Nelle vacanze natalizie 2014-2015 ebbi l'idea di cimentarmi nel
provare una piattaforma che permette di scrivere e-book e metterli
in vendita sulle principali librerie on-line. Qui ci sono alcuni
link delle librerie in cui è in vendita.
http://www.amazon.it/Kamasutra-per-Terza-Roberto-Bera-ebook/dp/B00RUNN4WG/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1454957730&sr=1-1
http://www.amazon.it/Kamasutra-Terza-Et%C3%A0-Roberto-Bera-ebook/dp/B00RUNN4WG
http://www.mondadoristore.it/Kamasutra-per-la-Terza-Eta-Roberto-Bera/eai978605034724/
https://www.bookrepublic.it/book/9786050347241-kamasutra-per-la-terza-eta/
http://www.ibs.it/ebook/Bera-Roberto/Kamasutra-per-la/9786050347241.html
Non è stato un grande successo editoriale, avrei dovuto capire che
scrivere non fa per me.
Invece NO! E' pronto un nuovo testo, questa volta molto più
professionale. Sono cinque racconti ognuno di questi correlato ad un
baco software, di quali effetti causava e di come è stato trovato. Gli
episodi vanno dal 1984 al 2006, un vero ritorno indietro nel tempo
per i vecchi programmatori.
Ma mi manca la copertina!
Vi chiedo di una proposta per una copertina in formato png o jpg.
All'autore di quella che utilizzerò, completa o modificata, invierò
una copia PDF del testo completo.
Inoltre a tutti quelli che dalla pagine precedentemente
visualizzate, invieranno un messaggio via twitter o facebook ai loro
follower e me lo notificheranno con uno screeshot a questa mail,
invierò il paragrafo "Lo scaravoltone" tratto dal nuovo testo sui
bachi del software.
"Giovane di lungo corso" si riferisce ad una battuta che pare abbia fatto l'on. Bersani. A chi gli diceva di fare spazio ai giovani nel partito lui rispose "Ci vogliono sì giovani, ma giovani di lungo corso!" Non è un blog di politica in senso stretto. Seguendolo si capirà perchè io mi sento un giovane di lungo corso.
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domenica 14 febbraio 2016
Offro il libro (PDF) in cambio di una copertina...
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venerdì 26 giugno 2015
Ignoranza socratica?
Era da molto che non scrivevo più nulla sul blog.
In effetti sono successe molte cose da commentare, ma non ho avuto il tempo per fare commenti che non fossero poco più che banali.
Mi sarebbe piaciuto commentare il fallimento di Renzi a proposito della dal lui detta "buona scuola" a partire dalla gestione degli Stakeholder Management come è indicato nel PMBok 5° edizione.
Non ho avuto tempo.
In questo breve lasso di tempo vorrei fare alcune considerazioni sul cosiddetto motto socratico "so perchè so di non sapere". Io non so il greco ma mi fido della logica,e deduco che la traduzione poteva aver senso se fosse stata "conosco perchè sono consapevole di non conoscere". Infatti la parola "sapere" ha lo stesso etimo di "sapore", cioè il sapere implica una "valutazione". Sapere è "conoscere il sapore" o "essere capaci di recepire il gusto di una cosa" ovviamente "gusto" e "sapore" vanno intese in senso figurato. Ma dai discorsi di Socrate invece sembra che la conoscenza sia la capacità di formalizzare la conoscenza che uno ha in modo effettuale, in modo dialettico-verbale. Se "conosco come" fare una cosa lo dimostro con il fatto che "questa funziona". Perchè devo descriverla verbalmente? E' ovvio che facendo così, come un qualsiasi ripensamento sul proprio operare, possono emergere nuove idee, ma perchè è così importante la formalizzazione verbale?
In "Antifragile" si legge un pesante critica a questo atteggiamento Socratico.
L'agile manifesto parla di "working software over comprehensive documentation". Anche anti-socratico?
Per quanto riguarda il "sapore" invece, nessun cenno nella filosofia socratica.
In effetti sono successe molte cose da commentare, ma non ho avuto il tempo per fare commenti che non fossero poco più che banali.
Mi sarebbe piaciuto commentare il fallimento di Renzi a proposito della dal lui detta "buona scuola" a partire dalla gestione degli Stakeholder Management come è indicato nel PMBok 5° edizione.
Non ho avuto tempo.
In questo breve lasso di tempo vorrei fare alcune considerazioni sul cosiddetto motto socratico "so perchè so di non sapere". Io non so il greco ma mi fido della logica,e deduco che la traduzione poteva aver senso se fosse stata "conosco perchè sono consapevole di non conoscere". Infatti la parola "sapere" ha lo stesso etimo di "sapore", cioè il sapere implica una "valutazione". Sapere è "conoscere il sapore" o "essere capaci di recepire il gusto di una cosa" ovviamente "gusto" e "sapore" vanno intese in senso figurato. Ma dai discorsi di Socrate invece sembra che la conoscenza sia la capacità di formalizzare la conoscenza che uno ha in modo effettuale, in modo dialettico-verbale. Se "conosco come" fare una cosa lo dimostro con il fatto che "questa funziona". Perchè devo descriverla verbalmente? E' ovvio che facendo così, come un qualsiasi ripensamento sul proprio operare, possono emergere nuove idee, ma perchè è così importante la formalizzazione verbale?
In "Antifragile" si legge un pesante critica a questo atteggiamento Socratico.
L'agile manifesto parla di "working software over comprehensive documentation". Anche anti-socratico?
Per quanto riguarda il "sapore" invece, nessun cenno nella filosofia socratica.
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mercoledì 8 gennaio 2014
Project Manager senza saperlo : Papa Francesco
Ho affrontato la lettura dell' Evangelii Gaudium, devo ammettere, più che per zelo religioso, perchè incuriosito dalle polemiche sorte negli USA sulla frase in cui il Papa afferma che la teoria delle "ricaduta favorevole" non è supportata da sufficienti esempi concreti.
Oggi ho visto questo bellissimo articolo che secondo me andrebbe letto e meditato, anche dai soci della CdO, che pure fanno riferimento al giornale on-line su cui è stato pubblicato.
Confortato da questo articolo vorrei commentare, anzichè il punto 54 che a causato tante polemiche, al punto 82 in cui mi sembra veramente delle lesson learned in un progetto.
(Domanda teorica: Possiamo paragonare l'annuncio del vangelo ad un progetto? Secondo il significato comune del termine, cioè un qualcosa di pensato a tavolino e poi realizzato seguendo precise procedure, NO, ma nel senso della definizione del PMBOK, cioè "unico" e "definito nel tempo" ... be' pare di sì, ma non mi dilungo su questo.)
Il punto 82 parla di "doveri" che stancano più di quanto sia ragionevole ... "non si tratta di una fatica serena, ma tesa, pesante, insoddisfatta ed in definitiva non accettata" Ma chi un un progetto, magari in 730§351, non si è trovato in queste condizioni?
Il Papa analizza: alcuni vi cadono perchè :
- portano avanti progetti irrealizzabili (ricordano i sacri testi del PM che un obiettivo deve essere S.M.A.R.T.)
- non accettano la difficile evoluzione dei processi (vedi accettare il cambiamento dell'agile manifesto) e vogliono che tutto cada dal cielo (immagino che i progetti vengano eseguiti così come pensati, senza modifiche in corso d'opera)
- si attaccano ad alcuni progetti o "sogni" coltivati nella loro vanità.
- hanno perso il contatto con la gente (il PMBOK 5 dedica una parte alla gestione degli stakeholder!)
- non sanno aspettare e vogliono dominare il ritmo della vita. Sulla formulazione di questa frase forse ci sarebbe da discutere, ma ho presente PM "impazienti" che creano più stress che facilitare il compito di chi deve lavorare.
Be' si potrebbe dare al Papa una certificazione ISIPM-Base Honoris causa?
Oggi ho visto questo bellissimo articolo che secondo me andrebbe letto e meditato, anche dai soci della CdO, che pure fanno riferimento al giornale on-line su cui è stato pubblicato.
Confortato da questo articolo vorrei commentare, anzichè il punto 54 che a causato tante polemiche, al punto 82 in cui mi sembra veramente delle lesson learned in un progetto.
(Domanda teorica: Possiamo paragonare l'annuncio del vangelo ad un progetto? Secondo il significato comune del termine, cioè un qualcosa di pensato a tavolino e poi realizzato seguendo precise procedure, NO, ma nel senso della definizione del PMBOK, cioè "unico" e "definito nel tempo" ... be' pare di sì, ma non mi dilungo su questo.)
Il punto 82 parla di "doveri" che stancano più di quanto sia ragionevole ... "non si tratta di una fatica serena, ma tesa, pesante, insoddisfatta ed in definitiva non accettata" Ma chi un un progetto, magari in 730§351, non si è trovato in queste condizioni?
Il Papa analizza: alcuni vi cadono perchè :
- portano avanti progetti irrealizzabili (ricordano i sacri testi del PM che un obiettivo deve essere S.M.A.R.T.)
- non accettano la difficile evoluzione dei processi (vedi accettare il cambiamento dell'agile manifesto) e vogliono che tutto cada dal cielo (immagino che i progetti vengano eseguiti così come pensati, senza modifiche in corso d'opera)
- si attaccano ad alcuni progetti o "sogni" coltivati nella loro vanità.
- hanno perso il contatto con la gente (il PMBOK 5 dedica una parte alla gestione degli stakeholder!)
- non sanno aspettare e vogliono dominare il ritmo della vita. Sulla formulazione di questa frase forse ci sarebbe da discutere, ma ho presente PM "impazienti" che creano più stress che facilitare il compito di chi deve lavorare.
Be' si potrebbe dare al Papa una certificazione ISIPM-Base Honoris causa?
martedì 28 dicembre 2010
Project management esistenziale
Secondo il PMBOK un progetto deve avere le seguenti caratteristiche:
- essere delimitato nel tempo: non importa quanto, ma deve avere un inizio ed una fine (cap 1.2.1)
- deve avere un carattere di unicità. (cap 1.2.2)
- essere delimitato nel tempo: non importa quanto, ma deve avere un inizio ed una fine (cap 1.2.1)
- deve avere un carattere di unicità. (cap 1.2.2)
Anche l'esistenza di ognuno di noi ha queste caratteristiche.
1)realizza i requisiti
2)nei tempi previsti
3)con il budget previsto.
Sempre nell'ambito del Project management, alcuni autori ( vedi The Art of Agile Development James Shore and Shane Warde) contestano questo approccio che sa tanto di “l'operazione è riuscita ma il paziente è morto".
Il successo di un progetto è dato da un mix di fattori, non incompatibili fra loro: soddisfazione personale, eccellenza tecnica, valore aggiunto per l'organizzazione.
Se, come abbiamo appena detto, la nostra esistenza ha le caratteristiche di un progetto, quale potrebbe essere la definizione di successo? Quella classica del PMBOK (diploma a 19 anni con la votazione di almeno xxx, laurea a ... con la votazione di almeno ..., lavoro entro ... mesi, promozione entro .... e via discorrendo)? Se avessi adottato questa metrica avrei già dovuto spararmi un colpo diverse volte. Purtroppo a molta gente tale balzana idea viene in mente.
Più interessante è tentare di applicare la seconda metrica. Applicare questi indicatori alla vita personale (soddisfazione personale, eccellenza nelle attività quotidiane e valore aggiunto per le persone che ci stanno intorno) non è affatto impossibile in qualsiasi situazione umana, anzi rende la vita più avvincente.
Se di quest'anno non invio altri post, buon anno!
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