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giovedì 19 marzo 2026

San Patrizio e il dopo-referendum

 


Pochi giorni fa è stato San Patrizio (17 marzo)

Nel 1985 mi trovavo York, PA per lavoro. Era il 17 marzo era domenica e mi recai a Washington per trovare Luigi Mettica ed un suo amico che risiedevano temporaneamente lì. Ci recammo anche a messa. Quel giorno in giro per la città e soprattutto presso e dentro la chiesa, si vedevano persone che indossavano capi di vestiario verdi: giacche, maglie o anche solo una cravatta, ma c'erano signore in tailleur verde! Erano per lo più persone di origine irlandese. San Patrizio è un loro patrono.

L'Irlanda, è una nazione che mi sta molto simpatica, pur non essendoci, purtroppo, mai stato. Mi sta simpatica perché in barba a tutti i discorsi sull'occidente, sul colonialismo, terzomondismo, ecc... la violenza dei colonialisti si è abbattuta anche e spesso prima, contro altri “occidentali” e l'Irlanda è stata una delle tante vittime del colonialismo inglese. Il verde era diventato un simbolo del desiderio di liberarsi dal giogo inglese ed un emblema della propria identità.

Mi piace molto anche la musica irlandese, forse perché ha delle strutture melodiche che si adattano bene alle sinapsi del mio cervello e non nego che mi sarebbe piaciutotrovarmi qui.

Però fino a che punto il cattolicesimo degli irlandesi non diventava un fattore identitario in contrapposizione al protestantesimo degli invasori inglesi? La loro fede cristiana, era la fede in Gesù o era una forma di religione “alla Durkheim” cioè un fatto sociale dove una certa “popolazione” crea i suoi miti e riti per identificare se stessa in opposizione ad altri?

In quel momento mi è venuta una ispirazione. Immaginando San Patrizio in paradiso, con altro concetto di tempo, ove si fanno salti storici, e immaginandolo sacerdote, com'era in vita, ma con il rituale attuale, lui stesso il giorno di San Patrizio non si sarebbe vestito di verde, ma di viola, perché quello è il colore liturgico del 17 marzo. Intuizione geniale: Gli abiti liturgici rappresentano un'appartenenza più grande di quella del “gruppo” con i suoi pur validi miti fondativi e riti che li evocano.

Che cosa ha che fare questo con il referendum? Purtroppo, sia vinca il NO, sia vinca il SI come pare più probabile, la frittata è fatta. In tutto il mondo, anche a causa degli algoritmi dei social, si va verso una radicalizzazione estrema delle posizioni. In Italia questa campagna referendaria, ha dato una spinta molto pesante verso la polarizzazione. Personalmente conosco persone degnissime che voteranno NO e altre SI.

 E' necessario trovare “abiti liturgici” che indichino un'appartenenza più grande e che facciano fare un salto oltre questi opposti steccati.

 

 

 

lunedì 2 marzo 2026

Alcune frasi fatte che non sopporto


Torno a scrivere un intervento su cose facete. In qualche modo mi ricollego allo zio Franco: anche lui amava certe pignolerie ed aveva idiosincrasie lessicali. Condivido con lui anche un certo piacere nel beccare refusi ed imprecisioni. Penso di aver preso da lui in questo, ma mentre lui era animato da una certa vis polemica, io negli errori trovo un certa forma di gusto estetico come scrissi in questo mio libro di memorie.  Vengo al dunque con un elenco di frasi che non sopporto: 

Frase fatta #1: Stonato come una campana. 

La campana di per se non è stonata. La frase vera è "Stonato come una campana rotta".

Frase fatta #2: Pieno di buchi come una groviera. (detto per lo più in senso figurato).

 In realtà il formaggio svizzero pieno di buchi è l' Emmentaler DOP. La groviera, Gruyère DOP, non ha buchi se non pochi occhi e non sempre. Altri formaggi hanno buchi come il Pannerone di Lodi, ma il formaggio dei buchi è l'Emmentaler 

 Frase fatta #3: Una certezza matematica come 2+2=4. 

Non voglio fare il sofista dicendo che prima bisognava definire l'insieme su cui si definisce l'operazione somma, perchè se fosse in una classe di resto modulo 3, per dire, non sarebbe vero. 

Non arrivo a quanto dice Reuben Hersh nel suo pesantissimo libro.  Sostiene che nella storia il concetto stesso di 2 e di 4 è mutato nel tempo in varie civiltà (il 2 e 4 di Diofanto non erano quelli di Cauchy!) .

 Sono molto più terra terra. Rimaniamo nell'insieme dei numeri naturali. Se prendi due mele e le metti in una cesta e poi altre due mele e le metti nella stessa cesta, puoi contare quante mele hai. Quella non è una certezza matematica, è una evidenza concreta che puoi verificare. La certezza matematica è quando ad un numero indicato dalla cifra 1 seguito da due miliardi di  9 ci aggiungi 2 sarà uguale ad un 2 seguito da un miliardo novecentonovantanove milioni novecentonovantanovemila novecentonovanatanove zeri e un 1. Questa è una certezza matematica perchè non potrai mai contare fisicamente tanti "oggetti fisici"  - non ne avrai, se ne avessi non ne avresti il tempo per farlo e comunque perderesti il filo dopo un po' - ma dovrai fidarti di un processo di induzione.

PS: Come illustrazione del post ho chiesto a Gemini vorrei un' immagine che rapprenta un'addizione: due campane + due campane = quattro campane Quello dell'immagine è il risultato  

lunedì 15 dicembre 2025

Altro tool, stesse domande, altre risposte.

 


Come ho già accennato in questo post, una volta alla settimana vado "gratuitamente" in un doposcuola parrocchiale per aiutare i ragazzini a fare i compiti, prevalentemente di matematica. Gratuitamente, ma con molti lati positivi per me, tra cui, anche se non è il motivo principale, capire come evolve il mondo e come ragionano i ragazzi oggi. Ho ascoltato un dibattito tra due ragazzi sui 15 anni su quale fosse il tool migliore per fare i compiti. Vinceva Copilot. Allora proviamolo.

Inutile dire che i miei tutti i test, anche se non lo ripeto più, iniziano sempre chiedendo la dimostrazione che un numero pari maggiore di due è sempre dato dalla somma di almeno una coppia di due numeri primi. Sarebbe stato bello che l'intelligenza artificiale generativa avesse dato una dimostrazione a cui l'umanità non è arrivata! Invece tutti i tool capiscono che chiedo la congettura di Goldbach e mi fanno ricerche enciclopediche su questo. Non c'era cascata neanche la prima chatGPT! Evidentemente sono addestrati subito su questo tipo di domande. In Copilot ho apprezzato la citazione delle fonti. 

Ho proceduto con le solite quattro domande di cui parlo qui e qui  ed in parte qui

Domanda su quante sono le ragazze che vengono da Lyon attraverso la frontiera e van cogliendo i fiori della primavera. Capisce che è un testo poetico, ma si fa grandi discorsi sul fatto che ragazze, frontiera e primavera sono un "simboli" e quindi non può esserci un numero concreto! 

Su analogia Trump e Mike Bongiorno risposta esatta: conduttori giochi televisivi, linguaggio immediato, ma aggiunge che sono quasi emblemi nazionali.

Su analogia tra JD Vance e Cagliuso a differenza di altre è più benevola nei confronti di JD Vance. Dice infatti Cagliuso mostra ingratitudine verso chi lo ha aiutato; Vance, invece, riflette criticamente sulle sue radici e sul peso culturale della povertà. Altri tool invece affermano che sono in molti a criticare JD Vance per essersi scordato delle sue condizioni d'origine e di chi vive ancora in quelle condizioni, analogamente al gatto verso Cagliuso.

Su chi fosse il Barone tedesco al servizio dei Savoia a cui è dedicata una canzone popolare sbaglia in modo eclatante: dice Eugenio di Savoia, che

  1. non era Barone, ma Principe,
  2. non era tedesco ma francese di nascita
  3. era al servizio dell'Austria sebbene alleata dei Savoia contro la Francia ai tempi dell'assedio di Torino.

Quello che mi ha colpito è che alla fine chiede sempre se voglio approfondire ancora qualcosa. Molto "precettore"

Alla fine (e qui fa bella figura!) le ho fatto fare il dipinto anglo-piemontese Mon-lait o Moonlight che allego in testa al post.

sabato 13 dicembre 2025

Altro tool, stesse prove e la barba di Cesare Pavese

 Dopo aver giochicchiato con chatGPT Gemini Deepseek e Claude oggi ho provato a fare le solite domande a Qwen

Premessa: immagino che se avessi fatto oggi le stesse domande ai tool precedentemente elencati, mi avrebbero dato risposte diverse da quelle che mi avevano dato quando le avevo fatte, probabilmente migliori. Ho ripetuto quattro domande un po' strane che mi piace fare.

Ho chiesto "Quante erano le ragazze che venivano da Lyon attraverso la frontiera e van cogliendo i fiori della primavera? " Dopo uno spiegone sulla città di Lyon che è in Francia ecc... Ha intuito dalla rima che poteva essere il verso di una poesia o una canzone di De Andrè (non è vero, ma verosimile) o Guccini (un po' meno) o Pavese (non mi pare abbia fatto canzoni o testi per canzoni!). Ha avuto il buon gusto di non sparare un numero, ma di chiedere ulteriori informazioni.

Ho chiesto che cosa avevano in comune Trump e Mike Bongiorno. Con un prolissa spiegazione sui personaggi ha evidenziato che entrambi hanno presentato programmi di giochi televisivi ed entrambi hanno un registro comunicativo "basso". Peccato che nell'elencare i programmi televisivi di Mike - e chi glie lo ha chiesto? - ne abbia citato anche uno di Gerry Scotti! 

Ho chiesto che cosa avevano in comune JD Vance e Cagliuso. Anche qui ha indovinato e sebbene con molti giri di parole, facendo notare che uno è un personaggio vero, l'altro immaginario, la sua risposta era analoga a quella di Deepseek

Alla domanda chi fosse "il barone, militare al servizio dei Savoia, a cui è dedicata una famosa canzone popolare" non ha risposto come avevo in mente io (io non ho citato ovviamente i testi raccoti da Costantino Nigra, altrimenti sarebbe stato troppo facile!), ma nemmeno idiozie come i "colleghi" tool. Mi ha dato delle informazioni incoerenti e strane che vorrei approfondire. 

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Per abbellire il post, siccome aveva ipotizzato una canzone di Pavese, ho chiesto un'immagine di Cesare Pavese che suona la chitarra. Questa è la foto. Alla mia nota che Cesare Pavese non aveva la barba mi ha dato ragione, dicendo che le foto lo rappresentano senza. Dopo avermi ricodato i dati biografici di Pavese ( echi glie li ha chiesti ?) ... riporto testualmente :

Perché l’AI lo ha raffigurato con la barba?  Perché spesso gli algoritmi di generazione immagini associano figure “poetiche”, “contadine”, “melanconiche” o “artistiche” a tratti visivi come la barba, i capelli lunghi, abiti semplici e ambienti rurali — anche se non corrispondono alla realtà storica. È un cliché estetico, non un dato biografico.

Quindi, sì: Cesare Pavese non aveva la barba.
Ma questa immagine, pur non essendo vera, cattura benissimo l’anima della sua opera — la solitudine, la terra, la musica, il silenzio... proprio come suggerisce il titolo: “Musica e Silenzio”.

Un bellissimo omaggio artistico, anche se non storico.

P.S. Se ti piace Pavese, prova a leggere “La luna e i falò” o i suoi diari: “Il mestiere di vivere”. Ti porteranno nel cuore della sua malinconia e bellezza.

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lunedì 1 settembre 2025

È con grande attenzione e fatica ...

 

..che  mi appresto a leggere l’intervento di Giorgia Meloni al Meeting di Rimini.

Premesso che:

  1. Trovo il Meeting una cosa molto bella e positiva. Un momento per incontrare anche persone con una visione totalmente diversa dalla propria.
  2. Ritengo importante rispettare le istituzioni dello stato in quanto tali, indipendentemente dalla persona che le rappresenta.
  3. Lo scorso anno sono stato volontario e molte altre volte sono stato visitatore
  4. Privilegio le mostre agli incontri, spesso reperibili via internet: l'ho fatto soprattutto quest’anno che sono stato solo alcuni giorni.
  5. Che comunque gli incontri con i politici sono solitamente poco interessanti, perché spesso blaterazioni di testi prodotti da spin-doctor e poco incisive.
  6. Che quando è arrivata la decuius io ero già a Torino.

Dato il putiferio sui social e l’articolo di Rosy Bindi su Avvenire, superando un certo ribrezzo per il personaggio (che non è il peggio della politica italiana, alcuni ministri del suo governo sono peggiori!) leggo quanto mi sono perso.

Prima parte: una captatio benevolentiae assolutamente ammessa ed analoga ad altre. Formalità certo, ma perché non illudersi che potrebbe contenere anche della verità?

Non approvo il paragone con “Atreju”. Piuttosto che il nulla che avanza, non potrebbe essere che avanza qualcosa che tu non sai identificare? Quando parla di “individui in sostanza nella cui esistenza non c 'è più nulla per cui valga la pena impegnarsi, costruire o combattere” Be’ non è che combattere per conquistare Trento e Trieste o l’Etiopia e l’Albania fosse una cosa bella o impegnarsi per una carriera individualistica o costruire a debito ed inquinando l’ambiente sia bello. Non è vero che tutto fa brodo ed un po’ di sano decostruttivismo fa bene ogni tanto.

Quando poi dice “il campo nel quale abbiamo dimostrato di voler stare in questi ormai quasi tre anni alla guida della Nazione non è il campo delle ideologie, non è il campo delle utopie, non è il campo di chi pensa che sia possibile modellare la realtà sulla base delle proprie convinzioni” be’ mi sembra che dica totalmente il falso.

  L’Italia va meglio? Il confronto con la Francia è ridicolo. Se ho una caviglia slogata e mio cugino si rompe il femore, non è che io sono guarito.

Politica internazionale. Ucraina: forse sono solo io che ho vissuto nella Russia di Gorbacëv ed altri che hanno rapporti “basici” in Russia (tra cui una persona incrociata al meeting) che vediamo l’invasione russa non come una guerra tra stati, ma soprattutto come la guerra tra una “cupola” al potere in Russia contro il suo stesso popolo. La sua posizione, sbagliata, è comunque diffusa. Gaza: lasciamo perdere le esitazioni del governo italiano a riconosce la Palestina come hanno fatto altre nazioni, la cosa grave è il fatto che non ci sia stata nessuna tirata d’orecchi pubblica ad un membro del governo complice del genocida. Avrebbe rischiato a una crisi ed in rimpasto di governo, ma aumentava in credibilità; così è solo connivente. Unione Europa: non mi pare che questo governo abbia fatto nulla di europeista. Difesa: già scritto qui  e qui quello che penso.

E la nostra casa, a cui aggiungere mattoni nuovi, è l'Occidente” Qui condivido quanto dice Cardini: esiste un polo sud ed un polo nord, ma non un polo est ed un polo ovest. Quando sento parlare di Occidente rabbrividisco, perché si tende sempre a fare un letto di Procuste di semplificazioni spesso violente. Battuta: non occidentale, ma occitano!

Ottimo l’apprezzamento per l’AVSI ed il suo impegno, ma poi casca nel parlare dell’immigrazione. Qui ha solo da vergognarsi. Non sto qui a dettagliare: Albania, come per Falqui, basta la parola. 


 Mi soffermo però sulla citazione del cardinale Sarah:

“Se i giovani lasciano la loro terra e il loro popolo rincorrendo la promessa di una vita migliore, che ne sarà della storia, della cultura, dell'esistenza del Paese che hanno abbandonato?” Spero per lui e per la Chiesa che questa sia una citazione ritagliata da un contesto più ampio e più complesso. Non credo che un cardinale non abbia mai letto “The Rise of Christianity” di Rodney Stark. O forse nel suo inconscio il cardinale rimpiange i riti politeisti della “storia e cultura che ha abbandonato”?

Sul tema dice anche “Non c'è giudice, politico o burocrate che possa impedirci di far rispettare la legge dello Stato italiano, di garantire la sicurezza dei nostri cittadini, di combattere gli schiavisti del terzo millennio, di salvare vite umane.” Premesso che i giudici agiscono solo in base alle leggi, di nuovo Falqui: Al-Masri, basta la parola!

Ok per la Meloni che veramente è andata a Caivano, ma tutto il resto del degrado non mi pare che questo governo cerchi di porre grandi rimedi. Non che i precedenti … però neppure questo.

Richiamare i santi fa sempre bene (Carlo Acutis e Frassati) mettiamola nella captatio benevolentiae.

Sul tema del lavoro ci sarebbe molto da dire. Riassumendo: si vede che lei non ha mai lavorato!

Sul rafforzamento del potere esecutivo rispetto agli altri poteri sono molto preoccupato. Io voglio essere rappresentato, non mi interessa scegliere lo show-man o la show-woman che governa. Il Berlusconismo è una piaga da cui bisogna tornare indietro.

Se ai tempi di Davigo e Di Pietro avevo qualche riserva sul protagonismo della magistratura, ora sono mai più che mai col “Forza giudici!!!”

Vengo alle due cose maggiormente mi hanno offeso:

  •         Il richiamo alla famiglia e scuola paritaria due temi che fanno tanto “cattolico chiuso nel suo orticello”. Ambiente? Sanità? Lotta alle dipendenze (anche alcool e gioco)?
  • L’elogio a CL fatto in modo alternativo ad altre realtà del mondo cattolico. Da qui il comprensibile risentimento della Bindi. Premesso che io sono cattolico anche grazie all’incontro con alcune persone di CL, sta di fatto che negli ultimi anni da parte di molte realtà ecclesiali c’è stato un avvicinamento non formale, ma nella comune sequela al magistero, in opere di carità vissute a volte insieme e nell’apprezzare il cammino e la storia anche di altre persone sulla stessa strada. Questa semina di zizzania proprio non ci voleva.

mercoledì 18 giugno 2025

Due considerazioni su una pagina

 


Ho ripreso in mano un testo che usai per un esame universitario sostenuto nel 1979 di cui penso averne parlato nei post precedenti. Foto di una pagina.

1) Quando ero ragazzino mi avevano regalato una tavoletta del gioco del 15. Dopo averla risolta varie volte mescolando un po' a caso le tessere della configurazione iniziale, mi venne voglia proprio di passare dalle configurazioni descritte nel testo. Ovviamente passai un pomeriggio di tentativi inutili. Nessun problema: solitamente le mie vacanze erano abbastanza noiose, nelle medie inferiori e al liceo preferivo l'anno scolastico. Ma il fatto di non riuscirci mi metteva quasi ansia.

2) Questa descrizione alla faccia di tutti i genitori, superiori ed educatori, pubblicitari e “motivatori” amerikani che dicono che impegnandosi si può ottenere qualsiasi risultato, se non riesci è colpa tua che non sai fare bene le cose. Alla faccia di tutti i manager che “Non voglio sentire problemi, voglio soluzioni”. Superstizioni! Esistono problemi senza soluzione.

martedì 22 aprile 2025

Pesci esotici, l'invasione silenziosa - mia penultima lettura


 

Prima di terminare il testo recensito in questo post, avevo letto "Pesci esotici, l'invasione silenziosa". Opuscolo “vinto” risolvendo un rebus. Non avrei mai comprato un libro simile, non essendo un appassionato della biologia ittica. Invece è stata una lettura piacevole.

Mi ha favorevolmente colpito il fatto che la varietà delle specie ittiche siano in numero praticamente uguale in acque marine e nelle acque interne, sebbene le aree occupate dalle acque dolci siano una percentuale irrisoria rispetto a quelle occupate dagli oceani e dai mari. La spiegazione è evoluzionista: le acque dolci sono separate da tante barriere per cui possono crearsi piccoli ambienti, magari simili per caratteristiche termiche e di fondali, ma separate tra loro, per cui le specie viventi possono evolvere in modo diverso.

Bello notare come il mondo reale è un sistema complesso, per cui una piccola modifica ha conseguenze enormi e di cui non tiene conto il superficiale che "ingegneristicamente" la attua magari pensando di fare una cosa sensata: quanti pesci estranei all'ambiente sono stati introdotti da appassionati della pesca per avere prede più prelibate!.

Le cause nefaste dell'introduzione di speci aliene sono varie e lascio al lettore il piacere di scoprile.

Di questa lettura ho apprezzato la precisione terminologica e la ricchezza lessicale che difficilmente si trova in opere “letterarie”. Per esempio non avevo mai sentito prima d'ora la locuzione “attività alieutiche”

venerdì 14 marzo 2025

Guerra di condominio

 Stravolgo un po' la pianificazione di quello che avevo preventivato di pubblicare sul mio blog, per ragionare su di un episodio che mi è capitato giovedì sera in cui, ahimè , sono dovuto andare alla riunione del condominio del box del garage. 

Si è perso all'incirca un'ora di tempo per discutere sulla ripartizione dei consumi personali dell'energia elettrica per singolo box. Oggi ogni box ha il suo contatore e si dovrebbe inviare all'amministratore i dati della sua lettura. Ma se uno non li invia? O li invia erroneamente? Considerando il numero dei box ed il fatto che negli anni precedenti i valori dei consumi individuali erano risibili rispetto a quelli dell'ascensore, sbarre e cancelli automatici... (Ok non c'erano ancora le plug-in, ma adesso ci sono già? Quante? Boh?) insomma il tutto verteva su un valore di meno di 10 Euro pro capite l'anno.

Più onerosi erano altri lavori di messa in sicurezza imposti dai Vigili del Fuoco. Si trattava di decidere se richiedere la detrazione fiscale o no. La richiesta aveva un costo di segreteria che avrebbe annullato il ricavato di due anni su dieci, all'incirca. Ma per gli altri otto anni, a leggi vigenti ci sarebbe stato un recupero di una quindicina di euro. La maggioranza decide che per solo 15 Euro non valeva la pena richiederla.

I casi sono due:

O per l'italiano medio la matematica è proprio una materia ostica e può essere vero,  visto il dilagare del gioco d'azzardo o la creduloneria verso tanti politicanti.

Oppure quello che peggio è che l'astio supera l'interesse economico. Per la suddivisione dei contatori c'era chi sentiva la possibilità paranoica che qualcuno ci guadagnasse ingiustamente qualche euro a tue spese e allora la cosa era grave. Euro che la maggioranza era disposta a non avere se non li avessero avuti anche gli altri.

Si dice che le guerre sono fatte per interesse economico. Non sono d'accordo. Ok, nell'economia di guerra c'è chi ci guadagna, ma una società può guadagnare bene anche con commerci pacifici e la storia lo dimostra. A spingere per la guerra è qualcosa di peggio.

martedì 25 febbraio 2025

Commento a due articoli - 1 parte

 

Ho letto due articoli su La civiltà cattolica che meritano molta attenzione e qualche considerazione 

eccone uno e qui l'altro 

 

Partiamo dal primo perchè il secondo merita un'analisi ulteriormente approfondita.

Ricordo nei primi anni '80 quando nei vari ambienti cattolici si parlava di società secolarizzata e simili, alcuni citavano tal André MalrauxIl XXI secolo o sarà religioso o non sarà”.

 Ad un quarto del XXI secolo pare che la religione sia un fenomeno molto presente, ma che faccia di tutto perché il secolo “non sia”.

 All'inizio del secolo l'attentato alle torri gemelle e il diffondersi del salafismo in tutte le sue varie sette e sotto-sette;

 Oggi abbiamo Kirill che parla di guerra santa ed espelle i preti del patriarcato di mosca che, giustamente, pregano e fanno pregare per la pace.

Folli seguaci di commentatori del talmud - ma indifferenti allo spirito della Torà – che sono al potere in Israele;

 L'India che era un crogiolo di religiosità generica, non solo per la presenza di musulmani, cristiani di vari riti, sikh, giainisti, mazdeisti... ma anche per la varietà e non sistematicità di quello che noi chiamiamo l'induismo, ed ora invece un potere che, non so con che fortuna, vorrebbe una normalizzazione anche dalla religione;

 il Partito Comunista Cinese che riabilita Confucio, il massimo del tradizionalismo...

 Quello che negli Stati Uniti era un fenomeno carsico arginato da una élite che pur riconoscendo la religiosità individuale e tenendo conto del suo peso elettorale, aveva le certe remore nell'esternare certe cose, invece oggi detta l'agenda politica. Quelli che Sir Arthur Conan Doyle  descriveva nel suo "Studio in Rosso" come pazzi violenti, oggi comandano in USA.

 


Tutte forme di atteggiamenti che se da un lato usano il campo semantico della religione, assolutamente non hanno nulla a che fare con il senso della trascendenza che alberga nel cuore umano. Invece sono strumenti per “inventare” identità di separazione dagli “altri” ovviamente cattivi. La religione “alla Durkheim”. E questi “religiosi” hanno le atomiche. Bei tempi quelli del secolarismo... invece

Il XXI secolo è religioso e non durerà (a meno di un miracolo!)

mercoledì 16 ottobre 2024

La sindrome di "Gianni"

 

Ho già scritto di un ex-collega in questo intervento. Ovviamente non ho citato il nome e cognome, e non sono sceso in dettagli per descrivere tutte le sue malefatte che la sua ideologia descriveva come azioni utile e positive.

Ora parlo di un altro ex collega usando un nome molto comune per cui non dovrei avere problemi di privacy.

Era collega in quanto dipendente della stessa ditta, ma io, come la maggior parte del personale, ero dedicato allo sviluppo del software, lui si occupava di cablaggi. Un ragazzo che si impegnava molto, ma non sempre dava segni di acume mentale.

Una volta, nel 1988, dovemmo recarci, con altri colleghi, per un paio di settimane presso un cliente alla periferia di Udine.

Eravamo in trasferta a piè di lista con un massimale. Ognuno compilava la propria nota spese, ma alloggiavamo nello stesso albergo ed andavamo a mangiare insieme. 

I nostri pasti erano sempre al di sotto del massimale aziendale, ma mangiavamo bene. Obiettivamente nelle trattorie della zona il rapporto qualità prezzo era valido, forse perché prima della caduta del muro da quelle parti c'erano molte caserme e di conseguenza una gran concorrenza tra le trattorie.

Una sera però decidemmo di alzare il livello del cibo ed andammo fino a San Daniele a mangiare “Al Cantinon”. Un livello un po' superiore del solito. Totale diviso sei, poiché eravamo in sei. Sei ricevute uguali nelle singole voci e nel totale. Ogni conto superava di circa mille lire il massimale.

Se in ditta, vedendo che le altre volte eravamo stati sempre molto sotto avessero “chiuso un occhio” avrebbero fatto bella figura. Se avessero voluto che le quasi mille lire in più fossero state di tasca nostra, nel 1988 mille lire non erano già più un granché (un litro di benzina costa almeno 1300 lire!). Veramente non ricodo cosa sia poi successo.

Invece cosa fece Gianni? Dicendo “non voglio far la brutta figura di fare vedere che non sto nel massimale” Fece due assurdità:

  1. ha bianchettato e corretto il totale della nota spese per renderlo uguale al massimale (e si vedeva bene il bianchetto!)

  2. ha lasciato inalterate le singole voci per cui il conto era sbagliato.

Ora, sentendo certe "narrazioni" piene di autobiografismi, sia sui social, sia nei racconti personali, mi pare che la sindrome di Gianni sia abbastanza diffusa.

Invece di fare “quadrare i conti” in modo ridicolo non sarebbe meglio lasciare che la realtà emerga per quello che è stata?  

Poi se c'è da mettere mille lire, meno di un litro di benzina, metterle!  Oppure sperare che in ditta per una volta lascino correre!!

lunedì 23 settembre 2024

Chi è il primo?

 

Non sono riuscito a trovarlo su internet, ma ricordo benissimo un articolo tra l'ironico ed il tragico di Luciano De Cresenzo in seguito alla guerra delle Falkland/Malvinas. Paragonava quei luoghi dal clima inclemente alla sua temperata ed amata Capri. Calcolava i soldi spesi per contendersi quei luoghi poco attraenti e sosteneva che si sarebbe potuto comprare, non ricordo se tutti gli immobili o i terreni o che alte percentuale di essi nella migliore Capri.

Ricordo che Manzoni, non privo di conoscenze economiche di stampo liberale, nel descrivere la cattiva situazione del ducato nel 1628 cita di sfuggita “lo sciupinio” naturalmente collegato con le spese militari. Analizzo qui con qualche frase in più questa veloce asserzione che i prof di lettere solitamente non sottolineano.

Oggi sentiamo parlare di lancio di droni, di razzi ecc... cose che costano. Sappiamo che in certi stati le fabbriche di armamenti sono a pieno ritmo, e altri stati, tra cui la serva italia, progettano di aumentare le spese per la cosiddetta “difesa”.

Essendo che questi soldi li sborsa lo stato, da dove li prende, se non aumentando le tasse e/o riducendo le spese solitamente a carico dello stato: sanità, ordine pubblico, infrastrutture di base?

Prima ancora che l'arma colpisca l'avversario, ha già ucciso il compatriota, non dandole l'assistenza medica perché i soldi necessari sono andati per fabbricarla. Prima ancora che il razzo abbia abbattuto il ponte del nemico, ha già abbattuto il tuo perché il suo costo ha impedito la manutenzione del tuo e così via...

mercoledì 11 settembre 2024

Canzone triste, beati loro !

 

Domenica scorsa sono stato alla festa del PD perché speravo di incontrare Fausto Amodei. Non pensavo che alla sua età (90) partecipasse ancora ad incontri pubblici. Infatti lui non ha potuto presenziare per motivi di salute, ma Carlo Pestelli ha interpretato molte canzoni legate alla storia di Cantacronache.

Su un punto ho avuto un rigurgito. La “canzone triste” con testo di Italo Calvino e musica di Sergio Liberovici

Una coppia appena sposata faticava a trovare momenti di convivenza e intimità a causa dei turni di lavoro che li occupavano con orari diversi. 

Bello che i borghesi illuminati si commuovessero per le difficoltà anche affettive delle classi subalterne!

Però la situazione mia e di mia moglie nella primavera del 1991 (sposati nel settembre del 1990) era peggiore di quella di quei due personaggi 

“Soltanto un bacio in fretta posso darti / bere un caffè tenendoti per mano.” dice la canzone. Noi nemmeno quello.  Io avevo un lavoro che mi faceva stare in trasferta tutta la settimana. Arrivavo a Torino il venerdì sera e ripartivo il lunedì mattina. Sabato lei lavorava dalle 8 alle 12. Non che la mia trasferta fosse dettata da voglia di carriera, o che mi dessero qualche “benefit” per il disagio. Mi pagavano giusto vitto e albergo, ma non la telefonata a casa (non esistevano i telefonini nel 1991). Non avevo alternative.

Nel 1980, per motivi che non sto a rievocare, ero finito nel cosiddetto “terziario avanzato”. Un modo di lavorare completamente diverso da quello della fabbrica/ufficio tradizionale, ed in questo nuovo contesto potevano sorgere, e sorgevano, forme di sfruttamento molto più sottili, sempre peggiorate nel corso del decennio della "Milano da bere".

Ma né il sindacato né la sinistra tradizionale si accorgevano di quello. Loro vivevano orientati ad un “operaio” tradizionale nella grande fabbrica o all'impiegato nella pubblica amministrazione. Non si accorgevano che da allora in poi i nuovi posti di lavoro sarebbero sempre stati più simili a quelli della “software house”?

Per questo se da un lato la destra propone schifezze inaccettabili, arroganza, volgarità, difesa dell'illegalità (es. condoni) e privilegi, insomma non è un interolocutore da prendere in considerazione, non è che la sinistra sia il punto di riferimento per la difesa dei tuoi diritti, per sperare in un domani migliore ecc... Loro contavano le "tessere" che erano sempre meno e si lamentavano che i giovani erano disimpegnati. Ma che ti tesseravi a fare se i tuoi problemi non venivano presi in considerazione? e il ciclo si chiudeva.

Un dettaglio: la canzone dice anche “Lei s'alzava all'alba/prendeva il tram,” e “Mattina e sera i tram degli operai...” Beati loro che per raggiungere da casa il posto di lavoro avevano il servizio del trasporto pubblico locale. Noi spesso dovevamo usare la nostra auto, non più uno strumento di benessere o simbolo di avanzamento sociale com'era per i nostri genitori (poco più che coetanei di Fausto Amodei) ma un costo in più, un fattore di rischio e di stress!!

martedì 5 marzo 2024

chatGPT 3.5 mi prende per i fondelli ?

 

In un mio articolo su Linkedin avevo parlato di alcuni dei test fatti sugli LLM. In realtà di test ne ho fatti di più: quelli mi sembravano i più significativi.

Una cosa evidente è che gli LLM non sanno fare i lipogrammi.

Nel test non avevo usato direttamente la parola “lipogramma” semplicemente avevo chiesto di scrivere un breve testo senza usare una certa lettera.

Qui ho provato invece a chiedere esplicitamente un lipogramma a chatGPT 3.5.

Ecco il risultato. Mi sono sentito preso per i fondelli.

Ho pensato a due scenari. 

Primo: Siccome sono evidentemente profilato nelle mie ricerche su internet, come qualunque utente – per rendersene conto basta vedere le pubblicità mirate che arrivano in base ai prodotti cercati poco prima – vuol dire che mi ha riconosciuto e risposto a tono. Ma questa profilazione “dispettosa” apre scenari distopici. Se un ricercato dalla polizia chiedess un'informazione relativa ad un percorso, l'AI potrebbe indirizzarlo proprio verso un posto di blocco per essere fermato! Oppure, peggio ancora, in una guerra inter-etnica potrebbe dare informazioni mediche errate alle etnie rivali... e via discorrendo.

Secondo: Ho scoperto un punto debole degli LLM.  I lipogrammi!  I casi sono due: 

O il punto debole rimane per cui alla domanda “Che differenza c'è tra l'intelligenza umana e quella artificiale?” la risposta sarà: “L'intelligenza artificiale non sa fare i lipogrammi”

 Oppure, presto i manager del settore faranno un enachement per coprire questa lacuna. Il costo sarà considerevle, non tanto per chi lavora (noi, i ragazzi del software siamo sempre costati poco!) ma per tutte le riunioni tra strapagati manager che prendono questa decisione strategica, pianificatori di WBS Pert e Gantt con “chi fa cosa quando”, SAL (avanzamento lavoro), colpevolizzazione dei ritardi, comunicazione della nuova feature... insomma si investiranno soldi per una cosa totalmente inutile. Perché a che cavolo servono i lipogrammi?

 

martedì 3 gennaio 2023

Effetto Dunning-Kruger a Betlemme

 


Per l'Epifania di quest'anno vorrei parlare del cosiddetto effetto Dunning-Kruger.

Ho riportato il grafico che solitamente illustra questo tema, facendo alcune personalizzazioni, ma senza toccare la linea rossa che traccia l'andamento della funzione. Vediamo sull'asse delle ascisse l'effettiva conoscenza di un certo argomento, su quello delle ordinate quanto una certa persona pensa di averne competenza.

Davanti ad un qualsiasi argomento totalmente ignoto, siamo nell'origine degli assi cartesiani. Se uno lo sente appena nominare, è consapevole non conoscerlo. Quando ne approfondisce appena la conoscenza si illude di saperne molto, ma inoltrandosi sempre di più nell'argomento scopre quanto questo sia vasto: diventa consapevole delle proprie lacune e sa che occorre tempo e lavoro per colmarle. Quindi, paradossalmente, chi ne sa solo un pochettino è convinto di padroneggiare l'argomento meglio di chi ne sa molto di più. È una situazione che dovrebbe essere ben nota a quell* che oggi si chiamano “recruiter”, ma non apro polemiche sotto le feste, anche perchè mi interessa parlare d'altro.

Già Socrate pare dicesse “so, perchè so di non sapere”, ma David Dunning e Justin Kruger fecero degli studi puntuali, con test sperimentali per avere valutazioni qualitative e quantitative su questo fenomeno. Per tali studi e la pubblicazione del saggio Unskilled and Unaware of It: How Difficulties in Recognizing One's Own Incompetence Lead to Inflated Self-Assessments nel 2000 furono insigniti del premio satirico Ig Nobel, ma a me pare che questo sia un argomento molto serio.

Torniamo Betlemme. La linea nera che ho aggiunto nel grafico, incrocia la rossa nei punti che rappresentano chi è presente davanti a Gesù Bambino: si trova in basso abbastanza nell'asse delle ordinate. 

I Pastori, solitamente considerati una classe modesta e ignorante, hanno un'unica informazione, l'annuncio degli angeli e vanno dove viene loro indicato. Nel presepe non ci sono scribi, farisei, sadducei e altri rappresentati della upper-middle-class di allora, che per aver sentito qualcosa della Torà e fatto qualche abluzione si credono a posto. Ci sono i magi, dei saggi che spingendosi nella ricerca del significato dell'esistenza, diventano consapevoli della finitezza del loro sapere di fronte all'immensità del Mistero dell'Essere e sono disposti alla fatica di un lungo viaggio

sabato 27 agosto 2022

Clavais poterbbe diventare una fisarmonica? (1 parte)

 Questo post. molto lungo per cui sarà divisto di più parti, a prima vista tocca temi solo personali, mentre questo blog vorrebbe essere di temi più generali. Non è così, potrebbe essere un'applicazione personale di quello che sociologi psicologi e antropologi chiamano "riappropriazione"


Anno 1962. I miei genitori mi pongono una domanda: "Ti piacerebbe suonare uno strumento musicale?" Siccome ero un bambino abbastanza traquillo, non ho risposto "Si, il tamburo".

Ripeto data e luogo. TORINO 1962: la mia infanzia è stata accompagnata dalle celebrazioni di Italia61. Ricordo ancora l'ovovia per Cavoretto, la monorotaia ma soprattutto la retorica patriottica di quei giorni: addirittura con le marmellatine (se ricordo bene) erano in omaggio figurine con uniformi risorgimentali. Per cui; musica = banda e nella banda i piatti e la grancassa erano quasi ridicoli, la musica la fanno i fiati e tra i fiati quelli che colpiscono la mente di un bambino sono gli ottoni (é oro quel che luce!) "Sì, la tromba!!"    

Delusione!

Mio padre spiegò che con la tromba avrei dovuto per forza suonare con qualcuno, mentre con la fisarmonica potevo eseguire brani anche singolarmente. Ma era proprio in una banda che avrei voluto suonare!

Mia mandre rincarò la dose dicendo che da adulto, quando sarei arrivato a casa stanco e arrabbiato dal lavoro, mi sarei messo a suonare e ogni "stecca" l'avrei dedicata al "capo" che mi aveva fatto arrabbiare.

Io, che sognavo di sfilare con altri, tra ali di folla che applaudiva festante, avrei dovuto suonare da solo, in casa, triste e pure sbagliando! 😢 La delusione fu tale che non feci caso al futuro da impiegato sfigato che i miei genitori si auguravano e progettavano per me. 

Sarebbe stato più onesto dire che nella scuola che frequentavo, come corso extracurricolare facoltativo, c'era una signora che dava lezioni di musica su pianoforte e fisarmonica, e siccome il piano non avevano intenzione di metterlo in casa, se mi andava l'idea di suonare la fisarmonica.

Con tutto ciò mi incuriosiva "decifrare" cosa c'era scritto sul pentagramma, maneggiare l'oggetto, accorgermi che per esempio certe note della mano destra accompagnate da certi bassi della sinistra si "armonizzavano" mentre altre "stridevano" in modo a volte sgradevole a volte divertente. 

Era una fisarmonica Settimio Soprani a 32 bassi. Tre anni dopo, siccome ho una sorella con tra anni in meno,  i miei genitori decisero di fare imparare la fisarmonica pure a lei, cosa che lei detestava totalmente, ma nella loro logica, non volevano fare torti, perchè privarla di quello che avevno offerto a me? Allora lei cominciò con la 32 bassi e mi fecero passare ad una Paolo Soprani a 80 bassi.

Verso i 13/14 anni, nell'epoca dei cantautori, del progressive rock, lasciai perdere. Verso i 20 anni mi iscrissi ad un corso di musica elettronica presso il conservatorio. Altro che fisarmonica!

Le fisarmoniche rimasero chiuse per anni in casa dei genitori. Verso i sessant'anni, stimolato da una rassegna di fisarmoniche che avevo visto a Clavais, la ripresi in mano e, magia! le basi della tecnica non le avevo dimenticate.

Occorreva però un lavoro di "riappropriazione".

(continua)


giovedì 28 luglio 2022

Clavais come metafora.


Del fatto che il mio nonno materno sia stato poco furbo, ma sostanzialmente in linea con tutti quelli della sua condizione ne ho scritto qui

Quel che è peggio è quel che ne hanno fatto le generazioni successive. Gli zii si sono limitati ad usare la casa quel tanto che bastava per trascorrere due settimane di vacanze, intessere relazioni in loco, ma ultimamente preferivano andare in albergo, sebbene continuassero a pagare la loro quota di ICI poi IMU, dichiarare il possesso nell'IRPEF ecc. Peggio sono stati i genitori che hanno speso un sacco di soldi e di energie per fare azioni che, per dirla eufemisticamente, non hanno migliorato né la casa, né l'interesse che i figli potevano avere per essa. Tralascio dettagli.

Tenendo presente che i miei genitori:

  • Hanno impedito che io seguissi gli studi che mi interessavano ed anche il piano B (insegnamento della matematica) perchè obbedissi ai loro pregiudizi.
  • Che se avessi seguito il piano B, oltre fare una cosa che avrei preferito, oggi avrei 400 Euro di pensione in più
  • Che da quando ho iniziato il lavoro ho sempre dovuto mettere un contributo in casa, e loro non avevano problemi economici, anzi! (oltre gli spechi per Barge e Clavais me ne sono reso conto quando i ladri hanno svaligiato la casa in città, l'inventario delle cose inutili e costose rubate!)
  • Che per il matrimonio, non solo non mi hanno dato una lira, ma ho dovuto pagare il rinfresco alle persone che volevo invitare io

Ora, che purtroppo gli zii hanno fatto l'ingenuità di lasciare a me la loro quota, dovrei sprecare i miei soldi e le mie energie finali a rimettere a posto i loro errori?

Non ci penso nemmeno!

Clavais è una metafora della situazione delle nuove generazioni quando le vecchie sono ripiegate su se stesse, o meglio sugli idoli che non lasciano guardare le realtà

Le nuove generazioni si trovano (vediqui) in un mondo pieno di guai e di fragilità dovute all'azione, ignorante ed arrogante dei loro nonni e bisnonni. Io posso mandare affanculo Clavais, ma i giovani potranno mandare affanculo il mondo?

giovedì 30 giugno 2022

Una lacuna nelle “User Stories”

 

In questo mio post riprendo quanto accennavo ne “Il Santo Evangelo Meditato da un Bottegaio” nel Capitolo “Vendita Olio 24x7” citando Una Cosa Divertente che non Farò mai più di David Foster Wallace, sul tema del “deliziare il cliente”.

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I “Backlog Item” si scrivono in termini di “User Stories” partendo dal ruolo “Come (ruolo), voglio (situazione + azione) → in modo da (cosa devo ottenere)”,

Esempio tipico, sempre riportato:

Come utente registrato 
voglio poter effettuare il log-in 
in modo che posso accedere alle mie informazioni personali.
 

Suppongo che i sistemi più in voga, oggi funzionanti siano implementati con le metodologie, la cultura e le formalità che io andavo esplorando una dozzina d'anni fa e i Csuit mi davano del cretino.

Domanda: E' possibile che tutti i sistemi di IA che ci profilano quotidianamente, gusti, acquisti e pregiudizi ideologici, non siano in grado di “incrociare i dati” delle “User Stories”.

Non è solo una mia impressione, ma è supportata da vari studi antropologici e sociologici: noi interpretiamo nella nostra vita ruoli diversi: figlio, studente, lavoratore, paziente in cura, acquirente, passeggero.... e via discorrendo.

 

Possibile che questi sistemi vedano i ruoli, solo come se quel ruolo che interpretiamo, fosse l'unico ruolo?

Come “personaggio che deve mangiare”
voglio “avere il delivery”
modo da mangiare all'ora che desidero la pizza ancora calda


Non sia incrociata con

Come viaggiatore in auto 
voglio viaggiare 
in modo che posso non rischiare incidenti con bici e 
monopattini che compaiono improvvisamente senza regole

e con

Come “essere umano” 
voglio “che nessuno lavori sottopagato, a rischio e precario”
in modo da offrire alla società contributi più sensati ed
avere una vita più dignitosa


oppure:

Come “viaggiatore in auto”
voglio “non aver furgoni di delivery che viaggiano come pazzi”
in modo da non rischiare incidenti


Molti “furgoni di consegne” sono elettrici, ma questo “Greenwashing ” è abbastanza stupido

  1. comunque aumentano il traffico

  2. l'elettricità si ricava pur sempre in qualche modo.

Una soluzione: sarebbe molto interessante un “Greenwashing ” di questo genere, non ovviamente per i cibi pronti, soluzione che io ammetto solo per anziani disabili, ma per la consegna di materiali non deperibili “Noi ritardiamo le consegne anche di qualche giorno, in modo da averne di più nel tuo circondario, in modo da ottimizzare i viaggi, riducendo il traffico”

Io sarei disposto 1) pianificati i miei acquisti 2) aspettare qualche giorno in più

venerdì 20 maggio 2022

N.O.T.A.V. La trama

 

In un precedente post avevo accennato di aver abbandonato l'idea di scrivere un e-book, ma ne avevo pubblicato la postfazione.

Ora ne descrivo brevemente la trama

Sarebbe stato strutturato, fino quasi verso la fine, in una serie di “strisce” che ogni tanto emergono come tormentoni

I due “addetti” che con furgone, attrezzi, tenuta antinfortunistica, non si capisce bene cosa facciano presso i tombini. Le ultime battute sono le loro. “il più anziano, il piemontese dice “Nicola, a l'è tut a post?” e il meridionale risponde “Si, Bart!”

Una ragazza russa, che parla consultando un vocabolario, dirotta un furgone della spazzatura per essere portata in un luogo chiamato Camporella. Notare che la raccolta differenziata era gestita da uno spin-off dell'AMIAT : Azienda Metropolitana Ecologia – Raccolta Differenziata Automatizzata - sigla sul furgone A.M.E.R.D.A. L'episodio della giovane donna russa aveva anche un lato autobiografico, che la recente triste situazione dal quelle parti mi ha fatto passare la voglia di pubblicare.

Un dialogo tra “occulti” sul tema della ricerca di quella pietra misteriosa dotata di poteri sublimi. Deve essere accaduto anticamente qualcosa lungo il Po, che il mito identifica nella caduta di Fetonte, per cui si trova sepolta “da quelle parti” una pietra, che sarà identificata come “Ruota del carro di Fetonte”. Cita esempi di persone che se ne sono avvantaggiate. Costantino che prima di affrontare gli avamposti di Massenzio e sconfiggerli presso Torino ebbe la visione “In Hoc Signo Vinces”: la croce sul Musinè fu eretta nel 1913 in occasione dei 1600 anni dall'Editto di Milano, promulgato appunto da Costantino. O Maometto, che devoto alla Kaaba di La Mecca, tra i suoi viaggi misteriosi - il più noto è quello narrato nel Kitab al Mirage - venne anche in Piemonte per cogliere la sapienza che lui riusciva ed trarre dalla “pietra sorella di quella di La Mecca”.


Testimonianze di Maometto in Piemonte, oltre al bosco a lui dedicato presso Borgone di Susa – ove si trovano anche ruote di pietra – c'è la testimonianza di Dante. Nella Divina Commedia  Maometto chiede a Dante, che quando sarà tornato in terra, avverta fra Dolcino di fare attenzione alla neve sulle Alpi piemontesi: non avrebbe avuto senso se Maometto non fosse stato in Piemonte! Scomodo anche  Gustavo Rol, il Musinè, Peter Kolosimo, San Michele, il mulini di Clarea – ruote di pietra pure essi – il TAU di Sant'Antonio di Ranverso (in latino non c'è differenza tra U e V!) ed altro....

Un racconto parodiato e goliardico della caduta di Fetonte che vorrei riportare in seguito per intero

Il Signor Pautasso. Pensionato che faceva volontariato presso un centro di ascolto, frequentato spesso da immigrati stranieri. Lui però, di sua iniziativa, organizzava per loro, gite turistiche alla ricerca delle “stranezze di Torino”. Credevo di essere originale ma poi ho visto questo sito...  Comunque Suor Minerva, la responsabile del centro se ne accorge e capisce il suo desiderio di raccontare e allora lo invita ad organizzare per tutti, una gita per vedere “qualcosa di bello”. La scelta cade sulla Sacra di San Michele.

 La Signora Pautasso, moglie del signor Pautasso. Una donna corpulenta, dotata di una voce potente, appassionata di musica, canta anche in un piccolo gruppo folk piemontese. Dopo la visita alla Sacra, il gruppo fa sentire ai nuovi piemontesi, alcune musiche e canti tradizionali. Purtroppo la Signora Pautasso, involontariamente da il segnale dello scontro finale. Intona una canzone che inizia con “L'ero tre fiette ven-o da Lion, ven-o da Lion, traversan la riviera....” ma la ripetizione dei due Lion, con quelle note lì, ai piedi della Sacra, fa scattare l'Armageddon sulla bassa valle. Sveglia i 400.000 ufficiali borbonici rinchiusi nel forte di Fenestrelle che escono dai cunicoli presso Avigliana, i droni che buttano scie chimiche si concentrano da tutta Europa sulla bassa valle... e via di questo passo....

 

 

 

venerdì 6 maggio 2022

N.O.T.A.V. (Novus Ordo Templariorum Antiquum Vindicabit)

 

Circa cinque anni fa, inorgoglito dal successo di Kamasutra per la Terza-Età e non spaventato dell'insuccesso di Il Santo Evangelo meditato da un Bottegaio , iniziai a scrivere un testo che avrei intitolato 

N.O.T.A.V (Novus Ordo Templariorum Antiquum Vindicabit) 

in cui si sarebbe narrato del vero motivo tra chi sostine la necessità di fare il TAV e i suoi oppositori: una lotta tra sette esoteriche! Tra chi vuole trovare la ruota del carro di Fetonte e chi, sapendo già usare la sua forza, vuole tenerla nascosta all'umanità. 

Il fatto stesso che la linea si chiamasse TAV come Tavo o Tavino, il nome familiare di Gustavo Adolfo Rol, celebre sensitivo (o ciarlatano) torinese, che unisse due città magiche, che tagliasse la retta di San Michele, proprio in prossimità del punto centrale, che passasse vicino al Musinè con tutto quello che comporta... e poi solo saltabeccando su internet ho trovato tanti di quei riferimenti... che ad un certo punto ho avuto paura di indovinare qualcosa. Comunque sia quello che sta succedendo in Ucraina mi ha fatto passare la voglia di scherzare ed ho desistito dall'impresa.

Però, per rispondere a tanti interventi sui social, penso sia cosa utile almeno copiare qui quello che ho scritto nella postfazione

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Postfazione

Perché ho scritto codeste corbellerie? Per adeguarmi. Perché quasi tutto quello che ormai da anni, sento dire sul tema TAV, mi sembra una gran fesseria.

Dico subito che mi reputo un NOTAV in giacca e cravatta anche se raramente indosso la cravatta perché d'estate preferisco le polo e d'inverno sulle camicie metto maglioni che nascondendole, rendono inutili le cravatte. Meglio ancora: mi definirei un SI TAV, ma ad una condizione descritta benissimo in un articolo di Ugo Arrigo sul sito dell'Istituto Bruno Leoni nel 2012. 

A quell'articolo, che non riporto ma ne rimando la lettura per chi fosse interessato, si potrebbero fare obiezioni di questo genere: accettando questa logica non si sarebbero fatti ospedali, scuole, fognature, asfaltato strade e via discorrendo nei quartieri poveri. Non sono d'accordo. Certi interventi dello Stato, cioè fatti con i soldi della tassazione progressiva, sono una forma di ridistribuzione per smussare le disuguaglianze sociali: sono interventi di cui ne possono beneficiare 

  • 1) con certezza
  • 2) una grande percentuale della popolazione.

 Invece gli interventi cui

  •  2) pochi ne beneficeranno direttamente 
  • 1) non è chiaro con che probabilità ci saranno ricadute positive per tutti,

OK! Si facciano pure, ma il rischio se lo accolli il privato, l'investitore visionario, l'Elon Musk in questione, non la collettività. 

Chi vuole il TAV si chiama fuori dalla logica della democrazia occidentale che vede l'alternanza dialettica tra socialdemocrazia - spendere soldi sì, ma per alzare il livello minimo del benessere dei ceti inferiori attraverso il welfare - e il liberalismo - lo stato deve spendere il meno possibile per lasciare all'investitore privato che sa fare generalmente meglio i calcolo costi/benefici e comunque se sbaglia sono affari suoi.

Anche il mondo NOTAV a volte mi lascia perplesso, perché invece di porsi come razionali ragionieri del denaro pubblico; invece di ostentare una visione proiettata verso un futuro digitale e biomolecolare non più lamiera e ciminiera, si presentano come un mix di barotti retrogradi, fricchettoni da centri sociali e vetero-marxisti. 

Tutto il rispetto per questa categoria di persone, ma non sono certo quelle che possono attirare intorno a loro un'aggregazione positiva di tutti quelli che preferirebbero, come me, che le loro tasse servano a fornire servizi certi a tutti (socialdemocratici) o a chi al limite preferirebbe meno tasse (liberali).

 Fui molto colpito quando Nicoletta Dosio fu arrestata. Rimasi ammirato dal coraggio di quella donna non più giovane e le scrissi anche una lettera in carcere per dirle questo. Ma certi suoi discorsi vetero-marxisti non riescono a scaldare i cuori se non ad una piccola percentuale della popolazione.

Il TAV sarà una iattura per le generazioni future, perché fatto a debito che loro dovranno pagare, dovranno fare manutenzione e dovranno fare correre i treni “sottocosto” se vorranno che qualcuno lo usi.

Ma che ci vuoi fare? Da quando Helmuth Karl Bernhard von Moltke usò le  ferrovie per spostare le truppe e sconfiggere i nemici, nessun politico osa mettere in dubbio la sacralità dei binari: oggi, che la guerra non va più di moda, si dice che il treno è più ecologico. Quindi le mie corbellerie sono in buona compagnia.