostanzialmente promossi entrambi gli LLM. Invece Gemini si è rifiutata di rispondere (Allora non solo la Cina ha degli argomenti tabù!) . Comunque invito i  miei lettori a ripetere questa domanda.

2 Domanda, più difficile: Trovare l'analogia/affinità tra JD Vance e Cagliuso

Incredibilmente sia ChatGPT sia DeepSeek hanno capito che Cagliuso era un personaggio di una novella di Basile, una delle tante versioni di quella fiaba nota come “Il Gatto con gli Stivali”. Interessante la versione di ChatGPT 

DeepSeek dice sostanzialmente le stesse cose, ma in modo più prolisso.
Gemini non capisce che sia Cagliuso, probabilmente pensa sia un sindaco o un assessore di qualche paese dell'Italia medidionale, visto che risponde:

Entrambi sono stati oggetto di critiche da parte di ‰figure politiche e dell'opinione pubblica per le loro dichiarazioni e azioni.
JD Vance ha ricevuto forti critiche per i suoi commenti verso l'Europa.
Cagliuso ha generato controversie politiche a livello locale

 

 

lunedì 24 marzo 2025

Gödel, Escher, Bach - 2 parte

 

Ritorno sul tema iniziato in questo post.

Avevo tirato giù il libro non tanto per incavolarmi di quanta “sapienza” ci fosse in quello che le “teste coronate” alias i C-suite pensavano fosse un lavoretto da ragazzi, purtroppo troppo ben pagati - ops “onerosi per l'azienda” - addirittura ben solo 5mila lire in meno di un supplente di matematica.... Ho già abbastanza rabbia se penso al mio passato.

Il problema era più serio. Ricordavo vagamente la critica che Douglas Hofstadter faceva a Bertrand Russell nel suo tentativo di risolvere il paradosso del barbiere, imponendo dei livelli gerarchici: il linguaggio non può parlare di se stesso, occorre un meta-linguaggio per parlare del linguaggio.

La memoria era offuscata e volevo affrontare l'argomento. Già qui avevoparlato di come il Dio aristotelico “causa prima” mi convincesse poco. Se Dio fosse solo questo, Möbius avrebbe dimostrato l'inesistenza di Dio.

Volevo affrontare certi temi che possono mandare in crisi certezze esistenziali, in un momento, non proprio di tranquillità, ma almeno non in situazioni che già loro mettono in crisi, per esempio dopo la diagnosi di un male inguaribile o la certezza di avere poco da vivere davanti a me.

Ho riletto il libro e l'ho trovato mediamente noioso. Ho già scritto di alcune cose positive nel mio post precedente, quando spiegava agli ignoranti le basi dell'informatica o sul tema dell'intelligenza artificiale. Mi sono imbattuto sul tema della ricorsività: le mani che si disegnano del quadro Escher possono esistere in quanto disegnate da Escher , ma Escher chi lo disegna? E così via.

Premetto di essere stato allievo di don Bonardello, prete e per noi professore di religione, ma prima e dopo questa sua esperienza, professore di scienze naturali. Bastavano quattro parole con lui per superare la visione scientista neo-positivista per cui c'era la progressione magia, religione, scienza. L'ignoranza porta ad una visione magica, la religione formalizza in modo colto questa ignoranza e la scienza spiega tutto cancellando le basi stesse di magia e religione.

Per don Bonardello invece, all'aumento conoscenza non corrisponde una riduzione dello spazio di Dio, ma anzi corrisponde un ulteriore opportunità per noi di cogliere la grandezza, la complessità e la bellezza dell' ”Essere”. Invece dal “rimpicciolire il suo spazio” ci impedisce di fare di Dio un idolo a misura della nostra immaginazione.

Dopo la rilettura di GEB ho notato che questa posizione, vera per le scienze fisiche, chimiche e biologiche... è vera anche per la logica e ciò che ad essa è connesso.


Ricordo quando avevo dodici anni mi avevano regalato un gioco del 15. Dopo averlo risolto, poi rimescolato e risolto un altro po' di volte, non so per quale motivo mi venne in mente di ordinare le tessere come indicato in figura. Non ci riuscivo. Passai alcuni pomeriggi a fare tentativi. Ok, le mie vacanze erano piuttosto noiose: quando facevo le medie, alla Foscolo, preferivo il periodo scolastico alle vacanze, quindi tutto sommato era stato un modo per impegnare il tempo. Ma il fatto di non riuscirci mi mise addosso una specie di angoscia. Lasciai perdere. Una decina d'anni dopo, in un corso all'università, come esempio di problemi risolvibili in modo automatico, ci fu il gioco del 15 e si partì dicendo che “non tutte le configurazioni sono possibili!”

Dio, è anche Dio delle scale di Escher, delle configurazioni irraggiungibili, delle sequenze di fonemi possibili ma prive di significato in qualsiasi lingua...

(forse un po' difficile da capire o per me da spiegare, ma è così)

giovedì 20 febbraio 2025

Sic Transit Gloria Computātōriōrum – 4 puntata

 Personaggi ed interpreti.

Nei corso degli studi universitari ho sostenuto esami di matematica (e ne o aggiunto uno in più sperando … lasciamo perdere....) di fisica e alcuni tipicamente informatici.

 Negli esami matematici emergevano spesso nomi propri: i vari Cauchy, Lagrange, Fermat, Fourier... si aggiungevano ai Pitagora e Euclide già incontrati ai tempi delle scuole medie. Idem nei due esami di fisica incrociavamo i nomi di Faraday Maxwell ecc... mentre tutto il sapere informatico pareva costruito da invisibili formichine. Si applicava l'algebra di Bool e le leggi di De Morgan ma George Boole fu un logico che visse un secolo prima dei calcolatori e Augustus De Morgan fu pure lui un logico e quasi contemporaneo di Boole.

Nel più interessante tra tutti i corsi che ho seguito, cioè “Elaborazione dell'Informazione Non Numerica” tenuto dal compianto prof. Torasso e che trattava temi legati a quelli che oggi va di moda chiamare Intelligenza artificiale, compariva il nome di Noam Chomsky, filosofo e linguista, proprio sul tema delle augmented transition network, cioè sulla modellazione di strutture comunicative del linguaggio umano, insomma quelle che più di quarant'anni dopo vediamo in ChatGPT Deepseek e altri LLM che fanno gridare “Intelligenza artificiale!!” Ma appunto Chomsky era un linguista e il corso sebbene peculiare di informatica, trattava di dove l'informatica debordava un po' dai sui tradizionali (tradizionali per il 1979!) utilizzi e si apriva all'interdisciplinarità.

Il primo informatico vero di cui ho visto nome e cognome fu Per Brinch Hansen, citato nella tesi di laurea a proposito dei sistemi multiprocessori.

Ora, sul tema delle nuove tecnologie tutti citano il vari Mark Zuckerberg, Elon Musk, Jeff Bezos Peter Thiel e a Dio piacendo anche Bill Gates e Steve Jobs.

Premesso che i primi quattro e il decuius non penso abbiano mai scritto una riga di codice in vita loro, né fatto schemi di circuiti, ma solo usato conoscenze “laterali” e “pugni sui tavoli” per ottenere quello che hanno ottenuto. Bill Gates qualcosa di computer penso ne sapesse, siamo noi che non sappiamo come il suo MS/DOS che non era certo il massimo dei sistemi operativi che circolavano a quei tempi (inizio anni 80), possa essere diventato quasi uno standard “de facto”!

Il nome del nume è Linus Torvalds.

Volendo poi uno potrebbe aggiungere Richard Stallman, nonostante la stranezza del personaggio.


Per il resto l'informatica è fatta da anonimi, come le cattedrali del medioevo.