domenica 12 novembre 2023

No X

 

Per me Twitter è stato un piacevole passatempo. Iniziò ad incuriosirmi il fatto che fosse stato implementato usando Ruby on Rails (poi abbandonato). Fu un interessante modo per essere informato su argomenti che mi interessavano.


Ultimamente è cambiato il logo e quella X su campo nero è doppiamente tetra.

La X su una parola o disegno significa spesso “cancellazione”: i Notav hanno una X sopra la sagoma di un treno, per esempio. Il nero è un colore un po' cupo, sebbene preferisca il verde, anche l'azzurro di Twitter era meglio

Poi il nero è il colore di un'area politica e la X ricorda DVX, insomma una dittatura che ha portato l'Italia ad allearsi con un pazzo criminale e l'ha condotta prima in una guerra coloniale, ingiusta come tutte le guerre, ma per giunta anche “fuori tempo massimo” e poi in una guerra mondiale disastrosa. Insomma, una delle pagine più drammatiche della nostra storia.

Ma X, il nuovo Twitter, è peggiorato: diventa invasivo, dando troppi suggerimenti inutili, ci sono troppi profili fittizi che coprono di insulti altri profili e non c'è modo di segnalarli. Sostanzialmente tutto è permesso.

Alcuni “compagni di Twitter” sono scomparsi

Ricordo la signora libanese che faceva interventi interessanti, e addirittura le avevo proposto una gita a Torino, insieme col marito, sperando che contraccambiasse con invito in Libano per me e mia moglie, ma poi scomparsa dopo l'esplosione e penso anche l'impoverimento generale del paese.

Alcuni personaggi come Riccardo Bonacina, Leonardo Becchetti e Nello Scavo potrò andarli a leggere in altro modo.


Alleggerirò lo smartphone.

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