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martedì 28 gennaio 2025

Sic Transit Gloria Computātōriōrum – 2 puntata

 In questo post la premessa

La memoria

 Non c'entra nulla questa canzone anche se ogni tanto fa piacere ascoltarla. Veniamo al dunque

Come tutti sanno c'era il linguaggio Assembler, diverso per ogni tipo di Computer ed orientato all'architettura fisica della macchina, ed i linguaggi di livello più elevato (ah! Ah!) del tipo Fortran Cobol, Pascal che in teoria potevano essere scritti indipendentemente dal computer su cui sarebbero dovuti essere eseguiti: venivano dati in pasto a degli appositi programmi specifici del computer ospite che ne leggeva il sorgente e mediante il compilatore produceva il “codice oggetto” ed il linker che creava l'eseguibile. C'erano poi i linguaggi “interpretati” ma non ne parlo ora.

Ebbene supponiamo che in un linguaggio simil Fortran si fosse dovuto definire un vettore di 100 interi e nella diciamo 3 posizione mettere un certo valore, diciamo 47, invece di fare

DIMENSION INTEGER IARRAY(100)

e poi nel codice

IARRAY(3)=47


conveniva fare

DIMENSION INTEGER IARRAY(100)

INTEGER IPIPPO

EQUIVALENCE (IPIPPO, IARRAY(3))

e nel codice scrivere

IPIPPO =47


Trucchetti di questo genere permettevano di avere dei codici oggetto e di conseguenza degli eseguibili di qualche byte più corti, evitando la sgradevole segnalazione : Illegal memory size o simili che rendevano l'eseguibile non eseguibile.

Ora se penso a questi giochetti o altre simile amenità per risparmiare qualche byte di memoria e leggo che si costruiscono centrali elettriche per alimentare data center ... OK questi dati contengono informazioni importanti, che possono permettere di agevolare il lavoro di un ecografista o avvisare gli utenti della strada su intoppi momentanei, ma contengono anche le foto e i video che la casalinga di Voghera fa al suo piatto di risotto ai peperoni o il selfie che il signor Chu Chan Cho si fa davanti al Colosseo, i video di gattini che mangiano…. 

Allora contengano anche le mie considerazioni, poco interessanti per la maggior parte della gente!

domenica 9 gennaio 2011

La fabbrica senza operai

Ritorno all'argomento di un mio post precedente, di quando negli anni '80 mi occupavo di Computer-integrated manufacturing (CIM). Allora si parlava di "fabbrica senza operai". 
Il nostro senso etico si ribellava a masse di disoccupati sostituiti da CNC, Robot,  trasloelevatori, PLC e sensoristica varia,  tutti guidati da un computer collegato ad un mainframe... 
Sapevamo che i lavori facilmente eliminabili dall'automazione erano di per se lavori ripetitivi, alienanti e talvolta posti in ambienti malsani. Il valore aggiunto di una produzione "capital intensive" anzichè "labour intensive" avrebbe creato possibilità di nuovi impieghi nel terziario.
Allora pensavamo che "terziario" avesse voluto dire assistenza agli anziani e disabili, valorizzazione del patrimonio artistico... e non pensavamo di certo che i posti creati nel terziario fossero da risponditori di call center! 
Ma mai e poi mai ci sarebbe passato per la testa che più dell'automazione avrebbe potuto la globalizzazione: la riduzione dei costi si sarebbe ottenuta portando il lavoro in luoghi dove il lavoro era meno oneroso e la nocività della produzione, portando il lavoro dove non esistono o non vengono rispettati regolamenti in merito.
Ma mai e poi mai mi sarebbe venuto in mente un altro argomento che, almeno qui in Italia, non è venuto in mente pare a nessuno. Quale? Altra puntata.

domenica 5 dicembre 2010

Ai tempi del PDP11

http://en.wikipedia.org/wiki/Computer-integrated_manufacturing
Queste foto risalgono al 1984 e si riferiscono ad un Flexible Manufacturing System . Si trattava di un'area di uno stabilimento di compressori ,con 5 macchine a controllo numerico, un robot di lavaggio, una stazione per il carico grezzi/scarico semilavorati ed un buffer per i contenitori dei semilavorati. Venivano prodotti contemporaneamente 12 particolari diversi. Il tutto era gestito da un computer (su cui ho lavorato insieme ad altri colleghi) che gestiva praticamente tutto: monitorava la linea, schedulava la produzione dei pezzi, inviava l'atrezzo alla macchina, inviava i programmi ai controlli numerici, verificava che sul CN fossero montati gli atrezzi corretti, gestiva il buffer e la stazione di carico scarico, comunicava l'avanzamento della produzione ad un host... insomma in più di trent'anni di lavoro mai visto un sistema più complesso e completo di quello, tenendo conto che il computer era un PDP11, (di cui in foto compare un terminale VT100) macchina a 16 bit, con meno di 1 Mega di RAM. Siccome noi italiani  (COMAU) avevamo venduto l'intero sistema agli americani (!), ricordo il mio viaggio in USA portandomi come bagaglio a mano la borsa che usavo per andare in piscina, quasi completamente riempita da un disco da 10 Mega!
Altri tempi! Ma non è un post nostalgico o di archeologia industriale, è solo un'introduzione al mio prossimo post