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martedì 6 febbraio 2024

You are old Father William

 

Nel 1979 all'Università avevo seguito il corso di Elaborazione dell'Informazione Non-Numerica, tenuto da compianto prof. Piero Torasso. Quello per lui era il primo anno che teneva un corso universitario. Corso interessantissimo: concetti teorici, metodi, algoritmi ed altri fondamenti di quello che oggi va nel calderone dell'Intelligenza Artificiale. Tesi di laurea sul tema del riconoscimento del parlato. Peccato che, ora di cercare lavoro “il mercato” chiedeva “Ma sai programmare in COBOL?” e altre amenità simili. Oggi tutti parlano e sparlano di Intelligenza Artificiale e io sono vecchio. 

Quando ero giovane consideravo la bicicletta come un mezzo razionale di spostamento per medi percorsi urbani. Più economico e veloce che attendere il tram, più economico e spesso più veloce dell'auto. Ovviamente bel tempo e percorsi diurni. Ero molto criticato per questo. La bicicletta era per molti un oggetto da caricare in auto per giri fuori città. Un altro problema era la cattiva educazioni degli automobilisti. Oggi a Torino stanno facendo ciclopiste. Spesso sono malfatte, ma tant'è! La bici è considerata un mezzo di trasporto per tragitti urbani. Io però sono vecchio!

 Una volta (primi anni 90) in tram incontrai il prof. Leonardo Lesmo, anche lui un giovane docente quando io ero studente e anche lui prematuramente scomparso. Lo salutai; non si ricordava di me, infatti non sono mai stato suo allievo. Chiacchierammo un po' ed il tema cadde su quanti dati si producevano nei processi aziendali, soprattutto se legati al monitoraggio degli impianti e flusso dei prodotti, oppure nei sistemi di controllo ferroviario e venivano letteralmente “buttati” mentre magari potevano essere utilizzati come analisi per la manutenzione preventiva delle singole componenti... oggi i dati sono il nuovo petrolio, e io sono vecchio.

 In una prima fase del lavoro ero scapolo e più che accumualre soldi in un periodo dell'inflazione a due cifre, mi interessava sia lavorare su temi “interessanti”, sia avere del tempo per me. Poi gli inizi del matrimonio non furono “lisci” e ci tenevo avere del tempo per gestire anche problemi famigliari. Cioè volevo fare il più possibile nelle 8 ore (ci stava tutto ed avanzava!) e non diluire il tempo in straordinari non pagati. Facevo anche trasferte che mi pesavano molto. Oggi sento parlare sui social dell'esigenza di bilanciare il lavoro con la famiglia e la vita extra-lavorativa, settimane di quattro giorni, smart-working e simili cose che avrei apprezzato molto. Però oggi io sono vecchio e in pensione

Nel notare un notevole spreco dell'impegno del tempo e della cultura di chi lavorava, soprattutto in un contesto (ne ho scritto qui), mi sono imbattuto nell' agile manifesto, mi sono certificato a mie spese ScrumMaster , ho vinto una copia e recensito Management 3.0 , ma non ho avuto nessuna opportunità di lavoro, finchè non sono andato in pensione. In pensione perchè  io sono vecchio .

Ma c'è di più. Nel lontano 1975 quando la falsa invalida ed il tangentista raccomandato da un massone mi avevano impedito sia di studiare quello che mi interessava, sia di fare un'esperienza a cui avrei tenuto molto, ovviamente ho pensato al suicidio. Quella volta l'idea l'ho superata grazie agli incontri con due “sorelle maggiori simboliche” e anche altri loro amici... ma soprattutto mi sono messo a leggere da Roberto Vacca al rapportoMeadows cioè coloro che sostenevano che “andando avanti così, saremmo finiti male”. Non ero io a dover morire, era questo mondo di merda che sarebbe morto! Oggi è sotto gli occhi di tutti che quelle previsioni “catastrofiste” di allora sono reali: se non proprio così come le prevedevano, forse peggio, anche se il sistema massmediatico le nega o le ridicolizza in un insulso politically correct. Mi sento vicino ai giovani con eco-ansie. Mi considero l'antesignano dei Gretini. Mi sento giovane!

 

giovedì 28 luglio 2022

Clavais come metafora.


Del fatto che il mio nonno materno sia stato poco furbo, ma sostanzialmente in linea con tutti quelli della sua condizione ne ho scritto qui

Quel che è peggio è quel che ne hanno fatto le generazioni successive. Gli zii si sono limitati ad usare la casa quel tanto che bastava per trascorrere due settimane di vacanze, intessere relazioni in loco, ma ultimamente preferivano andare in albergo, sebbene continuassero a pagare la loro quota di ICI poi IMU, dichiarare il possesso nell'IRPEF ecc. Peggio sono stati i genitori che hanno speso un sacco di soldi e di energie per fare azioni che, per dirla eufemisticamente, non hanno migliorato né la casa, né l'interesse che i figli potevano avere per essa. Tralascio dettagli.

Tenendo presente che i miei genitori:

  • Hanno impedito che io seguissi gli studi che mi interessavano ed anche il piano B (insegnamento della matematica) perchè obbedissi ai loro pregiudizi.
  • Che se avessi seguito il piano B, oltre fare una cosa che avrei preferito, oggi avrei 400 Euro di pensione in più
  • Che da quando ho iniziato il lavoro ho sempre dovuto mettere un contributo in casa, e loro non avevano problemi economici, anzi! (oltre gli spechi per Barge e Clavais me ne sono reso conto quando i ladri hanno svaligiato la casa in città, l'inventario delle cose inutili e costose rubate!)
  • Che per il matrimonio, non solo non mi hanno dato una lira, ma ho dovuto pagare il rinfresco alle persone che volevo invitare io

Ora, che purtroppo gli zii hanno fatto l'ingenuità di lasciare a me la loro quota, dovrei sprecare i miei soldi e le mie energie finali a rimettere a posto i loro errori?

Non ci penso nemmeno!

Clavais è una metafora della situazione delle nuove generazioni quando le vecchie sono ripiegate su se stesse, o meglio sugli idoli che non lasciano guardare le realtà

Le nuove generazioni si trovano (vediqui) in un mondo pieno di guai e di fragilità dovute all'azione, ignorante ed arrogante dei loro nonni e bisnonni. Io posso mandare affanculo Clavais, ma i giovani potranno mandare affanculo il mondo?