Loro sapevano di essere agili, ma in senso fisico, non nel senso dell' agile-manifesto!
In realtà il post che mi accingo ad inserire, non si rifà tanto ai 4 punti dell' agile-manifesto, pittosto ad alcune considerazioni, lette in Management 3.0
-
Non sono un'esperto di calcio, l'ultima partita vista risale al 1976 (Torino-Borussia). Ma io sono sufficientemente torinese da sapere chi erano Paolo Pulici (Pupi) e Francesco (Ciccio) Graziani.
In un'intervista sentita casualmente facendo zapping sui canali nel breve periodo in cui a volte guardavo la TV (1998-2008) un ex-calciatore, Natalino Fossati, sosteneva che Pulici e Graziani non erano per nulla amici. Avevano idee politiche diverse, non si frequentavano nel tempo libero, quando erano in ritiro, non condividevano mai la stesa camera, anzi si trovavano vicendevolmente poco simpatici. Ma erano due veri campioni, con una tale serietà professionale, che in campo il loro rapporto si trasformava al punto da essere chiamati "I gemelli del Goal".
Torno ai miei post su Malvern. Quante aziende, tra cui quella della mia penosa precedente esperienza lavorativa, oraganizzano cene, per "creare spirito di gruppo" ! Quante aziende, soprattutto quando c'erano i soldi, organizzavano "convention"! Quante aziende, e purtroppo ancora oggi, si immaginano un "tipo umano" di dipendente! Invece è proprio trovarsi a lavorare insieme, è proprio la grezza materia del lavoro che crea l'affiatamento se per tutti l'obiettivo primario è proprio il lavoro!
Ricordo che nella precedente azienda sono stato addirittura rimproverato di non andare a prendere il caffè con altri (anche se invece spesso andavo) o a pranzo insieme. Ma questi incontri finivano per essere infarciti di frasi di circostanza, oppure battute spesso pesanti su particolari categorie di persone (purtroppo non sono un omosessuale simpatizzante della Lega Nord, se lo fossi stato averi avuto motivi per fare denunce!). Invece se si fosse lavorato veramente in team, non dico "pair programming" ma almeno in team, magari qualcuno avrebbe apprezzato le qualità anche dei leghisti e degli omosessuali, e si avrebbero avuto cose sensate da dire durante la pause !!!
Erano: Cuccureddu, Facchetti, Maldera, Zoff ... a trasformare due calciatori che non si sarebbero altrimenti trovati per una cena insieme, nei Gemelli del Goal.
E' la realtà che ci fa muovere, non idote mistificazioni di essa.
"Giovane di lungo corso" si riferisce ad una battuta che pare abbia fatto l'on. Bersani. A chi gli diceva di fare spazio ai giovani nel partito lui rispose "Ci vogliono sì giovani, ma giovani di lungo corso!" Non è un blog di politica in senso stretto. Seguendolo si capirà perchè io mi sento un giovane di lungo corso.
Visualizzazione post con etichetta XP. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta XP. Mostra tutti i post
domenica 14 aprile 2013
Agile senza saperlo 13 - Pulici e Graziani
Etichette:
agile,
agile manifesto,
Management 3.0,
Piemont,
XP
domenica 12 febbraio 2012
Personale & Politico
Da quasi due mesi avevo accennato ad un problema personale, ma non avevo voglia di scriverne. Ora che per certi versi è "tamponato", ne parlerei, perchè è apparentemente un problema mio, ma analogo a quello di moltissime persone: ha quindi anche un significato politico.
Nel giro di due settimane mi sono trovato senza lavoro, perchè la ditta di cui ero dipendente mi ha licenziato. Mi sarei "consolato" sapendo che avrei avuto la pensione "a breve". Invece in quegli stessi giorni, il governo De La Rua, che ha sostituito Menem, con il decreto serva Italia ha tolto le pensioni di anzianità, per le quali la mia generazione aveva pagato il 33% dei contributi previdenziali (in europa mai nessuno aveva messo tanto!). Situazione veramente orribile, che mescola un gran senso di ingiustizia subita per il licenziamento, ingiustizia subìta per gli esosi contributi previdenziali "fumati", insieme alla paura per il futuro.
---
------
2) La ditta che mi ha licenziato. Ero stato assunto nel 2005. Lavoravo presso un cliente per conto di una grande multinazionale. Ma quel cliente non era nel "core businnes" della multinazionale che, invece di continuare ad espandersi anche nei confronti di clienti "anomali", decise di perderli. Per continuare a lavorare mi feci assumere da una ditta suggerita dal cliente, che è appunto al ditta da cui sono stato recentemente licenziato. Fui assunto portando in dote più di 3 anni uomo di lavoro: situazione ottimale per loro no? Invece no. Lo capii più tardi leggendo Management 3.0. Jurgen Appelo spiega che nel processo di assunzione si ha lo stesso effetto della moltiplicazione delle cellule con il RNA etc... cioè un'azienda tende ad assumere "con lo stampino". Il diverso sarebbe una ricchezza per l'azienda, se ben ineserito, ma il recruiter tende ad assumere sempre lo stesso tipo umano. Io non ero quel tipo. Mi avevano assunto per non rinunciare ad un affare nel breve, ma non piacevo.
Nel giro di due settimane mi sono trovato senza lavoro, perchè la ditta di cui ero dipendente mi ha licenziato. Mi sarei "consolato" sapendo che avrei avuto la pensione "a breve". Invece in quegli stessi giorni, il governo De La Rua, che ha sostituito Menem, con il decreto serva Italia ha tolto le pensioni di anzianità, per le quali la mia generazione aveva pagato il 33% dei contributi previdenziali (in europa mai nessuno aveva messo tanto!). Situazione veramente orribile, che mescola un gran senso di ingiustizia subita per il licenziamento, ingiustizia subìta per gli esosi contributi previdenziali "fumati", insieme alla paura per il futuro.
---
Questo tema apre molti argomenti.
1) Su "media" si parla tanto dell' art.18, della mancanza di flessibilità in uscita... ma come??? L'azienda da cui dipendevo (che non cito per non fare pubblicità) aveva ben più di 15 dipendenti e sono riusciti a farmi fuori lo stesso. E' vero che la cosa è costata non poco, ma una bazzeccola rispetto a quanto è costato loro non aver saputo valorizzarmi e valorizzare molti colleghi. Quindi ecco la prima superstizione: in Italia non c'è flessibilità in uscita.------
2) La ditta che mi ha licenziato. Ero stato assunto nel 2005. Lavoravo presso un cliente per conto di una grande multinazionale. Ma quel cliente non era nel "core businnes" della multinazionale che, invece di continuare ad espandersi anche nei confronti di clienti "anomali", decise di perderli. Per continuare a lavorare mi feci assumere da una ditta suggerita dal cliente, che è appunto al ditta da cui sono stato recentemente licenziato. Fui assunto portando in dote più di 3 anni uomo di lavoro: situazione ottimale per loro no? Invece no. Lo capii più tardi leggendo Management 3.0. Jurgen Appelo spiega che nel processo di assunzione si ha lo stesso effetto della moltiplicazione delle cellule con il RNA etc... cioè un'azienda tende ad assumere "con lo stampino". Il diverso sarebbe una ricchezza per l'azienda, se ben ineserito, ma il recruiter tende ad assumere sempre lo stesso tipo umano. Io non ero quel tipo. Mi avevano assunto per non rinunciare ad un affare nel breve, ma non piacevo.
Aneddoto che seppi dopo. Avevo faticato non poco per fare stare il mio CV in due pagine. D'altra parte nel 2005 a chi poteva interessare che nel 1983/84 avevo lavorato con il PDP11 .... invece fuorono offesi di un CV simile. Dicevano "30 anni di lavoro dovevano essere di almeno 6 pagine.... un CV così corto voleva dire che in fondo non avevo intenzione di lavorare con loro..." Ah Leonardo Sciascia! che ne "il giorno della civetta" si scusa se il libro è troppo lungo, ma dice di non aver avuto il tempo per farlo più breve... io invece il tempo per limare e non stufare l'avevo trovato....
Così, quando finì il lavoro presso quel cliente divenni un problema, sebbene avessi dimostrato una notevole versatilità (Mi ero anche preso un certificazione CLAD, ovviamente studiano extra orario e non pagato: una sciocchezzuola in fondo, ma prima non sapevo nemmeno cosa fosse LabView). Ma la cosa che mi sconvolse di più fu il loro modo di affrontare i progetti.
1) Posizione giansenista: come se quello che conta fosse la "fatica" e non il "valore aggiunto" per il cliente. Mi spiego: quando vado dal macellaio, non me ne frega nulla sapere quanto ha faticato Beppe a tagliare il quarto di bovino o se l'ha fatto cantanticchiando, mi interessa solo sapere se la carne è buona. Analogamente, sarà pur vero che senza fatica non si ottiene nulla, ma si può fare tutta la fatica che si vuole, lavorare 25ore al giorno... ma se non fai cosa "serve" al cliente hai specato tempo. Invece per quei "primi della classe" era importante "dare evidenza di essere bravi" .
2) Posizione positivista-meccanicista.Una cosa a me sempre più ovvia che in ogni progetto IT si affronta l'ignoto: ignote le tecnologie perchè anche usando sempre le stesse (mai capitato) tra un progetto e l'altro sono sempre di almeno la versione successiva; ignote o per lo meno instabili le richieste del... cliente, ovvero le necessità reali che si scoprono strada facendo; ignote le "componenti" che fanno gli altri. Invece di gestire questo ignoto, incaponirsi in pianificazioni di dettaglio come se si dovesse "asfaltare la via Emilia".
3) posizione taylorista al limite del ridocolo. Il ridicolo è che mentre leggendo qualsiasi manuale di Project managemet pratico, le risorse si chiamanto Sarah, Laura, David, Joe, Steve .... in xxxxx si arrivava a nomine le persone per "codice". Ma sul taylorismo torno dopo.
4) Posizione ... che rimando all'articolo di Massimo Beltotto uscito sul numero 8 della rivista "Il Project Manager" al paragrafo "l'ansia del project manager" .
NO, Non si può lavorare cosi!!! allora nelle notti insonni, invece di vegliare al lume del rancore, preparai gli esami.... non ancora, mi appassionai alle metodologie agili (XP, Scrum...) che rispondevano ai problemi che emergevano in azienda.
(continua)
2) Posizione positivista-meccanicista.Una cosa a me sempre più ovvia che in ogni progetto IT si affronta l'ignoto: ignote le tecnologie perchè anche usando sempre le stesse (mai capitato) tra un progetto e l'altro sono sempre di almeno la versione successiva; ignote o per lo meno instabili le richieste del... cliente, ovvero le necessità reali che si scoprono strada facendo; ignote le "componenti" che fanno gli altri. Invece di gestire questo ignoto, incaponirsi in pianificazioni di dettaglio come se si dovesse "asfaltare la via Emilia".
3) posizione taylorista al limite del ridocolo. Il ridicolo è che mentre leggendo qualsiasi manuale di Project managemet pratico, le risorse si chiamanto Sarah, Laura, David, Joe, Steve .... in xxxxx si arrivava a nomine le persone per "codice". Ma sul taylorismo torno dopo.
4) Posizione ... che rimando all'articolo di Massimo Beltotto uscito sul numero 8 della rivista "Il Project Manager" al paragrafo "l'ansia del project manager" .
NO, Non si può lavorare cosi!!! allora nelle notti insonni, invece di vegliare al lume del rancore, preparai gli esami.... non ancora, mi appassionai alle metodologie agili (XP, Scrum...) che rispondevano ai problemi che emergevano in azienda.
Etichette:
agile,
Management 3.0,
PDP11,
Scrum,
superstizione,
XP
mercoledì 1 giugno 2011
Agili senza saperlo 4 - The housemartins
Questa volta il mio post è decisamente faceto.
Gli Housemartins sono un gruppo vocale di cui l'unica canzone che abbia mai sentito si intitola Caravan of love e risale agli anni 80. Non so null'altro di loro: che facce avessero, cosa abbiano fatto dopo l'evidente scioglimento del gruppo e tutto sommato non mi interessa. Se mi interessasse potrei sempre cercarlo su wikipedia.
Quella canzone mi piaceva moltissimo per la musica e mi piaceva molto la loro esecuzione, totalmente vocale: solista e coro, senza strumenti.
Che c'entra questo con l'approccio agile:
In XP si parla di StandUp meeting, le riunioni fatte in piedi per evitare che si prolunghino. Anche il Daily Meeting di Scrum è bene farlo - oltre che puntuali, sempre alla stessa ora e allo stesso posto - pure in piedi.
Orbene: contate nella canzone quante volte si ripete "Stand up!" e con una vivacità che verrebbe proprio da prenderla come inno di una azienda che vuole essere agile.
Inoltre c'è il verso "Every body take a stand" ognuno prenda posizione. Questo ricorda la tecnica di poker planning, suggerita da Scrum.
(PS riuscirò mai nella mia vita professionale imbattermi in un azienda dove questo approccio venga preso in considerazione?)
Etichette:
agile,
agile manifesto,
poker planning,
Scrum,
StandUp meeting,
XP
