Propongo alla classe politica, di
prendere qualche sviluppatore software come consulente.
Non ricordo esattamente la data, ma tra
poco sarà il 50esimo anniversario del mio primo programma per
computer. Infatti il corso universitario di Teoria e Applicazione
delle Macchine Calcolatrici, iniziava nel secondo semestre, pur
essendo un corso “annuale” come estensione del programma e “peso”
nel calcolo del punteggio finale.
In questo periodo sento spesso dei politici
lamentarsi che i magistrati fanno diversamente da quello che loro si
sarebbero aspettati. Ebbene, sono circa 50 anni che sento ripetere la
frase “Non prendertela con il computer, sei tu che non hai scritto
bene il codice!”
Sì, proprio il codice. Lo
stesso termine usato per indicare quello delle leggi che scrivono il
politici. Ogni riga di codice, si chiamava statement. Un
programma per computer non è altro che una sequenza di istruzioni
condizionate da qualche cos'altro, scritte in modo incontrovertibile. Forse anche i politci, se vogliono ottenere certi risultati dovrebbero imparare a scrivere il codice!
Il mio discorso sul perché gli
sviluppatori software debbano aiutare i politici non si ferma qui.
A quei tempi scrivere il codice, e
anche capire il codice scritto da altri, non era una cosa semplice.
Ricordo i vari linguaggi Assembler, assolutamente criptici, ma anche
il Fortran IV non scherzava. Poi il C (senza # e senza ++) dava la
possibilità di fare cose molto strambe, e il COBOL era un linguaggio
noioso per applicazioni noiose.
Con il passar del tempo (a parte un
breve lavoro sui microprocessori) l'Assembler è scomparso dal mio
orizzonte, il Fortran IV è diventato Fortran 77 (con la struttura if
– then – else e le variabili non limitate a 6 caratteri!) e poi
la programmazione ad oggetti e i vari “Visual” e l'utilizzo di
sistemi di sviluppo con interfacce grafiche come LabVIEW, Simulink &
Stateflow ….
Insieme al semplificarsi
dell'interfacciamento “semantico” al computer, si ampliava il
campo dell'utilizzo, cioè si facevano applicazioni anche per
intervenire in contesti che presentavano maggiore complessità. Le
applicazioni sperimentali sugli ADAS (Advanced
Driver Assistance Systems)
presentano una casistica di scenari possibili ben più complessa del
sistema che gestisce una biblioteca di consultazione testi!
Le
fasi di test, hanno acquisito sempre più un peso preponderante
rispetto alla fase di codifica. E per le fasi di test occorre
prevedere degli scenari. Ecco dunque l'utilità che gli sviluppatori
software potrebbero dare ai politici.

So
benissimo che i politici hanno i loro think tank, le loro fondazione
che li supportano in questo. Ma queste entità ragionano sullo
scenario di lungo termine, su trand internazionali. Sono quasi ai confini con la fantascienza. Per loro Aquila
non captat muscam. Invece occorre scendere nei dettagli. Non sto a
dire delle polemiche sulla casa nel bosco in cui alcuni politici accusavano i giudici di applicare le leggi vigenti, o sulla legge 114/2024 che
permette ai delinquenti di fuggire e nascondere le prove, o
la faccenda dei dazi sui pacchi cinesi che invece di atterrare in
Italia atterrano in nazioni vicine, prive di dazio e arrivano in
camion, quindi senza pagare dazio, impoverendo gli scali aereoportuali italiani. Procedo oltre, altrimenti sembra che ce l'abbia solo con questo governo.
Anche
il famoso 110% è stata una idea corretta, ma implementata male. Non ci
voleva molto a capire che tanto denaro stanziato in un periodo così
breve avrebbe, come primo impatto, fatto scarseggiare le risorse legate
al materiale edilizio, aumentando il loro prezzo fino al triplo in
certi casi, e quindi riducendo già solo per questo gli effetti
dell'investimento pubblico. Non mi dilungo su altri errori, ma modo di implementarla che avevo
sentito proporre da Maurizio Pallante era molto meno costoso per
l'erario ed essendo molto più protratto nel tempo, si sarebbe dimostrato più efficace. Eppure Pallante non è un
softwarista!