Visualizzazione post con etichetta Massimo Recalcati. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Massimo Recalcati. Mostra tutti i post

martedì 17 dicembre 2024

Lapsus

 

Purtroppo non ho potuto studiare materie legate alla psicologia, ma in certi momenti liberi che capitano di sera, troppo tardi per suonare, ascolto conferenze su Youtube di Recalcati e colleghi. Per questo e anche per i testi letti in gioventù quando ancora mi illudevo di poter dedicare la mia vita a cose che mi interessavano, so benissimo quanta “letteratura” ci sia dietro al “lapsus” foriero di verità inespresse che emergono oltre la volontà esplicita di chi lo nomina. Simile al lapsus ci sono certe battute (Giocomo Contri era un sostenitore di questo!) di cui questo è un esempio.


A prima vista si potrebbe pensare ad un'equivalenza tra matrimonio e morte, ma quello che per me è più interessante è la questione legata al “rito di passaggio.

Come ho già scritto qui, nel libro che mi ha fatto superare le obiezionidel background marxista respirato negli anni di liceo sulla religione, il rito di passaggio era in qualche modo valorizzato, come un qualcosa che faceva capire al soggetto “chi era” nel senso di quale era il suo ruolo con annessi diritti e doveri e che “indietro non si torna”. Il bambino iniziato diventava uomo, con le sue opportunità ed i suoi compiti. Idem per il matrimonio ed anche il trapasso può in qualche modo essere ritualizzato.

Nelle aziende il cui management negli anni 2000 è stato particolarmente influenzato della moda della NLP (programmazione neuro linguistica) tutta una serie di attività si chiamano cerimonie, proprio per sancire l'accadere di certe situazioni (promozioni, inizio/fine di progetti, riorganizzazioni interne, acquisizioni di ordini importanti ecc...) 

"Ecco, io faccio nuove tutte le cose" (Ap 21,5).

Non è male che il Cristianesimo abbia preso anche gli elementi della religione ed usati secondo il nuovo significato, per cui il matrimonio da “cerimonia” diventa sacramento.

Quello che mi sta a cuore - e sui cui si basano i miei “dubbi di fede” quando ciò non è evidente - è dare un significato nuovo al glossario antico. Purtroppo da ragazzo percepivo e ancora oggi talvolta mi è capitato di percepire, solo una rilessificazione del linguaggio della religione intesa come “fatto sociale”, usando terminologie tratte dal cristianesimo.

giovedì 8 agosto 2024

Il NonEssere Non È (Parmenide)

 

In certi momenti di tristezza mi viene da pensare “come vorrei finisse tutto...” e quando penso alla mia inevitabile morte, a volte immagino semplicemente di sparire. Eppure con un po' di ragionamento, intuisco che questo non è possibile.

Un'idea mi è venuta dal bigottismo di mia madre, bigottismo così parodistico da essere blasfemo.

I miei genitori non sono delle persone per bene.

Mia madre, dopo la nascita della sorella più piccola ha deciso di stare a casa dal lavoro. Ok, ha avuto un parto molto difficile, ma si è ripresa bene e il rischio avuto durante il parto non le avrebbe impedito il suo lavoro impiegatizio. Conosceva un certo signor Fiorito, impiegato all'INPS. Da costui presentata, dando a chi di dovere le prime pensioni ottenute, per una quindicina d'anni ha goduto di una rendita che secondo le norme vigenti non avrebbe potuto godere.

Mio padre si è fatto raccomandare da un noto personaggio della Torino che conta, allora non contava moltissimo ma già abbastanza, per finire nell'ufficio acquisti di una grande azienda dove riceveva, quelle che dopo una certa data si chiamano tangenti.

E questo non per il bene dei figli, anzi! Sul tema per ora lascio perdere. Basta già questo!

Allora erano reati sostanzialmente tollerati. Alla grande azienda andava pur bene un “ufficio dei raccomandati” e mettevano tutto nel conto; sulle false invalidità c'erano paesi che vivevano di quello! Ma, come dice Fra Adrien Candiard, è un modo di “vivere nel peccato”.

Tra i vari modi per sperperare i soldi c'è stata l'acquisto e ristrutturazione di una casa a Barge. Nella sua blasfemia mia madre ha affisso nell'entrata la citazione biblica.

Se il Signore non costruisce la casa, 

invano si affaticano i costruttori.


Invano ->Vano = vuoto, privo di sostanza. Ciò che si dilegua con un soffio

Uno potrebbe dire. É vero, è stato così.

Tutti i soldi ottenuti contro la legge di Dio sono andati in polvere che si dilegua con un soffio: la casa a Barge svenduta per meno di quello che è stato investito; la casa in Carnia per cui hanno anche sperperato molto danaro, non so che fine farà, ma penso che regalarla per uno SPRAR sia l'unico utilizzo che vedrei fattibile se i villici fossero meno razzisti; i gioielli, argenteria e una pelliccia, rubati da altri ladri. Anche le foto dei loro pellegrinaggi a Capo Nord e alla Sfinge, sono ingiallite ed irriconoscibili.

Tutto dileguato con un soffio? No. Perché anche solo per quei due modi di accaparrarsi il denaro, nei figli che capivano già, è venuta la vergogna di avere genitori ladri. (E non vado oltre!)

Tanti anni fa scrissi un lungo racconto, mai pubblicato, in cui un tale che cercava materiale di recupero per un uso un po' strambo, gironzolava vicino ai cassonetti della spazzatura. Ad un certo punto esclama, in velata polemica con Adso da Melk, che aveva letto nel romanzo di Eco

Chi pensa che la fine sia un deserto amplissimo, perfettamente piano e incommensurabile, dove non c’è opera né immagine, evidentemente non ha mai fatto un giro dei cassonetti nel mese di luglio!”

O c'è una bellezza, o una schifezza. Il Non-essere non c'è.

mercoledì 20 settembre 2023

Maestri del sospetto – 2) Freud

 

Continuo alcuni pensieri sulla critica alla religione, iniziati qui

Premessa: da ragazzo avrei voluto studiare psicologia, ma le psicosi dei miei procreatori me lo hanno vietato, quindi la mia cultura sul tema non va oltre quella di un hobbista.

Altra premessa: condivido con Massimo Recalcati il giudizio sui limiti di Freud nell'affrontare la Bibbia.


L'argomento di cui vorrei parlare mi è venuto in mente quando mi divertivo a trasformare in canzoni in piemontese tradotte MOLTO liberamente, temi musicali di canzoni in inglese della mia gioventù (qui e qui ci sono esempi). Piemontesizzavo ovviamente snaturandola, After the gold rush” di Neil Young in “Dòp ël bom!


Non l'ho registrata. Prima dell'esecuzione avrei dovuto recitare una specie di introduzione.

Il canovaccio - perché riassumo – di tale introduzione è quanto segue:

“Nel modello di un Freud spiegato male c'è l' ES che è quello che ti suggerisce “Mangia! Accoppiati! Proteggi il tuo corpo!” e c'è il Super-IO che ti impone i vincoli sociali “Non mangiare nel piatto degli altri! La ciamporgna che ti ispira certe cose è già insieme ad un altro! Devi fare il servizio militare per difendere la Patria” eccetera... Così l'IO si forma come mediazione tra queste entità. Un autore che non ricordo bene chi fosse, diceva questo era vero nell'Europa borghese di fine 800. Oggi, con il consumismo, anche il Super-IO dice “Mangia! Godi il piacere sessuale! Pensa per te!” insomma Super-IO e ES vanno d'accordo quindi l'IO non ha un tubo da fare, non esiste più. Invece il gagno della canzone percepisce la presenza di un altro ES, ancora più profondo che non si accontenta dell'alleanza tra ES e il Super-IO consumista, un desiderio che va oltre il modello freudiano”

Poi partiva la canzoncina ispirata a Neil Young

Mi è venuta in mente questa mia mancata “performace”, riavvicinandomi a “Il Senso Religioso” di don Giussani.

Purtroppo, per esperienze personali del passato, ma anche abbastanza evidenti nelle società, si evince che le tematiche inerenti alla religione sono spesso concentrate sulla costruzione del Super-IO. Invece nel “Senso Religioso” don Giussani parla di “nucleo di esigenze originali”. E mentre il Super-IO è molto sensibile al contesto sociale in cui si vive, queste esigenze originali sono della gente di tutti i tempi e tutti i popoli “al punto che essi possono vivere tra loro un commercio di idee oltre che di cose, possono trasmettersi l'un l'altro ricchezze a distanza di secoli e noi leggiamo con emozione frasi create migliaia di anni fa [...]”

Questo, che percepiva il ragazzo della canzone, avviene se questo nucleo non è ottenebrato da un Super-IO troppo invasivo!!!



venerdì 25 agosto 2023

Gli dei “semplicemente” non esistono o sono diavoli?

 

Domanda che potrebbe sembrare oziosa, ma in questo periodo per me ha una grande rilevanza. Ho una risposta che viene quasi dalla formulazione della domanda stessa. Per puro sfizio ho provato a porla a chatGPT 3.5 e la risposta è stata questa.

 


Vediamo alla mia risposta, quella contenuta in qualche modo nella domanda stessa.

Etimologicamente la parola diavolo deriva da “calunniatore” a sua volta da (der. di διαβάλλω «gettare attraverso, calunniare»), in qualche modo un essere legato alla menzogna. Quindi il fatto stesso di attribuire esistenza e culto, cioè azioni finalizzate ad esaudire i dettami di entità non esistenti autonomamente, ma solo frutto di una “narrazione” o “costruzione”, è una forma di menzogna e quindi di “diavolo”.

La falsità della religione è una tematica particolarmente importante per me oggi per vari motivi.

Uno è contenuto in questo mio vecchiopost A cui ci sarebbe molto da aggiungere....

Un altro: la lettura di un articolo di Luigino Bruni su Avvenire in cui “redarguiva” la Chiesa di aver “battezzato” troppo facilmente riti agresti pagani. È vero, è importante l'inculturazione, il parlare con il linguaggio dei popoli da evangelizzare, valorizzare i semi di verità in ogni tradizione, il non imporre un modello culturale ecc... ma non si può tralasciare o trascurare il cambio di prospettiva portato dal Cristianesimo. Purtoppo la chiesa o certe sue gerarchie hanno preferito avere "chiese piene" e processioni affollate che insegnare il modo nuovo di guardare l'esistenza donato dalla presenza di Gesù. 

Un altro: E' la quarta volte che affronto il testo “Il Senso Religioso” di don Giussani. Testo che innanzitutto esalta la ragione umana, tutt'altro che un “fideismo acritico”. Sono passati più di quarant'anni dal primo impatto, sono cambiato io, è cambiata la situazione sociale in cui don Giussani aveva scritto il testo. Non solo perchè nel "processo della conoscenza" si inseriscono le cosiddette "intelligenze artificiali" (notare il plurale!). Ma anche perchè dopo lo scientismo ed il riduzionismo materialista in voga nel periodo in cui naque quel testo e fino agli anni 70, nella nostra società, a partire dagli anni 80, si è diffuso una pseudo religiosità stile new-age, per poi finire in un bigottismo di credenze in bolle autoreferenziali.... senza contare la religione del consumismo che cambia il nome agli idoli, velocemente, al passo della moda. Uno dei punti a cui devo fare attenzione è che il mio cristianesimo non sia un "paganesimo battezzato" come diceva Bruni.

Altri spunti: il sedicente laico Recalcati ricorda che nell'antico testamento il problema dell'ateismo non si pone: il nemico è l'idoltria.

 Nella predica sentita ieri, il sacerdote ha detto che Gesù era andato con i discepoli a Cesarea di Filippo, il centro più "ellenistico" della Palestina. Lì sorgevano molti templi pagani, anche a divinità "infere". In quel contesto il "NON PREVALEBUNT" di Gesù assume un significato ben più forte che se fosse stato detto in altri luoghi.

giovedì 1 dicembre 2022

Manifesto per un altro PD

 Riporto qui quanto ho scritto a chi chiedeva adesioni a quel manifesto.

Premessa: una mia “posizione politica” risale a quando avevo 12 anni, 1968, affascinato delle immagini televisive di chi protestava contro la guerra in VietNam, per i diritti civili e nello stesso tempo sconvolto dai carri armati che entravano a Praga. Vedevo nei giovani praghesi la stessa bellezza che trovavo in quelli americani o i "contestatori" francesi. Quindi di sinistra, ma pesantemente antisovietico. Con varie “sfumature” e diverse valutazioni causate dalle esperienze personali e i diversi contesti susseguitisi in questi 54 anni, la mia visione politica è sostanzialmente quella. Quante volte mi sarebbe piaciuto essere tedesco, svedese, inglese, francese per avere una sinistra non egemonizzata da un partito filo-sovietico! Come non potevo essere interessato al Manifesto per un altro PD letto (in copia non mia, lo ammetto) su “IL FOGLIO” ?


Alcuni punti mi trovano d'accordo, altri meno

Essere il partito dei lavoratori significa esserlo di tutti, anche delle partite Iva e dei lavoratori autonomi. Finalmente! Io iniziai a lavorare nel 1980 presso una software house, pur con un regolare contratto prima commercio, poi industria, ma mi accorsi come il terziario avanzato riusciva ad eludere tanti dettàmi che avevano migliorato le condizioni dei lavoratori, e nel contempo di come i sindacati e la sinistra se ne fregassero, pensando ad un “operaio” che stava, in percentuale, scomparendo rispetto ai lavori che stavano sorgendo. Quindi aggiungerei anche i lavoratori dipendenti delle piccole aziende.

Populismo penale? Una forza di centrosinistra non può permettersi derive forcaiole e giustizialiste. OK

Il PD è l'unico partito che ha una comunità politica sul territorio e merita un gruppo dirigente adulto e coraggioso. Boh?

Serve attenzione per contrastare l'approccio polacco all'Unione, per impedirne le conseguenze peggiori. Non sono uno stratega. Mi sembra solo che l'approccio “salviniano” non sia dei più furbi.

Sbaglia chi si mobilita per la pace senza qualificarne in alcun modo le condizioni in capo all'aggressore. Certo, ma occorre anche non essere ingenui e tenere conto che la guerra conviene a molti

L'esperienza di Draghi ci ha insegnato che l'aumento della produttività aiuta la lotta alle disuguaglianze. Cosa si intende per produttività? Se è il rapporto tra beneficio e “sforzo” per ottenerlo sono d'accordo. Se si pensa che sia meglio favorire i settori biomedico, informatica e telecomunicazioni, etc... piuttosto che proteggere bagnini e pizzaioli sono assolutamente d'accordo. Se ce lo ha insegnato l'esperienza di Draghi, non saprei. Comunque usando astrattamente la parola produttività si possono fare cose “molto” di destra!

Non c'è produzione di ricchezza senza imprese, valorizzazione dell'iniziativa, del talento e del sacrificio. Mi ricorda un fatto meglio raccontato in piemontese. Un avvocato stava facendo la sua arringa e l'imputato lo interrompe urlando, “Avvocato, la faccia più breve, altrimenti perdiamo la causa!” Mi sarei fermato alla parola iniziativa, magari aggiungendo “e del rischio” ma trovo ambigua la parola “del talento” e orribile “del sacrificio”. Tutto l'antico testamento è un'invettiva contro coloro che “sacrificano agli dei” (lo ribadisce anche Massimo Recalcati!) Molti martiri cristiani furono uccisi perché rifiutavano di sacrificare. Quando i barbari saccheggiarono Roma, alcuni patrizi videro come causa di questo scempio, l'aver smesso di “sacrificare” alla divinità. Agostino, nel “De civitate Dei” contesta quest'affermazione dicendo che Roma era diventata grande, non per i sacrifici ma per la “virtù” dei romani antichi. Detta in termini terra-terra quando io scelgo un prodotto/servizio i parametri che mi muovono sono la mia necessità e la qualità offertami, cioè la virtù di chi capisce la mia necessità/ interpreta il mio gusto. Non mi interessa quanto il fornitore abbia “sofferto” anzi, se so che ci sono condizioni di lavoro di sfruttamento o pericolosità, tendo ad evitare quel prodotto/servizio. Non mi faccio mai portare i pasti dai “delivery” per dire. Su questo punto mi trovate fermamente contrario.

Un partito vince se ha un'identità forte e viene percepito come autentico il suo “per”, non solo il suo “contro”. Infatti la DC nel primo dopoguerra aveva al suo interno gente di sinistra di area sindacale, monarchici, liberali, conservatori, tecnocrati progressisti... e vinceva perché era l'argine al PCI. 😂  Con tutto ciò, sapere cosa si vuole, è meglio. Il controesempio fatto sulla DC funzionava anche per la legge elettorale proporzionale con preferenze.
 
Cordiali saluti e buon lavoro!

sabato 27 agosto 2022

Clavais poterbbe diventare una fisarmonica? (1 parte)

 Questo post. molto lungo per cui sarà divisto di più parti, a prima vista tocca temi solo personali, mentre questo blog vorrebbe essere di temi più generali. Non è così, potrebbe essere un'applicazione personale di quello che sociologi psicologi e antropologi chiamano "riappropriazione"


Anno 1962. I miei genitori mi pongono una domanda: "Ti piacerebbe suonare uno strumento musicale?" Siccome ero un bambino abbastanza traquillo, non ho risposto "Si, il tamburo".

Ripeto data e luogo. TORINO 1962: la mia infanzia è stata accompagnata dalle celebrazioni di Italia61. Ricordo ancora l'ovovia per Cavoretto, la monorotaia ma soprattutto la retorica patriottica di quei giorni: addirittura con le marmellatine (se ricordo bene) erano in omaggio figurine con uniformi risorgimentali. Per cui; musica = banda e nella banda i piatti e la grancassa erano quasi ridicoli, la musica la fanno i fiati e tra i fiati quelli che colpiscono la mente di un bambino sono gli ottoni (é oro quel che luce!) "Sì, la tromba!!"    

Delusione!

Mio padre spiegò che con la tromba avrei dovuto per forza suonare con qualcuno, mentre con la fisarmonica potevo eseguire brani anche singolarmente. Ma era proprio in una banda che avrei voluto suonare!

Mia mandre rincarò la dose dicendo che da adulto, quando sarei arrivato a casa stanco e arrabbiato dal lavoro, mi sarei messo a suonare e ogni "stecca" l'avrei dedicata al "capo" che mi aveva fatto arrabbiare.

Io, che sognavo di sfilare con altri, tra ali di folla che applaudiva festante, avrei dovuto suonare da solo, in casa, triste e pure sbagliando! 😢 La delusione fu tale che non feci caso al futuro da impiegato sfigato che i miei genitori si auguravano e progettavano per me. 

Sarebbe stato più onesto dire che nella scuola che frequentavo, come corso extracurricolare facoltativo, c'era una signora che dava lezioni di musica su pianoforte e fisarmonica, e siccome il piano non avevano intenzione di metterlo in casa, se mi andava l'idea di suonare la fisarmonica.

Con tutto ciò mi incuriosiva "decifrare" cosa c'era scritto sul pentagramma, maneggiare l'oggetto, accorgermi che per esempio certe note della mano destra accompagnate da certi bassi della sinistra si "armonizzavano" mentre altre "stridevano" in modo a volte sgradevole a volte divertente. 

Era una fisarmonica Settimio Soprani a 32 bassi. Tre anni dopo, siccome ho una sorella con tra anni in meno,  i miei genitori decisero di fare imparare la fisarmonica pure a lei, cosa che lei detestava totalmente, ma nella loro logica, non volevano fare torti, perchè privarla di quello che avevno offerto a me? Allora lei cominciò con la 32 bassi e mi fecero passare ad una Paolo Soprani a 80 bassi.

Verso i 13/14 anni, nell'epoca dei cantautori, del progressive rock, lasciai perdere. Verso i 20 anni mi iscrissi ad un corso di musica elettronica presso il conservatorio. Altro che fisarmonica!

Le fisarmoniche rimasero chiuse per anni in casa dei genitori. Verso i sessant'anni, stimolato da una rassegna di fisarmoniche che avevo visto a Clavais, la ripresi in mano e, magia! le basi della tecnica non le avevo dimenticate.

Occorreva però un lavoro di "riappropriazione".

(continua)


giovedì 28 luglio 2022

Clavais come metafora.


Del fatto che il mio nonno materno sia stato poco furbo, ma sostanzialmente in linea con tutti quelli della sua condizione ne ho scritto qui

Quel che è peggio è quel che ne hanno fatto le generazioni successive. Gli zii si sono limitati ad usare la casa quel tanto che bastava per trascorrere due settimane di vacanze, intessere relazioni in loco, ma ultimamente preferivano andare in albergo, sebbene continuassero a pagare la loro quota di ICI poi IMU, dichiarare il possesso nell'IRPEF ecc. Peggio sono stati i genitori che hanno speso un sacco di soldi e di energie per fare azioni che, per dirla eufemisticamente, non hanno migliorato né la casa, né l'interesse che i figli potevano avere per essa. Tralascio dettagli.

Tenendo presente che i miei genitori:

  • Hanno impedito che io seguissi gli studi che mi interessavano ed anche il piano B (insegnamento della matematica) perchè obbedissi ai loro pregiudizi.
  • Che se avessi seguito il piano B, oltre fare una cosa che avrei preferito, oggi avrei 400 Euro di pensione in più
  • Che da quando ho iniziato il lavoro ho sempre dovuto mettere un contributo in casa, e loro non avevano problemi economici, anzi! (oltre gli spechi per Barge e Clavais me ne sono reso conto quando i ladri hanno svaligiato la casa in città, l'inventario delle cose inutili e costose rubate!)
  • Che per il matrimonio, non solo non mi hanno dato una lira, ma ho dovuto pagare il rinfresco alle persone che volevo invitare io

Ora, che purtroppo gli zii hanno fatto l'ingenuità di lasciare a me la loro quota, dovrei sprecare i miei soldi e le mie energie finali a rimettere a posto i loro errori?

Non ci penso nemmeno!

Clavais è una metafora della situazione delle nuove generazioni quando le vecchie sono ripiegate su se stesse, o meglio sugli idoli che non lasciano guardare le realtà

Le nuove generazioni si trovano (vediqui) in un mondo pieno di guai e di fragilità dovute all'azione, ignorante ed arrogante dei loro nonni e bisnonni. Io posso mandare affanculo Clavais, ma i giovani potranno mandare affanculo il mondo?

mercoledì 15 dicembre 2021

Sciopero generale o rituale Potlacth ?

 


Ho visto sui social parecchie polemiche sullo sciopero generale proclamato dai CGIL e UIL per il prossimo 16 dicembre

Polemiche del tipo “Ma dopo questa crisi causata dalla pandemia, proprio adesso che c'era una ripresa che senso ha scioperare? E' da irresponsabili!” e per contro “I costi della pandemia non sono stati pagati da tutti in modo equo, quindi occorre lottare ecc..”

Io non entro nel merito del dibattito, ma volevo farmi una domanda sull'utilità dello sciopero generale e se questa forma di lotta, scelta o osteggiata, non sia un sintomo di come la classe dirigente (politica, sindacale, finanziaria ecc...) abbia una visione del lavoro molto lontana dalla realtà.

Per tornare all'idea di David Graeber, la società maschilista ha formulato il concetto di lavoro come produzione (lascio perdere altri dettagli...) mentre il lavoro reale oggi è per lo più manutenzione, con tutti i suoi link di mappa mentale: sorveglianza, cura, pulizia, difesa... ; poi comunicazione in senso lato quindi anche insegnamento, trasporto.... insomma gran parte del lavoro non produce nulla.

Quindi: meno ore di lavoro, meno pezzi prodotti, meno guadagni marginali sul pezzo prodotto, è un'equazione che funziona solo in una piccola percentuale di attività, ma che sono diventate paradigmatiche del lavoro in se.

Prenderei tre esempi per dimostrare l'assurdità dello sciopero generale preannunciato.


Grande Distribuzione Organizzata. Capisco l'utilità di uno sciopero in una particolare catena e “ad oltranza”. Il cliente potrebbe rivolgersi alla concorrenza. Ma nello sciopero generale, siccome la quantità degli acquisti è proporzionale alla disponibilità economica e ai bisogni del cliente, questi farà esattamente gli stessi acquista anticipandoli e/o posticipandoli di qualche giorno. Se ne ottiene che per la catena gli introiti restano costanti, risparmio un giorno di paga ai dipendenti. Per i dipendenti perdo un giorno di paga e lavorerò più stressato un paio di giorni in più.


Scuola. Se quel giorno lì dovevo spiegare i prodotti notevoli, piuttosto che Kant o il quinto canto dell'inferno... non è che quell'argomento salta, ma lo farò lo stesso, ma in meno tempo, quindi con più fatica per me e la classe, e con un giorno di paga in meno.


Trasporto Pubblico Locale. L'ente preposto risparmia carburante/energia elettrica, usura dei mezzi, paga dei lavoratori. E' già passato all'incasso degli abbonamenti, non so bene i contratti con gli inserzionisti ma non credo che l'azienda abbia grosse penali in caso di sciopero, idem i contributi dal comune sono legati da trattative politiche non legate alle ore e Km effettuati... insomma perdono solo i biglietti di corsa semplice. Gli scioperi sono un guadagno per l'ente. Per i dipendenti un giorno di paga in meno.


In tutti i casi: il dipendente che sciopera non riesce ad usare di questo giorno di libertà per le sue commissioni personali perchè “c'è sciopero” anche di chi dovrebbe fornire il servizio.


Sciopero come cerimonia Potlacth


Anni fa avevo sentito dire da un sindacalista che se uno va a sedersi ad una trattativa dopo uno sciopero che ha una grande adesione allora ha più forza contrattuale ecc... Cioè, secondo costoro, lo sciopero è un rituale per cui io mi sacrifico, io butto del mio, dimostrare che sono così convinto di quello che voglio sono capace di sacrificarmi. Anzi, io ti regalo delle mie cose, per dimostrare la mia superiorità nei tuoi confronti... Ma vadano a farsi curare da uno buon psicoanalista, magari Massimo Recalcati!