lunedì 5 gennaio 2026

Le mie ultime letture.

 


Da un po' di tempo non pubblico post in cui racconto quello che ho terminato di leggere. Ho smesso di essere un lettore e mi sono adagiato nella palude del cosiddetto italiano medio? No!  E' che stavo leggendo tre libri in contemporanea, ma libri che non si possono leggere "tutto d'un fiato". Volendo si possono leggere anche così, ma si rischia che non resti nulla. Meglio un pezzo ogni tanto.

Uno non l'ho ancora finito e non ne parlo, anticipo solo che l'argomento è la matematica.

Gli altri due sono libri scritti da preti.

Comincio dal più facile e breve, che ho iniziato dopo e terminato da un po' di giorni. Si tratta di Cieli Sereni di don Luca Peyron.  L'autore acconta della sua astrofilia e del suo osservatorio sul tetto della sua chiesa parrocchiale. Chiesa che conosco bene e mi piace poco esteticamente. E' in una zona importante di Torino, ma è soffocata da edifici più alti. Quasi non la si nota. Il suo osservatorio penso che debba competere con palazzi che lo superano in altezza. Il libro mi piace per due cose: ho conosciuto dei preti che introducevano alla Bellezza (con la B maiuscola) attraverso la musica. Don Peyron lo fa invitando amici e parrochiani con la bellezza del cielo. Ma mi piace anche - e per questo non superavo mai un capitolo per giorno - il fatto che nel suo rapporto con questa sua passione vedesse quasi degli "isomorfismi" con dei passi in un cammino di fede. 

L'altro libro è "Una rivoluzione di sé" che contiene una serie di meditazioni, lezioni ecc... tenute da don Luigi Giussani tra il 1968 e 1970. Molto più oneroso come numero di pagine e come impegno di lettura. Non faccio commenti perchè non vorrei passare per quei cattolici che ne sanno più di san Tommaso d'Aquino e sant'Agostino messi insieme (ce ne sono purtroppo!). Faccio solo un commento. Per apprezzare il carisma (?) la profezia (?) la genialità (?) - non so quale termine usare - di don Giussani occorre tenere presente la data in cui sono stati detti.

Io nel 1969 iniziavo le medie e come tutti i ragazzini dalla prima media alle seconda superiore circa, stavo "riprendendo le misure al mondo":  finisci le elementari, sicuro di te e delle tue credenze poi è come se tutto crollasse, la realtà ti presenta facce nuove, dimensioni nuove ... un altro mondo che devi re-interpretare. Uno degli argomenti che allora mi interessava era la religione. Non ero il ragazzino che si diverte all'oratorio poi crescendo passe a cose più da grandi. No: o era una cosa molto seria, e andava presa sul serio o una sovrastruttura da cui liberarsi. Ero quindi molto attento a cosa dicevano i preti, cosa scrivevano i giornali cattolici ecc...Trovavo o un formalismo aberrante, una inutile e per certi versi goffa benedizione dello status quo, che però pian piano, lo status quo di quella benedizione non aveva più bisogno, oppure un giusto invito ad un impegno politico sociale ecc... ma che poteva anche essere attuato senza religione. Invece don Giussani in questi testi da un'approccio ontologico, esistenziale, non saprei come altro definirlo. Un approccio con cui viene coinvolta la tua persona nei confronti della visione della vita.

Su questa linea, oggi sentiamo prediche in certe chiese di preti tosti (non necessariamente legati a CL) e riverberano questi pensieri anche in molti documenti del magistero. Ma oggi! (o comunque da un po' di anni)  Allora eravamo del 1970! 

Un libro molto impegnativo, ma ricco di pagine che vale la pena conoscere.

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