giovedì 13 dicembre 2018

Esempio di FakeTruth:


Faccio una doverosa premessa. Io sono al di fuori di ogni schieramento ideologico precostituito, mi interessa solo ogni storia singola, con le sue speranze e le sue sofferenze: sul tema della migrazione mi sento vicino ai migranti "concreti" e alle loro storie di difficoltà, spesso causate anche da loro errori di valutazione, stimolati dalla fake truth che è stata loro raccontata. Di esempi ne ho conosciuti molti collaborando al Banco Alimentare. Non sopporto ne buonismi astratti, nè assurdi utilitarismi alla "gli immigrati ci pagano la pensione", nè meno che mai a forme di intolleranza e di razzismo.

Tento di fare un esempio di fake truth che sfrutta la scarsa conoscenza della matematica degli italiani.
Mi riferisco ai dati dell'Istituto Cattaneo sui dati tra l'immigrazione reale e l'immigrazione percepita.

Il coro di molti elzeviristi su questi dati è stato una fake truth. I numeri sono scientifici, sono la verità assoluta, la percezione è un errore, frutto di ignoranza pregiudizi e tante altre cose che rendono "incompetente" il popolo dei vili meccanici.

La matematica invece insegna un'altra cosa.
Inconsciamente, è entrato nella testa delle persone di mediocre cultura, che quando si parla di statistiche si abbia a che fare con una distribuzione che si avvicina alla "Gaussiana" cioè distribuzioni in cui la moda e la media sono prossime se non coincidenti. Poi più ti allontani dalla media/moda più gli elementi del campione che assumono un valore lontano, diventano rari (Code della gaussiana). A volte i dati con valori "troppo" lontani dalla media, sono addirittura scartati dal campionamento (es: criterio di Chauvenet)
Esempio inutile ma che mi diverte fare. Come maschietto trovo che la maggior parte delle donne siano bellocce. Sono un po meno le brutte e le bellissime. Di donne raccapriccianti ne  ricordo solo tre (tutte mie ex insegnanti) e di donne che mi hanno mandato in tilt per la loro bellezza solo quattro (una l'ho sposata).
La stessa battuta sulla media del pollo prevede che uno mangi zero polli e l'altro 2, comunque dati intorno al valor medio e alla moda, ma non che ci sia uno mangi 80 polli e siano in 79 a mangiarne nessuno.
Invece i fenomeni connessi alle reti non  seguono una distribuzione assimilabile alla gaussiana. Il successo di uno attrae e decreta l'insuccesso di tutti i suoi "vicini". Io ho iniziato a usare Whatsapp perchè tanti usavano Whatsapp e da allora ho smesso Skype... Spesso vai a vedere un film perchè tutti ne parlano, idem per i libri. Quindi troveremo dei picchi tra valori bassissimi di altri.
Ma attenzione, se ripetiamo lo stesso ragionamento in un dominio ristretto, troviamo lo stessa distribuzione non gaussiana in scala ridotta. (frattali)
Mi spiego. Supponiamo che nel grafico dei best-seller ci sia un valore altissimo per esempio per HarryPotter. Ma se restringiamo il campo d'indagine ai libri di "entomologia" (argomento a me ingoto) troveremmo che ci sono "sacri testi di riferimento" che sono l'HarryPotter dell'entomologia. Libri che nel grafico completo, manco comparivano.
La migrazione è un fenomeno legato alle reti. I sociologi parlano di "catene migratorie". Non mi soffermo sul perchè, abbastanza intuibile e comunque documentato da tutti i testi che si occupano delle migrazioni.
L'8% che dovrebbe essere il valore di riferimento, è un'astrazione pura. A seconda del contesto in cui mi muovo troverò sempre un valore quasi nullo o molto più alto. Certe categorie professionali sono molto frequentate da certe nazioni: badanti slave o peruviane, domestiche filippine, parrucchieri cinesi, pizza-kebeb egiziani o nord africani... mentre è raro trovare, che ne so, un maestro di sci nigeriano...
Sarebbe bello che le nostre città avessero una popolazione equamente distribuita secondo la provenienza, invece ci sono zone dove al massimo di straniero puoi vedere una badante che accompagna anziani, mentre altre dove gli italiani sono minoritari e, peggio ancora i locali sono quasi tutti omogenei.
Quindo la migrazione all'8% nei fatti non esiste, o meglio è un dato privo di senso. Occorre analizzare i domini (professioni, aree di residenza, attività ludiche, ahimè tipo di reati ...) e alla fine si vede che la percentuale dei migranti o è maggiore o minore.
La percezione è corretta. Il dato reale è poco significativo.

lunedì 30 luglio 2018

Fake News e il mango di don Bonardello

In questo periodo si parla molto di fake news.
Dal mio punto di vista il problema non è nella notiazia falsa in se, ma è nella capacità delle persone a filtrare, interpretare e gestire le notizie.

Ero bambino. Ricordo che gli adulti leggevano il quotidiano  più diffuso a Torino (La Stampa) e lo chiamavano La Busiarda. Questo indipendentemete dall'ideolgia di riferimento. Evidentemente filtravano ed interpretavano.

Ero poco più che bambino. La mia lettura preferita fu "Il Barone di Munchausen" di Raspe, ovviamente nell'edizione "per ragazzi". Ovviamente non credevo che sparando ad un cervo con dei noccioli di cigliegia, le corna avrebbero prodotto foglie e frutti... e non credevo in nessuna altra delle sue improbabili avventure, ma appunto leggevo queste cose in un contesto in cui era chiaro che si trattava di fantasia, anche se l'io narrante intercalava ricordando che quello che raccontava erano cose che a lui erano veramente accadute.

Primo anno di liceo scientifico. Il nostro prof di religione (che era anche un prof di scienze) don Marco Bonardello, nella prima o in una delle prime lezioni, per parlare della ragionevolezza della fede, disse: "Sapete cos'è un mango?" era il 1970, non c'era la globalizzazione attuale. Quasi nessuno lo sapeva.
"Il mango è un frutto tropicale, buonissimo ma facilmente deperibile, per questo non viene importato (ribadisco 1970!) Ecco se uno di voi mi dicesse "Ieri ho mangiato un mango" non gli crederei, ma se sapessi che ha una sorella maggiore che fa la hostess o comunque qualcuno di prossimo a lui che lavora in una compagnia aerea che fa voli internazionali, potrei pensare che non sta raccontando una frottola. Il giudizio di verità dipende dagli indizi che uno ha riguardo al testimone...." e da qui passò alla ragionevolezza della fede cristiana legandola alla testimonianza della Chiesa
In effetti il  Fact checking dell'aereopago di Atene, classificò la "buona notizia" (Evangelo) come una fake news. Sono stati gli indizi che hanno dato i testimoni nel corso degli anni, a renderla credibile.
Ma siamo capaci di cogliere gli indizi?

domenica 29 luglio 2018

Basta bandierine!

Seguivo i tweet di Matteo Renzi e poi per qualche giorno ho seguito pure quelli di tal Francesca Totolo
Renzi mi interessava quando aveva un certo peso politico. Mi stava simpatico nel 2014 poi si è avviato un rapido declino che non sembra fermarsi.
 Francesca Totolo non sapevo chi fosse, ma avendone sentito parlare terribilmente male, mi incuriosiva sapere cosa dicesse veramente
Per entrambi i loro tweet erano seguiti da un numero considerevole di risposte di utenti che quasi mai aggiungevano informazioni sensate, per lo più insulti. Inoltre molto spesso perdevano il filo del messaggio iniziale e si insultavano tra loro.
Molti di questi nei loro nomi inserivano emoticons. Alcuni avevano o una bandierina dell'Unione Europeaed erano contro quelli che avevano una bandierina dell'Italia. Alcuni le avevano tutt'e due, ma si schieravano con quelli che avevano solo la bandiera UE. Altri poi aggiungevano cinque stelle nel loro nome ed erano alleati dei "solo bandiere italiane".
Sebbene qualcuno avesse ogni tanto qualche mezza ragione (e da una parte e dall'altra) mi ha stufato questo dialogo tra sordi e ho smesso di seguire quei due seminatori di zizzania.
La realtà è molto complessa: le storie personali, le inefficienze della macchina burocratica, le ingiustizie ancora presenti, anzi le nuove ingiustizie che i nuovi scenari permettono di attivare... imporrebbero una visione leggermente più globale che la divisione noi-loro non può fare che aggravare la situazione.
Ma due temi sono emersi su cui mi piacerebbe approfondire
La posizione della Chiesa Cattolica ed in particolare di Sua Santità Papa Francesco sul tema dei migranti
Le fakenews
 Mi prometto di intervenire prossimamente su questi temi

https://www.ibs.it/santo-evangelo-meditato-da-bottegaio-ebook-roberto-bera/e/9788826457628

martedì 6 febbraio 2018

Speciale Elezioni / Sono torinese, quindi niente M5S

Dopo aver criticato LeU e Berlusca e il centro destra, dopo le abbondanti critiche a Renzi, pare, per esclusione che io appoggi il M5S.
Se dovessi scrivere tutto il male che penso di loro e soprattutto della loro involuzione, dovrei scrivere per ore e non ne ho il tempo.
Riassumo dicendo che vivo a Torino, quindi il M5S non è neanche da prendere in considerazione (se non come il male peggiore!)

martedì 23 gennaio 2018

Speciale Elezioni / FAT TAX no FLAT TAX

Uno dei motivi per cui non voterò per il centro destra è la Flat Tax. Oltre la palese incostituzionalità della proposta (ma di cose contrarie alla costituzione ce ne sono moltissime, quindi il rischio che la introducano c'è veramente) con questa FLAT TAX Berlusconi ed il centro destra vogliono affossare quello che era una volta il ceto medio: proprietari della casa di abitazione, stipendi impiegatizi. I soldi in più in tasca sono pressochè nulli o pochissimi in più, in cambio di una perdita di molti servizi pubblici. Ovviamente non la chiameranno così, ma "riduzione degli sprechi" o "razionalizzazione".
Gli straricchi ci guadagneranno moltissimo e potranno comunque pagarsi le cure privatamente.
Invece avremo (forse) una riduzione dell'IRPEF ma aumento dei ticket sanitari, dei biglietti dei treni e bus e/o una riduzione delle loro corse e via di questo passo.
Non penso che sia vero che qualche soldo in più nelle "tasche degli italiani" sia un volano per l'economia: se va bene finiscono in importazioni dalla Cina e Taiwan, se va male, per i ricchi nelle banche svizzere o per i poveri nelle slot machine.
Di roba ne abbiamo troppa, sono le visite mediche, gli esami sanitari senza coda, chi assiste gli anziani, chi tiene i bambini piccoli, come raggiungere velocemente il posto di lavoro... che mancano!! Invece occorre investire di più sulla qualità dei servizi publici, che offrirebbero anche una buona opportunità di lavoro. Ma per questo ci vuole la FAT TAX (non FLAT TAX)

venerdì 12 gennaio 2018

Speciale Elezioni / Liberi e Uguali : cosa manca?

Liberi e Uguali richiama alle parole Liberta Uguaglianza e Fraternità, trinomio della rivoluzione francese. A parte la critica che si può fare a questo trinomio su come  (non) è stato realizzato proprio da coloro che ne erano gli alfieri, il fatto stesso che un partito italiano salti volutamente un terzo dei valori che sembravano legati insieme, non può che generare delle domande. Perchè l'hanno fatto?
Perchè hanno avuto una strana forma di pudore a mettere anche "fraterni"? Ma eludere la capacità di riconoscere un'origine comune e quindi guardare positivamente le altre persone, mi lascia abbastanza perplesso.

Per scendere nel dettaglio io, deluso da Renzi, speravo in una sinistra-sinistra ma quasta mi ha deluso. Bersani forse ha un back-ground culturale di amministratore regionale e ministro, ma Grasso che ha da spartire con i diritti dei lavoratori, con il welfare, con i sindacati? Idem in peggio per la Boldrini. Peggio che mai per il bombardatore NATO della Yugoslavia, per lo svenditore del patrimonio statale alle multinazionali estere, per il vinificatore di vino francese in Umbria... Ma quel che è peggio di quell'uomo (e di tutti i suoi sodali) che quando Gorbacev ha chiuso con il comunismo, questi non hanno fatto la minima analisi critica del fallimento di quel sogno ma hanno mantenuto le strutture di potere gestendole come avrebbe fatto un liberale qualunque.
Insomma, non rappresentano nessuna alternativa a sinistra, nel senso di salvaguardia dei valori della sinistra.
Damiano, per esempio, che ha una lunga esperienza sindacale e mi pare capace di fare il suo lavoro è rimasto nel PD.
Ecco un partito per cui non voterò.

sabato 6 gennaio 2018

Speciale elezioni

Anche se twitter ha gentilmente aumentato il numero dei caratteri disponibili, questi non sono sufficienti per segnarmi i pensieri che mi passeranno per la testa da qui al 4 marzo.
Come avevo fatto per il referendum sulle riforme costituzionali del 4 dicembre (eh sempre 4, chissà se qualche cabalista sa trarne sinificati occulti!), riprendo questo vecchio blog ormai stantio per segnarmi ogni tanto qualche considerazione.


domenica 30 luglio 2017

La GTT sbaglia / approccio globalmente sbagliato.

Sono un assiduo, nei limiti del possibile, frequentatore dei mezzi pubblici.
Mi piace molto quella foto del futuro papa Francesco, allora arcivescovo di Buenos Aires, seduto in metropolitana.
Orbene, pare che i mezzi pubblici abbiano grossi problemi di debito. Lo credo bene!!!!

Supponiamo che ad un commesso (non padrone) di una salumeria, un cliente chieda "Prosciutto marca XY" ed il commesso debba dire "Non ce l'abbiamo, ma le consiglio il prosciutto marca YX che... "  "ah no!" dice il cliente "o XY o niente" ed esca dal negozio. E supponiamo che la scena si ripeta con vari clienti, molte volte ogni giorno. I casi sono due 1) il commesso non dice nulla al titolare ed nel giro di poco perdono tutti i cliente 2) il commesso ne parla con il titolare, il titolare lo ascolta e magari decide di fornirsi anche della marca XY per non perdere i clienti.

Bene. La GTT non segue questa seconda strada.
Nei meiei viaggi sulla linea 10 (fino a pochi anni fa quotidiani, poi purtroppo rarefatti) ho sempre notato l'assurda situazione della fermata 32 (per me prima o poi ci scappa il morto - una soluzione al probelma) o del fatto che nell'attraversare largo Orbassano da nord verso sud, quando il semaforo per il 10 che si trova in corso duca degli Abruzzi diventa verde, il 10 spesso non riesce a muoversi perchè bloccato da un'auto ferma al rosso di corso Rosselli che sta sui binari ed obiettivamente non può andare ne avanti ne indietro. (due soluzioni al problema!)
Se lo notavo io che passavo una volta al giorno non penso che non lo notassero i tranvieri che ci passavano ben di più!
Allora siamo nella situazione 1) del salumiere.
Evidentemente non esiste una mentalità aziendale dove coloro che sono a contatto diretto con l'erogazione del servizio sono implicati per primi nel notare i margini di miglioramento, e quanto loro dicono non è considerato un mugugno, ma un imput per le decisioni organizzative;
finchè le decisioni sono prese da un management che magari viaggia pure in auto (speriamo non blu!) l'azienda non potrà che fare debiti e non c'è modo per venirne a capo.
L'unico modo è cambiare mentalità: che chi è a contatto con l'erogazione del servizio sia coinvolto nel miglioramento del processo in prima persona, ed il management parta dai suoi input, non da pensate a tavolino.
Toyotizzatevi!

 

mercoledì 5 luglio 2017

Diego Fusaro sbaglia / Migranti = Compagni che lottano con noi


Diego Fusaro non sbaglia le sue analisi sono lucidissime e corrette. Eppure…
Ho in mente un’analisi più dettagliata della mia critica al lucidissimo, valido e simpatico personaggio. Ora mi limito ad un giudizio molto di dettaglio:

Migranti= Esercito industriale di riserva.
Dice il Nostro. Perfetto in ottica marxista. Sicuramente UNA delle intenzioni di chi li fa venire. Ma ...
Perché accoglierli non vuol dire anche renderli edotti dei diritti dei lavoratori, delle lotte operaie, della solidarietà non dico di classe, ma del popolo
Perché non farli diventare compagni che lottano con noi?
Probabilmente perché la sinistra italiana, che per anni si è limitata a demonizzare berlusca, la sinistra delle banche e della lottizzazione, non ha più la cultura per farlo.

Probabilmente perché il popolo di sinistra, oramai abituato alla politica davanti ai TV nei talk-show, non ha più i luoghi e le relazioni umane per fare una simile impresa.

E' vero, i migranti ci mettono di fronte a noi stessi, rendono evidenti i nostri problemi.

lunedì 19 dicembre 2016

Renzi sbaglia, io no!

Se qualcuno avesse per caso letto il mio precedente post (ne dubito!) direbbe che ho sbagliato. Prevedevo la vittoria del SI ed i dati numerici dicono che ha vinto il NO.
Ma dice il proverbio "squadra che vince non si cambia" ed in effetti la squadra è la stessa... quindi vuol dire che ha vinto, per qualche altra strana scorciatoia della post-democrazia, che non ha nulla a che fare con il conteggio dei numeri....

giovedì 1 dicembre 2016

Renzi Sbaglia/Accozzaglia e oltre (dopo la vittoria del SI)

Renzi ha definito i sostenitori del NO "accozzaglia". Infatti il NO prende consensi tra destra sinistra e centro, il SI (che comunque vincerà!) solo tra centristi e sinistra post-blairiana. Ma Renzi sbaglia perchè anche il CLN prendeva consensi tra sinistra rivoluzionaria, PCI pragmatista, socialisti e socialdemocratici, cattolici democratici, liberali, laici centristi e militari culuralmente di destra (vedi Franco Balbis, che precedentemente era stato decorato da Rommel) Una gaffe enorme, che nessuno ha fatto notare, vuoi per piaggeria verso il prossimo capo supremo (ovviamente passacarte di big della finanza, ma per i giornalisti dell'italglietta capo supremo), vuoi perchè tanto la storia si dimentica, quello che conta è l'innovazione.

Ma a partire dall'accozzaglia vorrei andare oltre. Sarebbe stato positivo che personaggi come Raniero La Valle, Robi Ronza, tanto per citarne due che scrivono le cose più sensate, o comunque quelli che si trovano sulla stessa sponda da posizioni diverse, si "parlino". Ovviamente  includere poi nel dialogo anche quelli che per  ragioni di ricerca del potere a breve, hanno preferito stare con il SI, pur avendo alle spalle una storia di esperienze positive.

Sempre sull'oltre occorre affrontare un problema: vincerà sicuramente il SI per i motivi che vedremo dopo.  Come allora creare spazi di democrazia vera, reale concreta sussidiare in un contesto sempre più invasivo? Come creare percorsi di pace, quando la modifica all'art. 117 di fatto contraddice anche l'articolo 11 e quindi potrà entrare in guerra contro chi ce lo chiedono i big della finanza? ed altri problemi simili.

Perchè vincerà  il SI ? Perchè le multinazionali lo vogliono. Uber non può permettersi una nazione con i taxi così regolamentati (comunque non ho nulla a favore dei tassisti italiani che sono una bella casta, ma sarebbe meglio risolvere il problema da noi!) Starbucks non può permettere che uno entri in un locale e  Pino (Nino, Gino, Rino....o Pina Nina Gina Tina...) ti saluti chimandoti per nome e aggiungendo magari qualche titilo accademico o quello nobiliare di tuo bisnonno, e ti chieda se vuoi "il solito" e tu dica "sì, va bene grazie!" No, la "experinece" di "customer satisfaction" deve essere unica in tutti i locali della catena del mondo e definita da un ristretto team di MBA con esperineze internazionali.... Insomma chi vuole essere dio, non può sopportare il fatto di non avere tutto sotto controllo.....

per approfondire