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venerdì 20 febbraio 2026

Davanti al Re - mia ultima lettura

 


Comprai questo libro parecchio tempo fa, andando a sentire la presentazione con la presenza dell'autore e ovviamente facendoglielo firmare. Iniziai a leggerlo, ma lo piantai li. Dopo un po' lo ripresi da capo usando la tecnica simile a quella che descrivo qui, essendo per certi versi un testo con una struttura analoga. Uno spicchio al giorno: Introduzione, 28 capitoli, postfazione. Un mese di lettura.

Che dire? Il mio giudizio coincide con certe frasi contenute della postfazione scritta da Mons. Camisasca, di cui riporto alcune frasi .

Vincent (l'autore) è un uomo di frontiera. Avendo sperimentato in sé stesso molte frontiere dell'umano, è calamitato dalle vite di frontiera: i malati fisici e psichici, gli abbandonati, coloro che sono nelle tenebre o nella luce misteriosa della vita che si spegne […] È sempre affascinante ascoltare questo prete anche perché non sai mai dove lui ti condurrà, su quali strade verrai portato Egli non corre certo il rischio del discorso banale e neppure è preoccupato di risualtare gradito. […] Non si perde tempo ad ascoltarlo.

Lettura consigliata, con la tecnica di uno spicchio al giorno .


sabato 20 dicembre 2025

Il Monello

 

Tra poco è Natale e "bisogna essere più buoni". Quindi mi affretto a scrivere questo post che contiene una cattiveria. Tra l'altro avrei già potuto scriverlo molto tempo fa, ma oggi non pare la situazione sia cambiata. 

Passeggiando per le vie del mio quartiere, in particolare Corso Tazzoli, si vedono spesso gruppi di camper, auto ecc. di "nomadi", che si accampano, usando un eufemismo, senza rispetto per le abitazioni vicine. 

A parte la domanda già un po cattivella. "Chissà perché si piazzano sempre vicino a case popolari? Non sarebbe meglio andassero in quelle vie nel quadrilatero tra Corso Einaudi, corso Galileo Ferraris, Corso Stati Uniti e corso Duca degli Abruzzi ? Oppure in Piazza Crimea e dintorni? "

Quello che succede è che ogni tanto un noto politico, oggi assessore regionale, e gli appartenenti alla sua area di fatto fingono di far cacciare costoro. Questi si spostano e vengono nuovamente cacciati - li abbiamo visti in via Pernati di Momo, oppure presso il parco Di Vittorio - e poi ritornano magari dopo un po'. Ho quasi il sospetto che questo signore e "nomadi" siano come Chaplin e il ragazzino nel film "il monello". Lui rompe il vetro e casualmente passa Chaplin, vetraio ambulante, a riparalo!

A parte il cattivo pensiero, che sarà solo un cattivo pensiero, ma viene spontaneo, la presenza dei "nomadi" è problematica. A differenza di tanti "immigrati" che tanto spaventano gli elettori di destra, e che comunque non sono tutti uguali come problemi e difficoltà., questi sono ancora più difficili da trattare. Occorrerebbe "investire" coinvolgendo chi ha storie di successo nel rapporto con loro, e ovviamente "pagando" spazi fisici - che non mancano - e personale perchè non si può delegare tematiche critiche al volontariato . 

Quello che mi sconvolge è lo scenario politico. Da un lato una "sinistra" che "pensa in grande". Certo servono anche i grandi progetti, la metropolitana 2, l'aereospace ecc... ma non si possono ignorare le problematiche spicciole del territorio. Dall'altro canto una "destra" che coglie le difficoltà, le strumentalizza per avere consenso finchè è all'opposizione, ma una volta ottenuto questo consenso ... stiamo già dando... Basta così


sabato 8 ottobre 2022

Clavais potrebbe diventare una fisarmonica? (parte 3)

 Da quel che ho scritto qui e qui e poi anche qui non amo molto Clavais, non tanto per il paese che è uno delle centinaia di bei borghi italiani, nè per i villici, per lo più brava gente, anche se ormai poca, ma per quello che si evince dai link citati ed anche altro che non sto a raccontare.

Come non ho amato la fiscarmonica, ma visto che la tecnica ce l'ho, tento di valorizzarla (non riuscito al 100% ma insomma...) così mi domado: per il 50% di casa di Clavais, potrei tentare un discorso analogo? Ci sono però alcune differenze.

Gli anni sabbatici

Con la fisarmonica sono stato praticamente una quarantina d'anni senza toccarla. Sedimentazione possibile anche per Clavais?
Una prima serie di anni sabbatici l'avevo già fatta. La mia prima estate a Clavais fu nel 1957. Da allora mi mandavano ogni anno da fine giugno fino verso il 25 agosto. Nel 1975 esame di maturià e vacanze a Montegrosso d'Asti - Refrancore a trovare dei compagni: beve distanza, ma vacanze da solo, cioè senza famiglia, nè organizzazione istituzionale. 1976: terremoto, volontario a Gemona, ma mi sono fermato lì, non ho superato il Tagliamento. Tornato a Clavais, per le vacanze estive (ma solo di due settimane) nel 1990. In effetti i primi anni dal 90 in poi, sono stati simili al ritorno alla fisarmonica. Ma pian piano tutta una serie di 🤮da rana bollita di Chomsky me l'hanno fatta nuovamente disamorare. Ultimamente sono stato con degli amici, che non conoscevano il Friuli. Piacere di stare con loro, ma avremmo potuto stare benissimo insieme anche in altri luoghi. Avrei bisogno di qualche anno sabbatico. Ma ho 66 anni. Fatti gli anni sabbatici, almeno un paio, tra qualche anno, sarò ancora vivo? E comunque nelle condizioni di andarci?

Il tempo che mi rimane

A 66 anni non imparo a suonare la tromba, valorizzo quello che so. Mi accorgo che il tempo che mi rimane è poco e ci sono molte cose che mi interessano. Clavais è uno spreco di tempo. Se devo fare turismo, ci sono molti altri luoghi in cui vorrei andare e molti a meno di 600km di distanza  (Clavais dista 600km da dove vivo)

I costi economici

Oltre ai costi fissi, i costi per la manutenzione ordinaria ed i costi per raggiungere il luogo, si dovrebbero fare opere di manutenzione straordinaria. Anni fa pensavo che sarebbe stato bello rendere la casa "riscaldabile", cioè accessibile non dico da passarci l'inverno, ma almeno da non gelare a ottobre o a giugno. Occorrebbe una stufa più decente di quella che c'è, utile appena per togliere l'umido quando fa qualche temporale ad agosto, o mettere degli infissi migliori.Ma c'è stata la mazzata del superbonus 110%. Nessuna impresa disponibile ed altre difficoltà ad usufruirne. Ora, se vuoi fare qualche cosa anche senza suberbonus, i costi sono diventati inaccessibili. Tra l'altro, con l'andazzo che c'è in altre regioni, quella stufa lì non la potrai neanche più utilizzare e con i soldi di una eventuale nuova, ti paghi altre vacanze! A 66 anni e con tanti luoghi in cui vorrei ancora andare, ammesso di avere dei soldi da spendere in "ferie", di mete che vorrei raggiungere ce ne sono molte!

Che farne?

Vendere, ovviamente!  Ma, anche se il consiglio di famiglia fosse miracolosamente d'accordo, ci sarà qualcuno che la vuole comprare? Come ho già scritto, le case da barbecue non vanno più molto, ma quella, con 4 camere da letto e tutto il resto, non va bene nemmeno come casa da barbecue: sarebbe una casa da viverci una famiglia numerosa. Peccato che quale famiglia numerosa vivrebbe oggi lì? Poi chi se la prendesse, anche se la regalassi, avrebbe molti lavori da fare, non credo che qualcuno la voglia. (Comunque i cretini esistono, come è stato un cretino mio nonno a buttare i soldi per quel suo maosoleo e cretini i miei genitori a continuare a sprecare soldi, togliendoli a figli, magari qualche crentino che la comprà c'è. Ma solitamente i cretini a me sono sempre venuti fuori a mio danno, mai a mio vantaggio!)

Quando lo scorso anno c'è stato il caso delle lanterne verdi, stavo proprio male al pensiero di pagare per tenere una casa vuota mentre altri morivano di freddo. La casa a Clavais, come ho detto non sarà stata ben riscaldata, ma meglio che all'adiaccio tra Bielorussia e Polonia! Poi quando ci sono stati i primi profughi dall'Ucraina, ho subito segnalato che la casa era a disposizione (se altri del consiglio di famiglia non fossero stati d'accordo, sarebbero stati loro a negarla) Non è stata necessaria, purtroppo! Ma c'è molta gente al mondo (Libano, Siria) che piuttosto che languire nei campi profughi potrebbero accettare quella casa. In più un'associazione umanitaria penso che avrebbe più mezzi anche per rendere "vivibile" quella casa! Sì, mi piacerebbe darla a qualche associazione simile, ma c'è un problema: che se ciò accadesse, allora a Clavais vorrei esserci anch'io.

sabato 27 agosto 2022

Clavais poterbbe diventare una fisarmonica? (1 parte)

 Questo post. molto lungo per cui sarà divisto di più parti, a prima vista tocca temi solo personali, mentre questo blog vorrebbe essere di temi più generali. Non è così, potrebbe essere un'applicazione personale di quello che sociologi psicologi e antropologi chiamano "riappropriazione"


Anno 1962. I miei genitori mi pongono una domanda: "Ti piacerebbe suonare uno strumento musicale?" Siccome ero un bambino abbastanza traquillo, non ho risposto "Si, il tamburo".

Ripeto data e luogo. TORINO 1962: la mia infanzia è stata accompagnata dalle celebrazioni di Italia61. Ricordo ancora l'ovovia per Cavoretto, la monorotaia ma soprattutto la retorica patriottica di quei giorni: addirittura con le marmellatine (se ricordo bene) erano in omaggio figurine con uniformi risorgimentali. Per cui; musica = banda e nella banda i piatti e la grancassa erano quasi ridicoli, la musica la fanno i fiati e tra i fiati quelli che colpiscono la mente di un bambino sono gli ottoni (é oro quel che luce!) "Sì, la tromba!!"    

Delusione!

Mio padre spiegò che con la tromba avrei dovuto per forza suonare con qualcuno, mentre con la fisarmonica potevo eseguire brani anche singolarmente. Ma era proprio in una banda che avrei voluto suonare!

Mia mandre rincarò la dose dicendo che da adulto, quando sarei arrivato a casa stanco e arrabbiato dal lavoro, mi sarei messo a suonare e ogni "stecca" l'avrei dedicata al "capo" che mi aveva fatto arrabbiare.

Io, che sognavo di sfilare con altri, tra ali di folla che applaudiva festante, avrei dovuto suonare da solo, in casa, triste e pure sbagliando! 😢 La delusione fu tale che non feci caso al futuro da impiegato sfigato che i miei genitori si auguravano e progettavano per me. 

Sarebbe stato più onesto dire che nella scuola che frequentavo, come corso extracurricolare facoltativo, c'era una signora che dava lezioni di musica su pianoforte e fisarmonica, e siccome il piano non avevano intenzione di metterlo in casa, se mi andava l'idea di suonare la fisarmonica.

Con tutto ciò mi incuriosiva "decifrare" cosa c'era scritto sul pentagramma, maneggiare l'oggetto, accorgermi che per esempio certe note della mano destra accompagnate da certi bassi della sinistra si "armonizzavano" mentre altre "stridevano" in modo a volte sgradevole a volte divertente. 

Era una fisarmonica Settimio Soprani a 32 bassi. Tre anni dopo, siccome ho una sorella con tra anni in meno,  i miei genitori decisero di fare imparare la fisarmonica pure a lei, cosa che lei detestava totalmente, ma nella loro logica, non volevano fare torti, perchè privarla di quello che avevno offerto a me? Allora lei cominciò con la 32 bassi e mi fecero passare ad una Paolo Soprani a 80 bassi.

Verso i 13/14 anni, nell'epoca dei cantautori, del progressive rock, lasciai perdere. Verso i 20 anni mi iscrissi ad un corso di musica elettronica presso il conservatorio. Altro che fisarmonica!

Le fisarmoniche rimasero chiuse per anni in casa dei genitori. Verso i sessant'anni, stimolato da una rassegna di fisarmoniche che avevo visto a Clavais, la ripresi in mano e, magia! le basi della tecnica non le avevo dimenticate.

Occorreva però un lavoro di "riappropriazione".

(continua)


mercoledì 17 novembre 2021

I migranti salveranno il nostro patrimonio immobiliare?

 

Premetto che la frase “I migranti ci pagheranno le pensioni” non mi piace per due motivi.

  • 1)      Per l’ideologia secondo cui l’utilitarismo supera le ragioni umanitarie.
  • 2)      Che se tutto quello che dagli anni 80 e prima ho versato all’INPS fosse stato investito in fondi, sapendo che non li avrei toccati fino per 40, 30 … anni, be’ penso che  nel 2018 ci sarebbe stato un bel gruzzolo. L’idea che quelli che lavorano “pagano le pensioni ai  vecchi” è un aforisma che nasconde il fatto che i contributi previdenziali non sono stati gestiti in modo corretto.

Veniamo ora al titolo del post.

Come al solito non ho i dati e lancio una sfida a coloro che li hanno per valutare il fenomeno che io posso osservare solo da un punto di vista qualitativo.

La popolazione in Italia diminuisce quindi logicamente dovrebbe diminuire anche la domanda di abitazioni. Di conseguenza, per la legge della domanda e dell'offerta, dovrebbe diminuire il prezzo/valore degli immobili

A questo si aggiungono altri elementi.

In alcuni luoghi, grandi centri, la domanda è più alta per la presenza di opportunità. Ma il recente lockdown che ha mostrato le potenzialità date dalle telecomunicazioni, dovrebbe aver abbassato il divario tra i “luoghi con opportunità” e quelli “abbandonati” (purché abbiano validi sistemi di telecomunicazioni).

Dagli anni 60 in poi andava di moda anche per la piccola borghesia e l’alto proletariato avere la seconda casa come i “signori” di un tempo che andavano “in villa”. Case al mare, case nelle stazioni sciistiche, ma anche quelle che chiamerei case del barbeque  o case con l’orto: case a pochi km dalla grande città, raggiungibili nel fine settimana, dove il piccolo impiegato si divertiva prima a (far) riadattare fienili o restaurare case abbandonate poi dedicarsi ad attività agresti e/o invitare amici al BBQ impossibile da fare nel condominio in città. In molti casi, queste case agresti erano anche vecchie case di abitazione di gente immigrata in città. In alcuni casi rimanevano allo stesso proprietario che le teneva gelosamente pensando alla pensione.

Mi sembra che questo fenomeno delle case del BBQ stia andando in declino per vari motivi.

  •  Alta tassazione sulle seconde case (soprattutto il fisso delle bollette)
  •  meno disponibilità di denaro nella “piccola borghesia – alto proletariato";
  •  pensionamento più avanzato nell’età. Il fenomeno delle case del BBQ era molto legato alla baby pensioni
  •  altri interessi nelle nuove generazioni.

Da cui consegue che ci sono molti “eredi” che vogliono vendere, ben pochi interessati a comprare. conosco purtroppo personalmente il caso due paesi che mi appresto a dettagliare


Di un paese so che alcune case del BBQ sono acquistate da immigrati dal Perù, gente senza grande disponibilità di denaro, ma che per intanto… ma questo paese permette opportunità di lavoro “manuale” e di cura.

 In un altro paese, con meno di 50 residenti, ci sono quattro case in vendita, altre tre vuote, una in comproprietà in cui un comproprietario (io) vorrebbe disfarsene, l’altro no, la considera un tempio confuciano con ritualità cristiana; molte sono  seconde case da BBQ usate “poco” e nonostante ciò, c'è una volpe sta ristrutturando un fienile per farne una casa pensando di viverci quando andrà in pensione.

Orbene, se i migranti venissero da noi legalmente, come i peruviani o slavi, portandosi dei soldi con se, invece di lasciarli ai delinquenti tagliagole, creerebbero una domanda di abitazioni che valorizzerebbe il nostro patrimonio immobiliare. 

I soldi dell’affitto integrerebbero le magre pensioni. Invece i nostri leader ci tolgono le pensioni pagare muri, droni e criminali e dittatori, per impedire che i migranti vengano a pagarci l’affitto o almeno far valere qualcosa le vecchie case.

sabato 3 aprile 2021

Chi è il più [...omissis..]? E' interpretato da Franco Volpi.

 in un mio precedente articolo avevo minacciato di togliermi sassolini dalle scarpe (come si suol dire) relativi ai miei quarant'anni di frustrazioni professionali che hanno avuto solo poche eclissi di esperienze valide.

Non per recriminare, ma perchè il tempo e le capacità delle persone sono sacre. E' grave sprecarle: occorre raccontare come monito per il futuro. 

Non comincio incolpando una persona in particolare, ma un tipo umano che ho incontrato molte volte. Possiamo dire che questo personaggio sarebbe stato interpretato dall'attore Franco Volpi.

Avevo già parlato di un tipo interpretato da Alberto Sordi ma lì mi riferivo ad una persona particolare. Magari ci tornerò perchè era veramente una situazione da manuale.

 Non ho visto molte interpretazioni di Franco Volpi, ma ne ricordo quattro:

  1. Nel film Johnny Stecchino, nei panni di un “ministro” corrotto e cocainomane, ma apparentemente rispettabile che convince il Benigni autista di scuola-bus che la polverina bianca era una cura contro il diabete. Seguono conseguenti situazioni comiche quando Benigni la propone ad un vescovo ed ad un ragazzo veramente diabetici.

  2. In una vecchia pubblicità, che io ho presente più dal fatto che era quasi una barzelletta citata dagli adulti che dai mei ricordi. Vestito con spalline e galloni da ufficiale ottocentesco, con gran prosopopea faceva previsioni sul futuro totalmente errate, per esempio che l'invenzione della fotografia non avrebbe avuto alcuna rilevanza pratica.

  3. Nel film televisivo“Il giudice ed il suo boia” tratto dal romanzo di Friedrich Dürrenmatt , interpretava il capitano Lutz. Un capo tonto, capace solo di rilasciare dichiarazioni ufficiali e ripetere banalità mainstream, ignaro delle cose terribili che stavano combinando i suoi “collaboratori” 

    Ed infini il giudice Comeliau, nella serie televisiva del Commissario Maigret, interpretato da Gino Cervi. Sembrava spesso un complice dei criminali, per come rompeva le scatole al commissario. Per esempio, quando Maigret cercava di tendere trappole e aspettava i “passi falsi” del sospettato, lui faceva domande del tipo “commissario, entro quanti giorni risolverà il caso?” proprio come i manager che mi avevano affidato la scoperta di un bug in un software non mio (una volta non esisteva il TDD) e mi chiedevano “quanto tempo ti serve per correggere il bug?” Ah, prima occorre trovarlo, poi un bug può essere una semplice svista  (nel 2010 ho ancora trovato in un programma C/C++ o C#, una istruzione del tipo if (a=b) … invece di if (a==b) … ) oppure richiedere un cambiamento sostanziale nella struttura dei moduli....

     

    Quanti personaggi di Franco Volpi ho incontrato nella mia carriera! La domanda era: come uno così cretino può aver raggiunto simili posizioni? Nella finzione, beh, è una fiction, ma come accade in un'azienda privata che mira all'utile e teoricamente si regge sulla meritocrazia?

    Mi do una spiegazione notando che l'intersezione tra l'insieme dei cretini altolocati e quelli che somigliano a Franco Volpi era abbastanza alta. I personaggi di quel tipo fanno una “buona impressione” alle/ai recruiter, alle/ai HR *ager, ai loro simili che in azienda coprono già un certo tipo di posizione.

    A questo punto mi permetto di segnalare questo articolo 

    Paradossalmente, se fossero trasparenti e corretti, le carriere per concorsi sarebbero una chance in più per il settore pubblico, da cui il privato dovrebbe imparare. Non solo si supererebbe il gender-gap ma anche il gap dovuto al fisico: piccoletto, barilotto, spilungone ciondonante..., voce in falsetto e simili amenità che in molti casi inibiscono carriere a persone capaci.