Non sto parlando di uno stereotipo dei gialli (tra l'altro non ricordo di aver letto gialli in cui l'assassino fosse un maggiordomo!) .
Il maggiordomo, conoscendo bene la dimora dei proprietari e potendosi muovere liberamente in questa, ha una capacità di spaziare in luoghi che altri sospettati non hanno, e così attira su di sè i sospetti dei lettori. Poi, come ho detto, il giallo finisce sempre che il maggiordomo non c'entra nulla.
Qui mi riferisco ad un testo che non ricordo più nè dove nè quando ho letto, che vede nei maggiordomi e nei portuali i due estremi opposti della situazione sociale generata della professione.
I portuali vivono in un luogo ben definito. Durante la giornata lavorativa vedono altri portuali. Magari con mansioni e paghe diverse, ma sempre lavoratori del porto. Com'era tradizione prima del "mito" della flessibilità, le persone tendenzialmente cercavano casa in modo da ottimizzare il tempo per raggiungere il posto di lavoro, quindi probabilmente gran parte dei vicini di casa erano a loro volta impiegati al porto. I portuali abitualmente non vedevano nè gli armatori nè i proprietari della merce che veniva inviata o arrivava al porto, nè i mittenti nè i destinatari. Vedevano solo altri portuali. I loro problemi erano quelli della vita del porto. Comunivavano tra loro in un "gergo" specifico. (A parte l'ipotesi di abitare in un quartiere vicino, la stessa cosa potrebbe dirsi anche per i softwaristi!)
Il maggiordomo invece vede raramente altri maggiordomi. Magari nelle "grandi famiglie" vede la cuoca, il giardiniere, l'autista ecc... Vede spesso i "padroni": il loro modo di vivere, le loro abitudini, il loro lessico, la loro estetica, i loro valori diventano il suo paradigma di riferimento.
Nella socità italiana trovo, anche se non ho i numeri del sociologo, che ci sia una forte "maggiordomizzazione". Cioè molta gente si impersonifica in categorie sociali a cui non appartiene e queste categorie sono di un livello di possibilità economiche decisamente superiore, piuttosto che cogliere la propria situazione.
Esempio cretino ma evidente. Patrimoniale: quante persone che sono ben al di sotto di una soglia che potrebbe impensierirli, si spaventa solo al sentirne parlare.
Cause? Non saprei, forse televisione prima, influencer poi.
Torniamo al titolo del post: perché questi maggiordomi sono "assassini"?
Innanzitutto sono assassini di sè stessi.
Poi Sono "assassini" dei propri simili, perchè non riconoscendoli come tali - loro tendono a sentirsi superiori, o proiettarsi in una superiorità da raggiungere - non sviluppano reti di solidarietà. Sono assassini perché i processi di astrazione, o alienazione, rendono li meno "empatici" (parola che trovo abusata, ma ogni tanto serve!)












