Come scrissi nell'introduzione di Kamasutra per la terza età, (inizio leggibile gratis da qui) tra tutte le frasi sentite dire ai tempi del liceo frequentando collettivi, mi rimase impressa “Portare alle estreme conseguenze le contraddizioni intrinseche del sistema”.
Penso che tale aforisma abbia una sua validità.
Una frase le cui contraddizioni intrinseche sono già evidenti e se spinta oltre diventa “esplosiva” è il celebre “Non possiamo non dirci cristiani” di Benedetto Croce.
Infatti, di recente, molti guitti dello spettacolo teatrale politico (peccato che siano strapagati e le lori follie siano distruttive per lo Stato e il Popolo) si fanno paladini di una certa “cristianità” storico-culturale.
Di per sè è un'assurdità perché il cristianesimo è quanto mai destrutturante riguardo alle appartenenze etniche o culturali (“andate in tutto il mondo ecc… Cfr Marco 16, 15-16).
Crocifisso nelle scuole, famiglia, feste tradizionali ...detti da parsone che non condividono nulla della morale cristiana. Tra i vari sproloqui sentiti, c'era una di queste talkshowgirl sosteneva appunto che lei personalmente non andava mai in chiesa, non glie ne fregava niente di queste cose, ma voleva vivere in una terra “culturalmente” cristiana.
Mi è vento in mente un racconto letto una ventina d'anni fa. Il racconto dell'Anticristo di Solovev.
Non lo ricordo bene, ma l'Anticristo, un uomo al potere, era ben disposto a dare ai cristiani la possibilità di una autorevolezza morale (la morale pubblica utile alla società, prima del consumismo era abbastanza confacente con la morale cattolica) autorevolezza estetica, di edifici e arte sacra in generale agli ortodossi, culturale ai protestanti... ma un gruppo di credenti risponde che del cristianesimo interessava la persona di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.
Non ricordo il finale ne se l'ho spiegato bene, ma il fulcro mi sembrava quello.
Penso che rileggerò il testo se lo trovo da qualche parte.
E' evidente che è molto grave, è più Anticristo chi cerca di svuotare di significato il fatto cristiano, riducendolo ad un “paesaggio occidentale"












