venerdì 26 dicembre 2025

Presepio di casa

 Premesso che: 

  • il mio lavoro nel fare il presepio è stato più che altro di manovalanza (prendere le scatole contenenti i pezzi che erano in cantina, riportare giù una volta svuotate e simili) mentre la parte creativa è opera della moglie
  • non c'è nessuna rivalsa identitaria di tipo "salviniano" o simili, ma un modo per partecipare anche fisicamente al Mistero di Dio che si coinvolge nella storia delle sue creature.

 Alcune ulteriori considerazioni e foto del presepio

Qui la vista d'insieme. Un presepio su tre piani che non comunicano in modo visibile tra loro.  Sicuramente esisterà qualche "passaggio" che permetterà ai personaggi di passare da un piano all'altro, ma chi osserva non riesce a notarlo.

Nella prossima immagine la scena principale: Maria con il piccolo Gesù in braccio, Giuseppe e l'asinello (il bue non è rimasto nell'inquadratura ma c'è). 


Invece nella prossima ancora vediamo un personaggio particolarmente simpatico. Oh, i personaggi del presepio sono tutti simpatici, specialmente quelli scorretti da un punto di vista storico cronologico. Perchè Gesù è venuto sì in un luogo preciso ed in un momento nel tempo, ma è venuto per tutte le persone di tutti i tempi e di tutti i luoghi. Per di più questo personaggio è stato comprato in Camargue, luogo in cui sono stato tre volte in vita mia e tutt'e tre sono stati viaggi bellissimi. Forse il  luogo di cui ho ricordi più belli. E poi suona uno strumento tradizionale!  



Invece nell'ultima immagine c'è un personaggio, anzi un elemento, molto significativo. Rappresenta una cascata ma è contraria e tutte le regole della geometria.  Pur avendo una forma irrispettosa di certe regole della nostra percezione, esiste e mi richiama ad almeno due meditazioni. Una prima considerazione è frutto di pensieri cui avevo già scritto qui  e forse anche meglio qui  . Mi piace quindi un elemento che richiami l'onnipotenza immensità eternità ... di Dio che vada oltre gli schemi con cui noi definiamo l'onnipotenza immensità eternità ...

Ma ancor di più mi piace mettere un elemento che adora il Dio fatto uomo che ricorda tutte le nostre contorsioni, incoerenze, apparenti assurdità, ma che si offrono alla Sua presenza




 




 

 

 

 

 

 




sabato 20 dicembre 2025

Il Monello

 

Tra poco è Natale e "bisogna essere più buoni". Quindi mi affretto a scrivere questo post che contiene una cattiveria. Tra l'altro avrei già potuto scriverlo molto tempo fa, ma oggi non pare la situazione sia cambiata. 

Passeggiando per le vie del mio quartiere, in particolare Corso Tazzoli, si vedono spesso gruppi di camper, auto ecc. di "nomadi", che si accampano, usando un eufemismo, senza rispetto per le abitazioni vicine. 

A parte la domanda già un po cattivella. "Chissà perché si piazzano sempre vicino a case popolari? Non sarebbe meglio andassero in quelle vie nel quadrilatero tra Corso Einaudi, corso Galileo Ferraris, Corso Stati Uniti e corso Duca degli Abruzzi ? Oppure in Piazza Crimea e dintorni? "

Quello che succede è che ogni tanto un noto politico, oggi assessore regionale, e gli appartenenti alla sua area di fatto fingono di far cacciare costoro. Questi si spostano e vengono nuovamente cacciati - li abbiamo visti in via Pernati di Momo, oppure presso il parco Di Vittorio - e poi ritornano magari dopo un po'. Ho quasi il sospetto che questo signore e "nomadi" siano come Chaplin e il ragazzino nel film "il monello". Lui rompe il vetro e casualmente passa Chaplin, vetraio ambulante, a riparalo!

A parte il cattivo pensiero, che sarà solo un cattivo pensiero, ma viene spontaneo, la presenza dei "nomadi" è problematica. A differenza di tanti "immigrati" che tanto spaventano gli elettori di destra, e che comunque non sono tutti uguali come problemi e difficoltà., questi sono ancora più difficili da trattare. Occorrerebbe "investire" coinvolgendo chi ha storie di successo nel rapporto con loro, e ovviamente "pagando" spazi fisici - che non mancano - e personale perchè non si può delegare tematiche critiche al volontariato . 

Quello che mi sconvolge è lo scenario politico. Da un lato una "sinistra" che "pensa in grande". Certo servono anche i grandi progetti, la metropolitana 2, l'aereospace ecc... ma non si possono ignorare le problematiche spicciole del territorio. Dall'altro canto una "destra" che coglie le difficoltà, le strumentalizza per avere consenso finchè è all'opposizione, ma una volta ottenuto questo consenso ... stiamo già dando... Basta così


lunedì 15 dicembre 2025

Altro tool, stesse domande, altre risposte.

 


Come ho già accennato in questo post, una volta alla settimana vado "gratuitamente" in un doposcuola parrocchiale per aiutare i ragazzini a fare i compiti, prevalentemente di matematica. Gratuitamente, ma con molti lati positivi per me, tra cui, anche se non è il motivo principale, capire come evolve il mondo e come ragionano i ragazzi oggi. Ho ascoltato un dibattito tra due ragazzi sui 15 anni su quale fosse il tool migliore per fare i compiti. Vinceva Copilot. Allora proviamolo.

Inutile dire che i miei tutti i test, anche se non lo ripeto più, iniziano sempre chiedendo la dimostrazione che un numero pari maggiore di due è sempre dato dalla somma di almeno una coppia di due numeri primi. Sarebbe stato bello che l'intelligenza artificiale generativa avesse dato una dimostrazione a cui l'umanità non è arrivata! Invece tutti i tool capiscono che chiedo la congettura di Goldbach e mi fanno ricerche enciclopediche su questo. Non c'era cascata neanche la prima chatGPT! Evidentemente sono addestrati subito su questo tipo di domande. In Copilot ho apprezzato la citazione delle fonti. 

Ho proceduto con le solite quattro domande di cui parlo qui e qui  ed in parte qui

Domanda su quante sono le ragazze che vengono da Lyon attraverso la frontiera e van cogliendo i fiori della primavera. Capisce che è un testo poetico, ma si fa grandi discorsi sul fatto che ragazze, frontiera e primavera sono un "simboli" e quindi non può esserci un numero concreto! 

Su analogia Trump e Mike Bongiorno risposta esatta: conduttori giochi televisivi, linguaggio immediato, ma aggiunge che sono quasi emblemi nazionali.

Su analogia tra JD Vance e Cagliuso a differenza di altre è più benevola nei confronti di JD Vance. Dice infatti Cagliuso mostra ingratitudine verso chi lo ha aiutato; Vance, invece, riflette criticamente sulle sue radici e sul peso culturale della povertà. Altri tool invece affermano che sono in molti a criticare JD Vance per essersi scordato delle sue condizioni d'origine e di chi vive ancora in quelle condizioni, analogamente al gatto verso Cagliuso.

Su chi fosse il Barone tedesco al servizio dei Savoia a cui è dedicata una canzone popolare sbaglia in modo eclatante: dice Eugenio di Savoia, che

  1. non era Barone, ma Principe,
  2. non era tedesco ma francese di nascita
  3. era al servizio dell'Austria sebbene alleata dei Savoia contro la Francia ai tempi dell'assedio di Torino.

Quello che mi ha colpito è che alla fine chiede sempre se voglio approfondire ancora qualcosa. Molto "precettore"

Alla fine (e qui fa bella figura!) le ho fatto fare il dipinto anglo-piemontese Mon-lait o Moonlight che allego in testa al post.

sabato 13 dicembre 2025

Altro tool, stesse prove e la barba di Cesare Pavese

 Dopo aver giochicchiato con chatGPT Gemini Deepseek e Claude oggi ho provato a fare le solite domande a Qwen

Premessa: immagino che se avessi fatto oggi le stesse domande ai tool precedentemente elencati, mi avrebbero dato risposte diverse da quelle che mi avevano dato quando le avevo fatte, probabilmente migliori. Ho ripetuto quattro domande un po' strane che mi piace fare.

Ho chiesto "Quante erano le ragazze che venivano da Lyon attraverso la frontiera e van cogliendo i fiori della primavera? " Dopo uno spiegone sulla città di Lyon che è in Francia ecc... Ha intuito dalla rima che poteva essere il verso di una poesia o una canzone di De Andrè (non è vero, ma verosimile) o Guccini (un po' meno) o Pavese (non mi pare abbia fatto canzoni o testi per canzoni!). Ha avuto il buon gusto di non sparare un numero, ma di chiedere ulteriori informazioni.

Ho chiesto che cosa avevano in comune Trump e Mike Bongiorno. Con un prolissa spiegazione sui personaggi ha evidenziato che entrambi hanno presentato programmi di giochi televisivi ed entrambi hanno un registro comunicativo "basso". Peccato che nell'elencare i programmi televisivi di Mike - e chi glie lo ha chiesto? - ne abbia citato anche uno di Gerry Scotti! 

Ho chiesto che cosa avevano in comune JD Vance e Cagliuso. Anche qui ha indovinato e sebbene con molti giri di parole, facendo notare che uno è un personaggio vero, l'altro immaginario, la sua risposta era analoga a quella di Deepseek

Alla domanda chi fosse "il barone, militare al servizio dei Savoia, a cui è dedicata una famosa canzone popolare" non ha risposto come avevo in mente io (io non ho citato ovviamente i testi raccoti da Costantino Nigra, altrimenti sarebbe stato troppo facile!), ma nemmeno idiozie come i "colleghi" tool. Mi ha dato delle informazioni incoerenti e strane che vorrei approfondire. 

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Per abbellire il post, siccome aveva ipotizzato una canzone di Pavese, ho chiesto un'immagine di Cesare Pavese che suona la chitarra. Questa è la foto. Alla mia nota che Cesare Pavese non aveva la barba mi ha dato ragione, dicendo che le foto lo rappresentano senza. Dopo avermi ricodato i dati biografici di Pavese ( echi glie li ha chiesti ?) ... riporto testualmente :

Perché l’AI lo ha raffigurato con la barba?  Perché spesso gli algoritmi di generazione immagini associano figure “poetiche”, “contadine”, “melanconiche” o “artistiche” a tratti visivi come la barba, i capelli lunghi, abiti semplici e ambienti rurali — anche se non corrispondono alla realtà storica. È un cliché estetico, non un dato biografico.

Quindi, sì: Cesare Pavese non aveva la barba.
Ma questa immagine, pur non essendo vera, cattura benissimo l’anima della sua opera — la solitudine, la terra, la musica, il silenzio... proprio come suggerisce il titolo: “Musica e Silenzio”.

Un bellissimo omaggio artistico, anche se non storico.

P.S. Se ti piace Pavese, prova a leggere “La luna e i falò” o i suoi diari: “Il mestiere di vivere”. Ti porteranno nel cuore della sua malinconia e bellezza.

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mercoledì 3 dicembre 2025

4 dicembre Santa Barbara

 


Probabilmente la vicenda di Santa Barbara ha del leggendario, poiché i testi che parlano di lei sono abbastanza tardivi e non congruenti.

Comunque i racconti hanno una base di verità perché trattano di situazioni abbastanza simili per le prime martiri cristiane, vedasi Rodney Stark “The rise of Christianity”.

Se ricordo bene l'autore ricorda che le persecuzioni contro il cristianesimo dei primi secoli avevano come vittime soprattutto: i vescovi (se eliminiamo i detentori della dottrina eliminiamo la dottrina) i diaconi ( se eliminiamo gli organizzatori eliminiamo l'organizzazione) e le fanciulle di buona famiglia. Queste ultime perché il cristianesimo era molto più diffuso tra le donne che tra i maschi e alle donne cristiane, soprattutto alle “ragazze in età da marito”, stava molto stretta la sudditanza della donna nella società ellenistica e romana. In particolare, ma non solo, non accettavano l'autorità del “pater familias” - e i racconti su Santa Barbara sono una testimonianza – ed i matrimoni combinati.

Ora polemizzo con un certo luogo comune “progressista” che vede nel patriarcato un retaggio del cristianesimo. Esattamente il contrario! Fu il cristianesimo delle origini a metterlo in discussione.

E polemizzo con certi cattolici, tipo quelli che attaccano “i giudici che strappano i figli alla famiglia che vive nel bosco”, proprio perché è con il cristianesimo che sono stati messi dei limiti al potere del “pater familias” nei confronti della prole.

venerdì 28 novembre 2025

Autopsia

Erano anni  che non suonavo più su una tastiera "orizzontale" e soprattutto sensibile al tocco (l'espressione con la fisarmonica si dà con il mantice!). Ho provato questa mattina ed ho trovato un po' di difficoltà per cui questa registrazione non è venuta un  granchè. Ma quel brano viene ancora peggio con la fisarmonica seppur suonato correttamente. 
Il brano è il tema di una canzone (ovviamente cantata solo quando ero solo, come moltissime altre che facevo) che avevo composto più di 40 anni fa. Avevo conosciuto una ragazza bellissima intelligentissima ed anche "brava". Ma avevo intuito che "tra noi non ci sarebbe stata storia" e la cosa mi aveva riempito di tristezza. Il testo che ricordo diceva 
Ti è andata male, ancora una volta 
e tu ti domandi "perchè?"
 Fallito è l'incontro della tua libertà
 con quella imponderabile sua.
 E vai a cercare le cause e le ragioni,
 ti fai un processo che è già un'autopsia!
 E dentro te,
 senti che tu sei triste,
 perchè lei sembrava quella giusta,
 e che ragionasse un po'.
 E alla voglia di amarla devi dire NO! 
alla tenerezza che sentivi nascere in te, 
devi dire NO!"
 
Altri versi non me li ricordo, forse non li avevo neanche conclusi, anche perchè ho conosciuto altre ragazze, tra cui quella che poi sarebbe diventata mia moglie.
 
Torno su questo testo. A parte "che ragionasse un po' " è quasi comico perchè era un genietto (non sto dire i dettagli perchè se mai qualcuno leggesse questo post potrebbe identificarla).
Quello che mi sconvolge adesso è la frase "alla voglia di amarla devi dire NO". Ok al concetto di "amarla" in quel contesto lì va benissimo, ognuno per la sua strada allentando i legami. Ma nella vita ci sono tantissimi casi di persone la cui libertà li porta ad "andare per rane". Il bene che vuoi va perduto? Eppure ... anche la nostra imponderabile libertà non sempre incontra la libertà di Dio con cui ci ha creati, e Dio alla voglia di amarci non dice NO.


 

mercoledì 19 novembre 2025

Siamo ancora indietro

 Non faccio commenti sulla scelta delle gemelle Kessler di togliersi la vita. Ritengo assurdo giudicare dall'esterno situazioni personali che portano ad una scelta così grave. Condivido totalmente quanto Marina Corradi scrive qui sul tema (non correlato a quel fatto).

Quello che mi hanno colpito sono i commenti a questo triste episodio che, avendo avuto una leggera indisposizione e quindi impossibilitato a fare cose più sensate, mi sono letto sui social.


Una prima classe di commenti rimpiange l'Italia degli anni '60 e, spesso insieme a questo, elogia la loro bellezza. Invece quel periodo per me, non solo con il senno di poi, ma già da quando ho avuto l'uso di ragione, era un perido orrendo. Il periodo in cui, anche per mezzo della televisione stava creandosi la "maggiordomizzazione" degli italiani (Maggiordomizzazione? Ne riparlo in un prossimo post). Quegli spettacoli di varietà, quella gente forzatamente allegra, quei balletti, quelle canzoni... mi parevano goffe, grottesche, di cattivo gusto, kitch... Mi ricordo che mi piaceva solo Caterina Caselli (qui spiego perchè) poi Enzo Jannacci e Gaber, ma per il loro porsi in modo disruptive

In quell'Italia del boom economico, del consumismo e dell'omologazione per dirla con Pasolini, dell'emulazione dell'american way of life... si sentiva spesso dire "Eh, però noi siamo ancora indietro!

L'altra classe di commenti è stata quella sulla possibilità di scegliere una tipologia medicalizzata di suicidio, possibile in alcune parti del mondo "Eh, però noi siamo ancora indietro!"

Risentendo quello stesso giudizio, mi è saltata in mente l'immagine di un legame tra quel modello di sviluppo e una pulsione autodistruttiva. E come scrissi in questo post, ci sono molti bravi ragazzi che si indentificano in questo desiderio autodistruttivo dei vecchi del cosiddetto "occidente" ormai globalizzato.

martedì 4 novembre 2025

Silenzio di tram

 A volte, pensando alla mia vita passata, penso a cosa sarebbe successo se dal 1975 ci fosse già stato internet. Ah! Quante informazioni e di conseguenza quante opportunità in più avrei avuto! 

Di recente si ripete un episodio che mi ha fatto sospendere i miei pianti/rimpianti sul passato (qui un link, per esempio di rimpianti) 

A volte mi capita di prendere il tram nel primo pomeriggio, quindi un orario in cui i ragazzi delle superiori escono da scuola. Sulla linea che prendo poi ci sono altri giovani che si recano al Politecnico per le lezioni pomeridiane. Su un mezzo in cui l'età media dei presenti è sotto i vent'anni, ci sarebbe da immaginarsi un viaggio con un sottofondo di voci che chiacchierano tra loro, anzi che a volte eccedono  come succedeva quando ero giovane e quancuno esagerava nello scherzare o nell'incavolarsi.

Invece silenzio. 

Quasi tutti concentrati sullo smartphone. Le poche voci che si sentono vengono da ragazzi/e con gli auricolari che parlano a interlocutori lontani, sempre via smartphone.

Come ho scritto all'inizio, non rimpiango assolutamente i vecchi tempi, anzi, semmai mi rammarico che non ci fossero stati certi mezzi cinquant'anni fa. Il problema è come ultilizzare le opportunità senza perderne altre, quali godere del "tempo vuoto" di una corsa in tram. 

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Una piccola aggiunta. Quando ero giovane tendevo a trovare molto affascinanti le ragazze dell'estremo oriente. Ho già scritto qui che nella mia permanenza negli USA le uniche belle ragazze che ho incontrato erano una italiana e una di Singapore. Di Singapore  ho scoperto che fosse anche quella che io ritenevo il paradigma della bellezza femminile (La modella rappresentata in figura). 

Purtroppo a Torino non si vedevano ragazze dell'estremo oriente (ho sposato poi una signorina del Piemonte Orientale, originaria di un luogo pieno di risaie!). Se fossi stato giovne oggi, invece, soprattutto sul tram 10 ne avrei incrociate parecchie, ma tutte incollate allo smartphone!

martedì 28 ottobre 2025

Io , nei panni del Card. Federico Borromeo


 Nel testo che scrissi, frutto di una rilettura dei Promessi Sposi, avevo aggiunto un capitolo intitolato Sequel. Qui immaginavo anche il matrimonio di Agnese con l'Innominato, ovviamente officiato dal Card. Federico Borromeo. Aggiungevo che mi sarebbe piaciuto travestirmi da cardinale del seicento e recitare la predica che il Cardinale fa in occasione di tale matrimonio e poi mettere sui social il video prodotto. Non ho realizzato il mio proposito, per vari motivi tra cui la difficoltà di scrivere una predica. 

Però, sotto sotto, l'idea di "recitare una parte" è un desiderio represso dalle circostanze della vita che alberga da sempre dentro di me, soprattutto se potessi recitare la parte di un personaggio simpatico. Poi paludarmi da cardinale del seicento mi piacerebbe molto. 

Eppure a pensarci bene, io abitualmente mi vesto da Cardinal Federico Borromeo! Infatti Manzoni nel descrivere il personaggio dice :

badava di non ismettere un vestito, prima che fosse logoro affatto: unendo però, come fu notato da scrittori contemporanei, al genio della semplicità quello d'una squisita pulizia: due abitudini notabili infatti, in quell'età sudicia e sfarzosa.

Anch'io tendo a non gettare via nessun capo di vestiario se non lo reputo "logoro affatto". Classifico i miei capi di abbigliamento anche secondo il loro livello di consumo. Per esempio ci sono quelli in buono stato, quelli da usare nel percorso tra casa e piscina per restare nello spogliatoio o comunque per usi analoghi, quelli da tenere in casa senza ospiti e infini quelli da mettere in occasioni di attività come pulizia in cantina e simili.

Non sono assolutamente disposto a comprare capi di "basso livello" sia perchè il tessile è una delle categorie merceologiche più inquinanti al mondo, sia perchè di basso livello i capi lo diventeranno poi con l'uso.


domenica 12 ottobre 2025

Mazzarò e i "bravi ragazzi"

Venerdì scorso sull'autobus c'era una tale, penso originario dall'Africa francofona per i suoi tratti somatici e il fatto che pur parlando un italiano fluente aveva un forte accento francese, che cercava di "attaccar bottone" con gli altri passeggeri. Lo faceva in modo tutto sommato educato, non fastidioso. Un argomento su cui sperava di accendere una discussione era l'approssimarsi della terza guerra mondiale. Sosteneva che Trump è vecchio e Putin e Xi Jinping i settant'anni li hanno superati, quello che volevano dalla vita (potere ricchezza successo) l'hanno avuto e per tutti il prossimo passo sarebbe stata la morte. Allora per loro sarebbe meno triste "morire tutti insieme".

La scena mi ha rimandato alla memoria il libro di De Amicis di cui faccio cenno qui, per le scene sulla "Carrozza di tutti", ma il giudizio di quel tale mi ha richiamato la novella "La roba" di Giovanni Verga (protagonista tal Mazzarò). Non sto qui a raccontarla ma nel link c'è il testo per chi non la ricordasse. Quello a cui faccio riferimento sono le ultime righe. 

Sicché quando gli [a Mazzarò] dissero che era tempo di lasciare la sua roba, per pensare all’anima, uscì nel cortile come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: — Roba mia, vientene con me!

Mercatino "memento mori" di via don Grioli

Della roba che sopravvive al proprietario ne avevo accennato in questo commento sui generis ai Promessi Sposi nel capitolo "Toriniamo ai nostri amici", riferito al XXXIII del romanzo  dove spiego che chiamo i mercatini dell'usato "Memento Mori".

Ritengo che sarebbe da indagare su questo atteggiamento da Mazzarò che quel passeggero coglieva nei grandi della terra. Invece quello che è strano è che "gli altri", i "giovani" non si ribellino a questo atteggiamento, anzi! 

Non parlo di me, anziano di età ma "giovane di lungo corso"  (leggete altri post se volete saperne di più!) e nemmeno di quel grande vecchio che non aveva paura della sua morte perchè certo della vita eterna (papa Francesco). Però lui era criticato da molti anche per le sue preoccupazioni ecologiche, che invece dimostravano la sua affezione per il creato pur senza la propria presenza fisica. Oltre tali critici ho notato quanto odio sui social ci sia nei confronti di Greta, di cui noto alcuni suoi limiti, ma mi sta diventando simpatica soprattuto per gli insulti che riceve. Oppure perchè Salvini, che anagraficamente è abbastanza giovane, si è incavolato molto quando una città ha deciso di mettere vincoli nella velocità stradale per diminuire gli incidenti e la loro gravità? E' bello che la gente muoia in nome della velocità? Senza contare che lui e tutti quelli della sua fazione politica osteggiano ogni minima attività in favore dell'ambiente e della pace e della salute (es. difesa dei novax). Ho fatto alcuni piccoli esempi. La domanda che mi pongo è: perché molti giovani o almeno non anagraficamente vecchi,  sono allineati a questa tendenza?

Perchè sono "bravi ragazzi" che assecondano la tanatofilia dei vecchi. 

Sì, purtroppo esistono ancora tanti bravi ragazzi.  

 

venerdì 3 ottobre 2025

la "gentrification democratica" continua a Mirafiori Nord

 In questo post ed in questo avevo accennato di due piccoli esempi in cui, in un quartiere che presenta alcuni segnali di declino dovuti, stia cercando di abbellirsi attraverso l'iniziativa dal basso, cioè da un'attivita del liceo artistico presente in zona.

Ci sono stati nel mese di settembre altri due esempi di "restituzione alla popolazione" di spazi inutilizzati.

Una volta le bocce erano molto più praticate di oggi e le strutture dedicate a tale diporto sono spesso abbandonate. Nella bocciofila abbandonata a fianco della chiesa del Redentore, la struttura edile è ancora in stato di degrado, poichè per rimetterla in sesto occorre un investimento economico che nessun ente o privato ha deciso di fare, ma il cortile circostante è stato ripulito da un gruppo di volontari e si prospetta venga utilizzato. 

Nei sotterranei della chiesa, di pertinenza della parrocchia, è stato riadattato e messo a norma un salone "auditorium". Ho assistito al concerto inaugurale. Gratuito e con esecutori veramente bravi.

Gli eventi sono di qualche giorno fa, ma in questo periodo non ho avuto molto tempo per il blog. Come procederà l'avventura, spero di riparlarne presto.

mercoledì 24 settembre 2025

Luogo o personaggio? - Toponomastica torinese

Come abbiamo visto ci sono toponomastiche urbane dedicate a date celebri, altre a quello che di importante si trova o si trovava in quel luogo, ma per lo più sono dedicate a dei luoghi o a delle persone.  Siccome ci sono delle persone il cui cognome è anche un toponimo, la toponomastica è relativa al luogo o alla persona?

BELGIOIOSO non è la città nota per il castello ma è dedicata a Cristina Belgioioso che fu nobildonna e patriota risorgimentale. In accordo con quanto scritto qui, quelli sono due buoni motivi perchè una donna avesse una via dedicata a Torino

BRICHERASIO non al paese all'inizio della Val Pellice ma al generale Giovanni Battista Cacherano Conte di Bricherasio

CARRARA il parco della Pellerina non è dedicato alla città del marmo, ma a Mario, medico legale e antifascista.

COLLEGNO non è dedicata al comune alle porte di Torino, noto per il suo ex-manicomio, ma a tal Giacinto Collegno, anch'egli personaggio del risorgimento

GOVONE non è il paese in provincia di Cuneo famoso per la sua residenza sabauda, ma per il generale Giuseppe, obbiettivamente tra i migliori dell'esercito sabaudo ed appunto per questo accusato dai suoi colleghi finchè fu indotto al suicidio.

INDUNO Domenico e Gerolamo, pittori, non Induno Olona

LUSERNA non è dedicata al paese Luserna della valle in cui voleva essere sepolto il Baron Litron, (Mi lasserò per testamènt, ch’a mi sotèro an val d’Luserna / an val d’Luserna a m’ sotraran, dova el mè còr s’arposa tan) ma a Emanuele Luserna di Rorà che fu sindaco di Torino nel periodo in cui questa era capitale d'Italia.

PEZZANA non è il paese in provincia di Vercelli e neppure il libraio che vendeva libri in inglese o altre lingue che i miei coetanei ricordano (non si comprava on-line!) ma tal Alfredo, a cui è dedicato un giardino per meriti sportivi

PONZA non l'isola, ma Michele, pedagogista

VERNAZZA non il paese meta della prima gita con la fidanzata che sarebbe poi diventata moglie, ma uno storico-

Mi sorge un dubbio. Via CAVOUR e i giardini sono dedicati al paese in cui nel 1561 si firmò un trattato che concedeva la libertà religiosa in Val Germanasca, destra orografica della  Val Chisone, val d’Angrogna e Val Pellice oltre la Torre Non si trattava naturalmente di piena libertà religiosa nello stato – si legge su un comunicato della Società di Studi Valdesi del 1998 – ma, per la prima volta nella storia europea, proprio in Piemonte ( e non è senza importanza rilevarlo) veniva superato il principio del “cuius regioeius religio” stabilito ad Augusta nel 1555  o al conte Camillo Benso?


 

sabato 6 settembre 2025

Idea per utilizzare il Palazzo del Lavoro (o Palazzo Nervi) di Torino


 Qualsiasi persona che entri o esca da Torino in direzione di Moncalieri, oppure passi per Via Ventimiglia o Corso Maroncelli, non può che essere sbalordita dalla presenza di un enorme cubo arrugginito circondato da una cancellata anch'essa arrugginita. Il rimasuglio più evidente di quello che allora era stata Italia61
Immagino che qualsiasi amministratore del Comune di Torino, della Regione Piemonte nonchè i parlamentari eletti nei collegi elettorali dell'area torinese, interpretando il pensiero dei cittadini che rappresentano, si arrovellino le meningi su come utilizzare questo spazio urbano in modo utile e tenendo conto che la casse del denaro pubblico sono vuote. 
Premesso che se si trovasse un gonzo (?) un visionario (?) comunque un privato disposto a tirar fuori un bel po' di quattrini da versare nelle casse pubbliche per un progetto, purché non renda la vita del cicondario invivibile (Es. che non richiedesse ulteriori posti auto, già abbastanza scarsi, oppurr rumori notturni per rave-party o simili) sarei d'accordo ad incassare e lasciar fare. 
Qui propongo un utilizzo quasi a costo zero!
Propongo - con una metafora che i linguisti sicuramente troverenno scorretta - di lasciare intatto il significante alterando solo il significato. Vale a dire: lasciare stare tutto così com'è ma anzichè chiamarlo un edificio per Italia61, senza nessuna utilità pratica se non quella di "esserci stato", e che negli anni 80 si cercò di utilizzare: talvolta ospitava qualche esposizione, era la sede di qualche ufficio, dell'Istituto Quazza... semplicemente diventi il monumento alla Hybris.
Investendo qualche soldo si potrebbe tracciare un percorso di visita con una biglietteria, (per recuperare qualcosa, magari guadagnare!) e ovviamente aderirebbe al circuito Abbonamento Musei del Piemonte. Si potrebbero mettere video e pannelli esplicativi che ricordano quanto fu sprecato per quell'evento da gente che come diceva John Lennon in Image "Living for today". Costruire senza badare a spese e soprattutto senza pensare nè alla manutenzione che avrebbe richiesto nè che farne dopo l'evento.
Ovviamente occorre ricordare la situazione di quegli anni in Torino: iniziava una immigrazione che avrebbe fatto sentire una carenza di alloggi per i nuovi venuti e di servizi per tutti. Ricordare che i bambini che nascevano negli anni in cui si progettava Italia61, quando sarebbero andati alle elementari avrebbero avuto i doppi turni: sì nella stessa aula scolastica al mattino andava una classe ed al pomeriggio un'altra! 
Farlo visitare da gite scolastiche per ammonirli sull'uso ponderato delle  risorse. Magari un posto così potrebbe essere visitato da delegazioni estere, dalla Cina a Dubai!
Poi per controaltare, si potrebbero esporre mostre temporanee su esempi della cosiddetta "Architettura senza architetti" o altre realtà che hanno saputo resistere all'incedere del tempo e modificarsi con il mutare delle esigenze di utilizzo.

lunedì 1 settembre 2025

È con grande attenzione e fatica ...

 

..che  mi appresto a leggere l’intervento di Giorgia Meloni al Meeting di Rimini.

Premesso che:

  1. Trovo il Meeting una cosa molto bella e positiva. Un momento per incontrare anche persone con una visione totalmente diversa dalla propria.
  2. Ritengo importante rispettare le istituzioni dello stato in quanto tali, indipendentemente dalla persona che le rappresenta.
  3. Lo scorso anno sono stato volontario e molte altre volte sono stato visitatore
  4. Privilegio le mostre agli incontri, spesso reperibili via internet: l'ho fatto soprattutto quest’anno che sono stato solo alcuni giorni.
  5. Che comunque gli incontri con i politici sono solitamente poco interessanti, perché spesso blaterazioni di testi prodotti da spin-doctor e poco incisive.
  6. Che quando è arrivata la decuius io ero già a Torino.

Dato il putiferio sui social e l’articolo di Rosy Bindi su Avvenire, superando un certo ribrezzo per il personaggio (che non è il peggio della politica italiana, alcuni ministri del suo governo sono peggiori!) leggo quanto mi sono perso.

Prima parte: una captatio benevolentiae assolutamente ammessa ed analoga ad altre. Formalità certo, ma perché non illudersi che potrebbe contenere anche della verità?

Non approvo il paragone con “Atreju”. Piuttosto che il nulla che avanza, non potrebbe essere che avanza qualcosa che tu non sai identificare? Quando parla di “individui in sostanza nella cui esistenza non c 'è più nulla per cui valga la pena impegnarsi, costruire o combattere” Be’ non è che combattere per conquistare Trento e Trieste o l’Etiopia e l’Albania fosse una cosa bella o impegnarsi per una carriera individualistica o costruire a debito ed inquinando l’ambiente sia bello. Non è vero che tutto fa brodo ed un po’ di sano decostruttivismo fa bene ogni tanto.

Quando poi dice “il campo nel quale abbiamo dimostrato di voler stare in questi ormai quasi tre anni alla guida della Nazione non è il campo delle ideologie, non è il campo delle utopie, non è il campo di chi pensa che sia possibile modellare la realtà sulla base delle proprie convinzioni” be’ mi sembra che dica totalmente il falso.

  L’Italia va meglio? Il confronto con la Francia è ridicolo. Se ho una caviglia slogata e mio cugino si rompe il femore, non è che io sono guarito.

Politica internazionale. Ucraina: forse sono solo io che ho vissuto nella Russia di Gorbacëv ed altri che hanno rapporti “basici” in Russia (tra cui una persona incrociata al meeting) che vediamo l’invasione russa non come una guerra tra stati, ma soprattutto come la guerra tra una “cupola” al potere in Russia contro il suo stesso popolo. La sua posizione, sbagliata, è comunque diffusa. Gaza: lasciamo perdere le esitazioni del governo italiano a riconosce la Palestina come hanno fatto altre nazioni, la cosa grave è il fatto che non ci sia stata nessuna tirata d’orecchi pubblica ad un membro del governo complice del genocida. Avrebbe rischiato a una crisi ed in rimpasto di governo, ma aumentava in credibilità; così è solo connivente. Unione Europa: non mi pare che questo governo abbia fatto nulla di europeista. Difesa: già scritto qui  e qui quello che penso.

E la nostra casa, a cui aggiungere mattoni nuovi, è l'Occidente” Qui condivido quanto dice Cardini: esiste un polo sud ed un polo nord, ma non un polo est ed un polo ovest. Quando sento parlare di Occidente rabbrividisco, perché si tende sempre a fare un letto di Procuste di semplificazioni spesso violente. Battuta: non occidentale, ma occitano!

Ottimo l’apprezzamento per l’AVSI ed il suo impegno, ma poi casca nel parlare dell’immigrazione. Qui ha solo da vergognarsi. Non sto qui a dettagliare: Albania, come per Falqui, basta la parola. 


 Mi soffermo però sulla citazione del cardinale Sarah:

“Se i giovani lasciano la loro terra e il loro popolo rincorrendo la promessa di una vita migliore, che ne sarà della storia, della cultura, dell'esistenza del Paese che hanno abbandonato?” Spero per lui e per la Chiesa che questa sia una citazione ritagliata da un contesto più ampio e più complesso. Non credo che un cardinale non abbia mai letto “The Rise of Christianity” di Rodney Stark. O forse nel suo inconscio il cardinale rimpiange i riti politeisti della “storia e cultura che ha abbandonato”?

Sul tema dice anche “Non c'è giudice, politico o burocrate che possa impedirci di far rispettare la legge dello Stato italiano, di garantire la sicurezza dei nostri cittadini, di combattere gli schiavisti del terzo millennio, di salvare vite umane.” Premesso che i giudici agiscono solo in base alle leggi, di nuovo Falqui: Al-Masri, basta la parola!

Ok per la Meloni che veramente è andata a Caivano, ma tutto il resto del degrado non mi pare che questo governo cerchi di porre grandi rimedi. Non che i precedenti … però neppure questo.

Richiamare i santi fa sempre bene (Carlo Acutis e Frassati) mettiamola nella captatio benevolentiae.

Sul tema del lavoro ci sarebbe molto da dire. Riassumendo: si vede che lei non ha mai lavorato!

Sul rafforzamento del potere esecutivo rispetto agli altri poteri sono molto preoccupato. Io voglio essere rappresentato, non mi interessa scegliere lo show-man o la show-woman che governa. Il Berlusconismo è una piaga da cui bisogna tornare indietro.

Se ai tempi di Davigo e Di Pietro avevo qualche riserva sul protagonismo della magistratura, ora sono mai più che mai col “Forza giudici!!!”

Vengo alle due cose maggiormente mi hanno offeso:

  •         Il richiamo alla famiglia e scuola paritaria due temi che fanno tanto “cattolico chiuso nel suo orticello”. Ambiente? Sanità? Lotta alle dipendenze (anche alcool e gioco)?
  • L’elogio a CL fatto in modo alternativo ad altre realtà del mondo cattolico. Da qui il comprensibile risentimento della Bindi. Premesso che io sono cattolico anche grazie all’incontro con alcune persone di CL, sta di fatto che negli ultimi anni da parte di molte realtà ecclesiali c’è stato un avvicinamento non formale, ma nella comune sequela al magistero, in opere di carità vissute a volte insieme e nell’apprezzare il cammino e la storia anche di altre persone sulla stessa strada. Questa semina di zizzania proprio non ci voleva.

sabato 30 agosto 2025

Toponomastica calendario a Torino e ulteriori proposte

Seguendo il calendario, la prima data dell'anno nella toponomastica di Torino è Corso XI  Febbraio, dedicato alla stipula dei Patti Lateranesi che pone fine alla cosiddetta questione romana.

Febbraio procede sempre con date che hanno a che fare con il rapporto tra Stato e comunità religiose.  Nella periferia sud troviamo Giardino XVII Febbraio 1848 (anche l'anno questa volta!) dedicato al rapporto dello Stato con la comunità valdese.

Centrale è Via  IV Marzo in ricordo della proclamazione dello Statuto Albertino (ma c'era già Piazza Statuto, non bastava quella?)

In collina troviamo Viale XXV Aprile e vicino ai giardini reali si trova Viale I Maggio

Centrale e molto trafficata è Via  XX Settembre dove si trova la casa in cui Michele Novaro musicò l'inno di Mameli.

Dalle mie parti si trova Corso IV Novembre . In quel giorno che ricorda la fine della prima guerra mondiale, quando ero ragazzino era vacanza da scuola ed allungava il "ponte dei Santi". Quel giorno lì si andava dalla nonna Lina (Carolina) per festeggiare il suo onomastico e la domenica successiva (prossima al 7 novembre, Sant'Ernesto) dalla nonna Ernestina. 

L'anno termina con la Piazza XVIII Dicembre, in cui una lapide ricorda il triste motivo di questa dedica legata alla storia di Torino.

Il privilegiato è Febbraio che oltre ad una strada ha pure un giardino, ma altri mesi mancano di citazioni. 

Per ovviare ropongo quindi:


Cominciamo con Ottobre a cui propongo un luogo dedicato al XV Ottobre  perchè fu il primo giorno del calendario gregoriano 

Dedicherei almeno una piazza a XV Giugno, il giorno più importante della storia, cioè la mia nascita. (Spero che nessuno dica che sia una data divisiva, essendo la data che nelle elezioni amministrative del 1975 ha visto una grande affermanzione del PCI e a Torino ha permesso a Diego Novelli di diventare sindaco)

A Luglio eviteri il IV e il XIV (non siamo nè americani nè francesi!). Sebbene non ami particolarmente nessuna delle due dinastie reali torinesi, però occorre ricordare episodi che hanno segnato la storia della nazione che hanno avuto come "epicentro" la nostra città: XI Luglio fondazione della FIAT; XIII Luglio i Savoia da duchi diventano re (di Sicilia!!!)

Ad Agosto dedicherei una via/piazza a II Agosto, proprio perchè si rifà ad un "falso amico" tra il piemontese (e altri dialetti) ed il francese (les deux a gauche)

Per Gennaio? C'è già via Rio de Janeiro che vuol dire "fiume di gennaio": Si accontenti.



mercoledì 20 agosto 2025

Intelligenza artificiale ed agricoltura biodinamica

 


Ho terminato la lettura, più o meno in parallelo di due testi su un argomento simile, ma molto diversi tra loro nel contenuto. Uno, quello di Nilsson, era un mio vecchio testo utilizzato nel 1979 per prepararmi ad un esame universitario: era la traduzione di un testo del 1971. Sì, a quei tempi si parlava già di intelligenza artificiale, anzi il termine è stato coniato nel 1955. L'altro testo, di Mellano, era un testo divulgativo, imprestatomi da mio cognato, scritto di recente. 

Il Nilsson non comprendeva esattamente il programma d'esame. Occorreva portarne solo una parte, e poi c'era un'altra parte su dispense. Dopo anni ho tirato giù quel testo dello scaffale più alto e l'ho ripreso in mano. Alcune considerazioni le avevo gia fatte in altri post precedenti. (qui uno)

La cosa interessante è che le "tecniche" dietro all'intelligenza artificiale descritte nei due libri non coincidono. Mentre nel testo del 1971 sono presentati sofisticati algortmi per giochi, dimostrazioni formali di teoremi ecc... nell'altro si parla molto delle reti neurali e i sistemi di AI "addestrati".

Testo, quello di Mellano, molto interessante. Comincio dal fondo: mi è piaciuto che abbia citato il compianto prof. Piero Torasso (il prof per cui dovevo portare all'esame parte del testo di Nilsson) presona che reputavo un genio e che sapeva fare appassionare alla materia che spiegava.

Per il resto, la prima parte e la parte finale per me erano cose risapute e condivido pienamente quanto dice. La parte centrale invece scende in dettaglio su argomenti che per me erano scatole nere di cui io vedevo solo l'ouput: nel 1990 avevo impattato la prima volta con un sistema di visione che riconosceva le fette biscottate buone/non-buone e segnalava dove era il loro baricentro. Pigliavo quei dati e con algoritmi classici, dovevo guidare il posizionamento della "zampa" che le doveva prendere. Poi nei primi anni 2000 al Centro Ricerche Fiat i risultati dei sistemi di visione da tenere conto come input per altri algoritmi andavano dalle palpebre del guidadore che si chiudevano per la stanchezza, alla linea di demarcazione delle carreggiate... Ma "cosa ci fosse dietro" non me n'ero mai occupato. 

Ovviamente anche l'autore -Mellano - come il sottoscritto ha fatto esperimenti di domande "strane" all'AI per vedere certi comportamenti. Al momento della stesura del testo non c'erano ancora Deepseek e Claude:  questo è un argomento in cui si fa presto a non essere aggiornati! 

Sul tema del chatbot avrei fatto una piccola aggiunta. Nei primi anni 80 si cercava di rendere più facile l'interazione tra l'utente e la macchina. Non so se qualcuno ricorda le linee di comando di UNIX e quelle dell'RSX del PDP11 o del VMS del VAX non erano tento meglio. Ebbene sapevo di gente che si occupava della cosa, ma questi progetti sono morti con l'introduzione delle interfacce grafiche a icone. Con l'uscita di ChatGPT, l'intellgenza artificiale che giaceva nascosta nei motori di ricerca, nelle profilazioni degli utenti, nel riconoscimento delle immagini, nella ricerca del titolo brano che sentivi suonare e non ricordavi quale fosse... ecco che ritorna di moda in maniera esplicita

Perchè prima ho parlato di agricoltura biodinamica? Perchè mi ricordo di aver sentito una presentazione di tale tecnica agricola in cui si bypassava ogni perchè sulla causa-effetto, ma solo sul fatto che a certe pratiche corrispondano molto frequentemente certi effetti. In fondo il comportamento simile dell'AI

venerdì 15 agosto 2025

Scenari inquietanti 😢

 Cercavo dei documenti di mio padre e nell'armadio ho trovato pure le pagelle delle elementari di mia madre. La cosa che mi ha sconvolto erano i frontespizi delle pagelle in quegli anni : ecco qui le foto .(cliccare per ingrandire)

 

Ragazzini schierati in assetto di guerra, evidenziate aree "invase" oltre la penisola, storia narrata al fine di evocare un passato di egemonia territoriale. Noi oggi consideriamo quel periodo come un errore del passato, un errore che ha portato orrore. 

Ma in molte parti del mondo degli autocrati stanno "educando" i  loro sudditi proprio nello stesso modo: militarismo, ampliamento del territorio della nazione, narrazione di un passato in cui la nazione (sebbene sotto altre forme statuali) era egemone su una certa area. Fino a pochi anni fa, nessuno pensava che si potesse tornare in dietro in quel modo, adesso invece 😢

 








sabato 2 agosto 2025

Una Fiat che fu


Ho terminato di leggere un libro avuto in prestito. Oltre quattrocento pagine di lettura molto scorrevole ed interessante, almeno per me per diversi motivi: sono torinese e l'autore, Giancarlo Michellone, era stato l'amministratore delegato del Centro Ricerche Fiat anche nel periodo in cui ho lavorato, purtroppo come esterno e non come dipendente.

Si tratta di una specie di diario che va dal 1966 al 1970 con qualche nota sul prima per inquadrare il contesto, e sul dopo per farci sapere “come andrà a finire”. Le tematiche oltre alle vicende personali – matrimonio e nascita dei figli – che l'autore cita con molta riservatezza, sono il suo lavoro in FIAT e le vicende del suo paese, Cambiano, nella seconda cintura di Torino, di cui, sebbene con riluttanza è stato anche sindaco.

Negli anni sessanta nella cintura di Torino c'è stato un grande incremento della popolazione, dovuto alla crescita industriale. Una conseguenza è stata una grande speculazione edilizia che scaricava i costi dell'urbanizzazione (fognature, acquedotto, illuminazione stradale, scuole elementari...) sulle amministrazioni locali. Sparso un po' in tutto il testo si trovano le battaglie sostenute dalla giunta comunale per mantenere a Cambiano una “crescita sostenibile”, scontrandosi anche contro pressioni di certi portatori di interessi che superavano i limiti della legalità.

Il mondo FIAT che descrive è un isola felice, per certi versi simile al Centro Ricerche FIAT, ben lontana dalla produzione, dalla famigerata “catena di montaggio”. Si trattava del settore “Esperienze” (in cui lavorava anche mio suocero). In quel periodo l'autore si occupava dell'antiskid, un sistema che si prefiggeva di ottimizzare le frenate, soprattutto su terreni gelati, bagnati o comunque non bene aderenti e magari con aderenze diverse sulle ruote. Tematica interessante perché è probabilmente stata la prima applicazione dell'elettronica e della meccanica insieme. Inoltre ha implicato un'organizzazione del lavoro dove i portatori di competenze diverse collaboravano in team multidisiplinari e questo scardinava un po' la suddivisione burocratica dell'azienda.

Non sottolineo altro ma lascio al lettore il piacere di addentrarsi in questa storia.

Parallelamente alla gestazione dell'antiskid, troviamo il racconto delle turbolenze sociali di quegli anni. Anche qui non mi dilungo e passo a considerazioni più personali.

Era la prima applicazione dell'elettronica a bordo veicolo, evidentemente, perché non erano state previste interferenze dei campi magnetici sui dispositivi. Per fortuna degli sviluppatori, non potendo più provare il sistema sui prototipi al Sestriere come avevano fatto alcune volte, decisero di provare nella collina torinese, nella piazza vicino al Faro della Vittoria, non distante dai numerosi ripetitori, allora penso della RAI.  Lì il comportamento del sistema diventava misteriosamente “assurdo”. La spiegazione del fenomeno - i campi magnetici dei ripetitori "disturbano" le componenti elettroniche di bordo - viene in mente ed apre una nuova sfida da affrontare. Quante volte, in occasioni ovviamente diverse, è capitato anche a me di dire: “È andata bene che questo caso non previsto è venuto fuori nei test e non dopo il rilascio del sistema!”

Quello che non capisco è che verso la fine del libro si racconta di un antiskid della concorrenza, montato su un mezzo "di serie" in funzione, che ha un grave problema causato proprio da interferenze simili. Possibile che la protezione dalle interferenze non fosse diventata una caratteristica necessaria per l'omologazione?

Ho apprezzato molto anche la ricchezza linguistica. Sono molte le frasi in piemontese riportate, ma, seppur in misura minore, c'era anche il veneto di Zottarel, l'inglese, qualcosa in francese e nache una frase multilingue di un greco.

Giancarlo Michellone era l'amministratore delegato al CRF, ma non ho mai avuto contatti diretti con lui (a parte l'omaggio di un trolley fatto anche a me come componente di un team che aveva lavorato sulla funzione di “evasione ostacolo”)

Conosco il figlio Gianluca di cui il testo cita la nascita ed i pianti notturni.

Ho conosciuto invece l'ing. Mario Palazzetti, che progettava le prime schede elettroniche a bordo veicolo. Quando lo conobbi era un vecchio signore ormai “consulente” del Centro Ricerche. Non collaboravo direttamente con lui, ma mi è capitato di andare a pranzo insieme in mensa ed era un conversatore interessante.

Sono stato anche al brindisi di inizio pensione di Ezio Lendaro.

Ovviamente Zottarel, il collaudatore spericolato, non l'ho conosciuto, ma guarda caso, anche il driver con cui ho fatto molti test e acquisizione dati era un ex-paracadutista. Non nella Folgore, ma negli Alpini Paracadutisti. Evidentemente per fare quel lavoro occorre una certa forma mentis.

Ultimo ricordo. Nel libro si cita un certo ing. Ravizza che nel 1970 aveva quarant'anni. Mio padre, negli ultimi giorni della sua vita, ogni tanto si immaginava di essere in situazioni evidentemente accadute in passato e parlava anche dell'ing. Ravizza. Ora in Torino, di Ravizza, ingegneri nati intorno agli anni '30 non penso che ce ne fossero molti. Chissà se era lui ?

domenica 6 luglio 2025

Spese per la difesa 😱

Sul tema del 5% del PIL in difesa, ricordando l'inciso manzoniano nella descrizione del milanesato nei Promessi Sposi, 
“...e provvisioni per l'esercito, e lo sciupinìo che sempre le accompagna
 viene il sospetto che nella migliore delle ipotesi sia una forma surrettizia di aiuti di stato ai “capitani d'industria” che non hanno saputo prevedere l'evolvere del mercato.
 
Se invece difesa deve essere, per essere efficaci, occorre partire dalla situazione bellica attuale: Ucraina e Gaza insegnano che gli aggressori puntano direttamente alla popolazione civile e i principali obiettivi sono gli ospedali, poi scuole e case. Allora i nuovi ospedali che si progetta di costruire o ristrutturare, si edifichino col 5% del PIL “a prova di attacco di missili e droni”. Idem per l'edilizia scolastica, che pare abbia delle necessità impellenti, ma manchino i fondi: inquest'ottica ci sarebbero!
 
Questo approccio, oltre ad essere difesa efficace considerando il modo attuale di gestire la guerra, potrebbe affievolire il dilemma “o armi o welfare”, sarebbe compatibile con la nostra costituzione che giustamente prevede solo la difesa, ma non aggressioni e invasioni a stati terzi.