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lunedì 9 dicembre 2013

Top Ten - I libri più importanti.

Da questa mia top ten escludo "La Bibbia", gli elementi di Euclide, la letteratura latina di Concetto Marchesi e tutti gli altri testi più di "consultazione" che di lettura continuativa.

Escludo anche "Il Senso Religioso" di Luigi Giussani.. La lettura di quel testo non è stata per me una lettura solitaria, ma nel contesto di un gruppo di persone che si trovava più o meno settimanalmente per leggerne insieme qualche brano, confrontarsi etc.. Sono nate discussione ed amicizie e che rendono quella lettura un unicum nella mia vita. 
Entrano quindi in classifica 
1) Harvey Cox. La seduzione dello spirito. Lo lessi verso i 18 anni. Per molti anni ho ricordato solo l'erlebnis della città di Malvern, più volte citato in questo blog. Fu un libro che segnò la mia esistenza. Magari ne riparlerò in un altro post.
2) Vaclav Havel. Il Potere dei senza potere. Ho già citato un questo blog l'autore, ma non il testo.
3) Vassilij Grossman. Vita e Destino. Il "Guerra e Pace" del XX secolo. Un libro lunghissimo ed affascinante. Ne ho già citato un piccolo particolare.
4) Jerome K Jerome. Considero i tre libri letti (Tre uomini in barca, Tre uomini a zonzo e I pensieri oziosi di un ozioso) come un unico testo. Uno sguardo ironico e positivo sulla vita. Se poi consideriamo che, parlando dei tedeschi, con il loro rispetto per l'autorità costituita, la loro capacità di realizzare quanto viene loro ordinato e il loro scarso spirito critico, dice "Pensate un po' se un pazzo prendesse il potere in Germania, cosa accadrebbe!" anticipando quello che poi sarebbe successo... be', un umorista vale di più di molto studiosi di politica.
5) Fëdor Dostoevskij - Delitto e castigo. E' pazzesco leggere un giallo in cui si sa all'inizio chi è l'assassino? No! Uno dei libri più belli che abbia letto (sebbene la figura di Sonia sia un po' idealizzata) è un libro eccezionale!
6) Alessandro Manzoni. I promessi sposi - Ho già parlato anche di questo.
7) Dante. La divina commedia. Purtroppo conosco meglio l'inferno, del purgatorio e paradiso un po meno. Grazie a Roberto Benigni e Franco Nembrini (che si sono conosciuti) è ritornato ad essere un opera "in lingua volgare".
8) Jurgen Appelo. Management 3.0 Un libro molto interessante, ma soprattutto per  me, in un momento di "demotivazione" assoluta, l'opportunità di vincere qualcosa e di veder pubblicato su una rivista "importante" qualcosa di mio. Insomma, senza saperlo, l'autore ha permesso di portare la mia autostima sopra il livello di sicurezza.
9) Kenneth W Thomas Intrinsic motivation at work. Rimando la recensione a quanto ho scritto qui.
10) Raspe. Il Barone di Muchausen. L'edizione illustrata e ridotta per ragazzi, fu la lettura più bella della mia infanzia.

sabato 13 ottobre 2012

Il mio pantheon laico (e virtuale)

Non ho molto tempo in questo periodo e quindi non riesco a fare un post molto "ragionato" e documentato.
Quindi faccio un post un po' estemporaneo: il mio pantheon, cioè un elenco di personaggi che in qualche modo mi affascinano.
Ovviamente, data la mia cultura cattolica e piemontese doc, al primo posto ci sarebbe don Bosco, che fin da piccolo, e anche nei momenti in cui mi sono sentito più lontano dalla tradizione cattolica, l'ho sempre considerato un "tipo tosto". Poi don Giussani e Giovanni Paolo II, ma lascierei perdere le persone che in qualche modo hanno contribuito a farmi conoscere il cristianesimo, per evitare un discorso complicato e ... per scherzare con i fanti lasciando stare i santi....
Pantheon laico:
Al primo posto ci metto, come si è gia potuto intuire in questo blog Vaclav Havel, un uomo colto, mitteleuropeo, affascinante ma nello stesso tempo semplice e alla mano. Un uomo che ha saputo rischiare personalmente per la verità e la libertà.
Un altro personaggio che mi ha sempre affascinato era Alexander Langer. Anche lui una persona sensibile, intelligente capace di buttarsi di pesona, con una visione della politica di cui oggi sentiamo la mancanza. A volte penso i suoi ultimi momenti... credo nella misericordia di Dio.
Al terzo posto metto Bulat Okudzhava, un cantautore russo un De Andrè e che però ricorda in certe canzoni il nostro Sergio Endrigo. Uno che ebbe una vita molto difficile: figlio di dirigenti del partito comunista caduti in disgrazia ai tempi di Stalin. Faceva canzoni molto "intime" ed aveva un discreto successo, anche se sempre "border-line" rispetto al regime. Non era un dissidente, ma "evocava" le componenti "ufficialmente rimosse" della psiche umana: la nostalgia, il rimpianto per le occasioni mancate, la paura... evocava "l'umano" ed questo fa sempre insospettire il potere. Col regime andava con i piedi di piombo. Diceva che la sua musa era Ironia.
Vi sono due personaggi nei cui panni mi piacerebbe essere stato. Anche se "lucidamente" considero la loro azione se non eticamente riprovevole,  almento lontana dalla mia scala di valori, ma mi sarebbe piaciuto essere al posto loro:
Lorenzo il Magnifico e l'assessore Giorgio Balmas.
Mi piacerebbe tantissimo "comandare de facto" senza mai "comandare de iure": sono altri quelli che decidono, ma decidono sempre quello che voglio io, come di fatto fu per Lorenzo il Magnifico.
Invece per l'assessore Balmas, ritengo che sarebbe fantastico, come riuscì a fare lui, poter fare il mecenate con il denaro altrui! Lucidamente ritengo la politica della giunta Novelli una schifezza, uno spreco di denaro pubblico, una miopia destinata alla carriera di Novelli all'interno del PCI (carriera che di fatto non fece). Ma soldi buttati per soldi buttati, la competenza musicale di Balmas era notevole ed i sui gusti musicali ottimi.

Pantheon virtuale
Tra tutti i romanzi letti, quale personaggio ho amato di più?  Il Capitan Grekov, difensore del 6/1 nell'assedio di Stalingrado, nel romanzo Vita e Destino.
Tra tutti i film visti che personaggio avrei voluto essere ? Victor, il simpatico zingaro falsario ricettatore e virtuoso del violino nel film Il concerto di Radu Mihăileanu

venerdì 23 dicembre 2011

Děkuji vám, Mistře!

In questi giorni mi sono accadute molte cose, non proprio facili, su cui avrei un romanzo da scrivere. Ma in questo momento si sono appena svolti i funerali di Vaclav Havel, un personaggio che ha segnato la mia vita e che considerero un maestro.
Ritengo quindi importante ringraziarlo.
 (mi fido del traduttore di google, se qualche amico boemo trovasse che è sbagliato, mi corregga pure)

Děkuji vám, Mistře!
Díky, Václav Havel!


L'immagine in alto è quella della lettera che avevo scritto quando avevo saputo dell'arresto di Havel e, arrivata probabilmente insieme a centiania di altre dal tutto il mondo, rifiutata e rispedita al mittente, che l'ha conservata. L'immagine a fianco è quella di uno dei pochi testi di Havel che allora si potevano trovare in Italia.