Qualche giorno fa ho terminato la lettura dell'enciclica di Papa Leone XIV.
Non faccio nessuna recensione, per vari motivi. Innanzitutto perché il coro di commenti sembra già abbastanza folto.
Un altro motivo è perché il Papa è molto chiaro e sintetico. Impossibile sintetizzare ulteriormente, né dettagliare chiarimenti.
Posso aggiungere una considerazione personale.
- I sommi musicisti J.S. Bach e John Coltrane erano protestanti.
- Dopo aver trascorso elementari non proprio piacevoli in una scuola paritaria gestita da suore, quando andai alle medie, in una scuola statale, seppur avessi trovato professori abbastanza esigenti, non ebbi mai il rimpianto delle elementari. L'insegnante di lettere, quello che in prima e seconda media aveva il maggior numero di ore, era un Valdese.
Nelle varie discussioni sui "massimi sitemi" che facevamo sui 15/16 anni, agli iper-vetero-marxisti che giustificavano la violenza per "costruire un socità in cui non ci sarebbe stato più bisogno della violenza" un ragazzo di qualche anno più grande di me, obiettò che il "fine giustifica i mezzi" è un'idiozia, perchè non è detto che il fine lo raggiungerai e se anche lo raggiungessi, magari le cose cambiano e non sarebbe poi quello che pensavi. Invece è attraverso i "mezzi" che esprimi i tuoi principi ed i tuoi valori e lo fai "oggi" non in un futuro utopistico. Questo discorso, che ricordo come fosse ieri, è ha segnato profondamente il mio modo di vedere le cose, era stato fatto da tal Luca Maria Negro, diventato poi presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI)
Una delle mie letture “fondative” è stata la lettura del teologo protestante Harvey Cox.
Fatta questa doverosa premessa, ci sono molti motivi per cui sono contento di essere cattolico e non protestante. Uno dei questi è il culto dei santi. Capisco una certa critica a tale devozione, perché vede nel santo una specie di “divinità minore” utile in un paganesimo “rilessificato” con il lessico cristiano. Invece i santi sono persone come noi, che hanno già fatto il loro cammino, nel percorso che a loro è stato dato di compiere, nel loro tempo, nella loro situazione storica e sociale, con il loro carattere e le loro capacità, ma l'hanno percorso con grande attenzione e sono “arrivati” alla meta.
Alcuni mi stanno particolarmente simpatici.
Finita questa introduzione mi piace che tra i “santi” che il Papa cita (punto 125), ci sia un santo che a piace molto: il beato martire Enrique Angelelli. Mentre altri santi in situazioni simili alla sua (per esempio padre Puglisi, mons. Romero) quando furono uccisi fu evidente il loro martirio, per lui non fu subito così. Fu ucciso simulando maldestramente un incidente stradale e dei colleghi vescovi piuttosto pavidi, accettarono la versione dell'incidente. Solo dopo un turn-over delle gerarchie ecclesiastiche locali e il cambio di regime, la verità venne fuori.
Il venerdì santo, quando la chiesa fa pregare per i non credenti, ho una lista di persone care che si proclamano agnostiche, ma sarebbe bello che il loro evidente desiderio di verità, giustizia, bellezza, riconoscesse come risposta la presenza di Gesù. Tra questi anche un cantante, che ovviamente non conosco di persona, in cui in una canzone (qui il link) cita, seppur velocemente Mons. Enrique Angelelli.











