Premesso che il fatto che un governo
sia longevo di per sé non è né un bene né un male.
Premetto anche che qui non esprimo
giudizi politici o morali sui governi che cito.
Mi riferisco semplicemente a sensazioni
che mi ritornano dalla lettura dei testi di Nassim Nicholas Taleb,
matematico e opinionista libanese greco-ortodosso trapiantato in USA.
In particolare ai libri “Il cigno nero” e “Antifragile”
Sarebbe lungo riassumere i concetti di
questi due ponderosi testi in poche pagine, ma il punto era che in un
sistema complesso, non monolitico, piccole scosse possono
modificarlo “in meglio” mentre grandi scosse lo
distruggono. Invece i sistemi non-antifragili, le “piccole”
scosse non danno nessun miglioramento, e le “grandi” distruggono.
Anche un po' per il mio hobby di
etnomusicologo, vedo come certe musiche, balli e feste tradizionali se
sopravvivono alla falce del tempo, è perché introducono piccoli
cambiamenti, che non stravolgono il senso originario, ma lo esprimono
nel contesto culturale del momento.
Cosa debba intendersi per piccole,
grandi, miglioramento … beh è un po' complesso, ma procediamo
Guardiamo alla cosiddetta “prima
repubblica”.
Abbiamo di fatto avuto cinque governi,
di cui tre durati una decina d'anni.
I governi di centro sono durati dal
1948 alla vigilia del famigerato governo Tambroni del 1960.
Durante questo governo, che era sorto da
“riadattamenti” del centro troppo verso destra, vi funrono
scontri violenti, con anche dei morti ricordati da questa canzone.
Da qui il centro-sinistra, dove l'asse
portante era l'accordo tra i democristiani e i socialisti, nelle loro
varie edizioni.
Questo governo durò, mal contati,
un'altra decina abbondante di anni.
Fu seguito dall' “Unità Nazionale”
a cui fece seguito il cosiddetta “pentapartito” o CAF (Craxi-
Andreotti-Forlani) che durò altri dieci anni buoni, fino alla fine
della prima repubblica.
E' vero che spesso cadevano, cambiavano
i nomi dei presidenti del consiglio, i ministri e sottosegretari si
scambiavano ufficio. C'erano i governi balneari, i monocolore di breve
durata, ma erano piccoli aggiustamenti di rotta, verso una direzione
ben definita.
Per dirla da ScrumMaster, cambiava qualche TeamMember, ma il ReleaseGoal rimaneva lo stesso.
Ricordiamo che allora c'era un'ampia
partecipazione al voto, un sistema senza premi di maggioranze e di
fatto i governi si adattavano agli equilibri degli “stakeholder”
della società italiana. Questi equilibri non necessariamente erano
il risultato di nuove elezioni, ma elezioni locali che davano segnali
all'equilibro tra i partiti o correnti DC; congressi interni dei
partiti che ne mutavano gli equilibri; pressioni esterne.
Nonostante quello che si diceva allora
c'era maggior aderenza tra il paese reale e il paese legale. Che poi
“legale” non avesse sempre un valore positivo, come ho scritto
all'inizio, in questo post non emetto giudizi di valore.
Invece con la seconda repubblica, con
la fine dei partiti tradizionali, con il concentrarsi sul leader che
più che altro è un bravo animale da talkshow e non un tessitore
alla Cavour, con il mito della governabilità, abbiamo governi di
lunga durata, ma senza una prospettiva, una “vision” che non sia
la propria sopravvivenza.
Nella foto, tal Massimiliano Cencelli,al cui nome è legato il famoso manuale che da un peso alle varie cariche per calcolare gli equilibri tra i sostenitori del governo.