giovedì 19 marzo 2026

San Patrizio e il dopo-referendum

 


Pochi giorni fa è stato San Patrizio (17 marzo)

Nel 1985 mi trovavo York, PA per lavoro. Era il 17 marzo era domenica e mi recai a Washington per trovare Luigi Mettica ed un suo amico che risiedevano temporaneamente lì. Ci recammo anche a messa. Quel giorno in giro per la città e soprattutto presso e dentro la chiesa, si vedevano persone che indossavano capi di vestiario verdi: giacche, maglie o anche solo una cravatta, ma c'erano signore in tailleur verde! Erano per lo più persone di origine irlandese. San Patrizio è un loro patrono.

L'Irlanda, è una nazione che mi sta molto simpatica, pur non essendoci, purtroppo, mai stato. Mi sta simpatica perché in barba a tutti i discorsi sull'occidente, sul colonialismo, terzomondismo, ecc... la violenza dei colonialisti si è abbattuta anche e spesso prima, contro altri “occidentali” e l'Irlanda è stata una delle tante vittime del colonialismo inglese. Il verde era diventato un simbolo del desiderio di liberarsi dal giogo inglese ed un emblema della propria identità.

Mi piace molto anche la musica irlandese, forse perché ha delle strutture melodiche che si adattano bene alle sinapsi del mio cervello e non nego che mi sarebbe piaciutotrovarmi qui.

Però fino a che punto il cattolicesimo degli irlandesi non diventava un fattore identitario in contrapposizione al protestantesimo degli invasori inglesi? La loro fede cristiana, era la fede in Gesù o era una forma di religione “alla Durkheim” cioè un fatto sociale dove una certa “popolazione” crea i suoi miti e riti per identificare se stessa in opposizione ad altri?

In quel momento mi è venuta una ispirazione. Immaginando San Patrizio in paradiso, con altro concetto di tempo, ove si fanno salti storici, e immaginandolo sacerdote, com'era in vita, ma con il rituale attuale, lui stesso il giorno di San Patrizio non si sarebbe vestito di verde, ma di viola, perché quello è il colore liturgico del 17 marzo. Intuizione geniale: Gli abiti liturgici rappresentano un'appartenenza più grande di quella del “gruppo” con i suoi pur validi miti fondativi e riti che li evocano.

Che cosa ha che fare questo con il referendum? Purtroppo, sia vinca il NO, sia vinca il SI come pare più probabile, la frittata è fatta. In tutto il mondo, anche a causa degli algoritmi dei social, si va verso una radicalizzazione estrema delle posizioni. In Italia questa campagna referendaria, ha dato una spinta molto pesante verso la polarizzazione. Personalmente conosco persone degnissime che voteranno NO e altre SI.

 E' necessario trovare “abiti liturgici” che indichino un'appartenenza più grande e che facciano fare un salto oltre questi opposti steccati.

 

 

 

mercoledì 11 marzo 2026

In buona compagnia! (ma non per quanto riguarda la dieta!)

Altro post correlato al tema del prossimo referendum (qui uno, qui l'altro)

Post molto lungo che mi è costato un certo lavoro.


Come avevo già accennato qui, ma parlando di un'altra modifica che a me pare necessaria, anni fa mi sarebbe piaciuto scrivere “La costituzione vista da un Hacker”. Non ho avuto tempo. Però mi sono accorto di essere in buona compagnia perché uno dei massimi matematici del XX secolo, Kurt Gödel, quando aveva dovuto sostenere l'esame per avere la cittadinanza statunitense, aveva detto di aver scoperto una “falla” nella costituzione che avrebbe permesso di trasformare gli USA in una dittatura fascista. I giudici non hanno chiesto, nè lui ha spiegato in che cosa consistesse questa vulnerabilità, né l'ha spiegato in seguito. Sono state fatte varie ipotesi sulla “Falla di Gödel”, tema venuto nuovamente a galla con l'elezione di Trump.

Premetto che non mi reputo all'altezza matematico-filosofica di Gödel, ma mi reputo meno fesso di lui nel rapporto con il cibo, siccome morì d'inedia per paura di essere avvelenato.

Volevo capire se qualcuno dei padri costituenti fosse stato un matematico. Andare a vedere la biografia di ognuno era un lavoro un po' lungo. Ho pensato di farmi aiutare dall'Intelligenza Artificiale, ma è stato anche peggio. Lasciamo perdere, perchè ci sarebbe da fare un post solo su quello. Ho trovato un certo Antonio Pignedoli, la cui cultura matematica era più legata alla meccanica razionale, alle applicazioni nella fisica, che agli studi successivi a Russel, alla logica e ai fondamenti della matematica stessa. Siamo del 1946/48 e, se anche vi fossero stati altri matematici che mi sono sfuggiti nell'elenco, probabilmente avrebbero avuto tutti in background più fisico-matematico che matematico-logico-filosofico.

Tornando a me, le “vulnerabilità” nel sistema “costituzione italiana” in cui l'Hacker può entrare a fare pasticci, sono spesso dovute alla presenza di asimmetrie di dettagli, su certi argomenti. Punti in cui la Costituzione traccia solo principi  fondamentali ed altri in cui arriva a dettagliare forme operative. L'esempio tipico è il referendum abrogativo (Lo so non è questo il caso!). E' stato deciso nel dettato costituzionale il numero di firme necessarie. Ma a quei tempi non solo non esisteva internet, ma non esisteva neanche la TV per diffondere le notizie. Poi per la firma autenticata occorreva andare negli uffici municipali oppure ai banchetti dei promotori muniti di notaio. Oggi basta SPID o CIE per l'autenticazione. Orbene è facile raccogliere 500.000 firme senza creare una tensione nel paese (come ai tempi del primo referendum abrogativo nel 1974) e lasciare una grossa percentuale di indifferenti. Ora i contrari all'abrogazione per “appropriarsi” del voto degli indifferenti si astengono dal voto, cosicché lo schieramento, a parte percentuali ridicole, è tra chi va a votare per l'abrogazione e chi, favorevole al mantenimento, non si reca alla urne. Questo però rende il voto palese, in contrasto con l'art. 48 sulla segretezza del voto.

Torniamo a questo referendum (senza quorum) e al ragionamento dell'hacker .

L'hacker vede nello sbilanciamento “dettagli espliciti” e “genericità” dei punti di vulnerabilità in cui fare pasticci.

In questo caso, solo per fare un esempio, vediamo che gli articoli così modificati definiscono abbastanza bene come formare la lista dei togati da sorteggiare, ma lasciano nel generico (cioè a leggi successive) la formazione della lista da cui sorteggiare la componente “laica”. Quanto sarà lunga lista da cui sorteggiare i “laici” e con che criterio sarà formata? Non si dice, si lascia a leggi successive. Questa andare con uno zoccolo ed una ciabatta, aumenta le probabilità di inciampi ee cadute rovinose nel cammino. 

Il sistema giudiziario italiano è perfettibile? SI. Il codice del software con cui lo si vuole migliorare è scritto a prova di hacker ? NO


lunedì 2 marzo 2026

Alcune frasi fatte che non sopporto


Torno a scrivere un intervento su cose facete. In qualche modo mi ricollego allo zio Franco: anche lui amava certe pignolerie ed aveva idiosincrasie lessicali. Condivido con lui anche un certo piacere nel beccare refusi ed imprecisioni. Penso di aver preso da lui in questo, ma mentre lui era animato da una certa vis polemica, io negli errori trovo un certa forma di gusto estetico come scrissi in questo mio libro di memorie.  Vengo al dunque con un elenco di frasi che non sopporto: 

Frase fatta #1: Stonato come una campana. 

La campana di per se non è stonata. La frase vera è "Stonato come una campana rotta".

Frase fatta #2: Pieno di buchi come una groviera. (detto per lo più in senso figurato).

 In realtà il formaggio svizzero pieno di buchi è l' Emmentaler DOP. La groviera, Gruyère DOP, non ha buchi se non pochi occhi e non sempre. Altri formaggi hanno buchi come il Pannerone di Lodi, ma il formaggio dei buchi è l'Emmentaler 

 Frase fatta #3: Una certezza matematica come 2+2=4. 

Non voglio fare il sofista dicendo che prima bisognava definire l'insieme su cui si definisce l'operazione somma, perchè se fosse in una classe di resto modulo 3, per dire, non sarebbe vero. 

Non arrivo a quanto dice Reuben Hersh nel suo pesantissimo libro.  Sostiene che nella storia il concetto stesso di 2 e di 4 è mutato nel tempo in varie civiltà (il 2 e 4 di Diofanto non erano quelli di Cauchy!) .

 Sono molto più terra terra. Rimaniamo nell'insieme dei numeri naturali. Se prendi due mele e le metti in una cesta e poi altre due mele e le metti nella stessa cesta, puoi contare quante mele hai. Quella non è una certezza matematica, è una evidenza concreta che puoi verificare. La certezza matematica è quando ad un numero indicato dalla cifra 1 seguito da due miliardi di  9 ci aggiungi 2 sarà uguale ad un 2 seguito da un miliardo novecentonovantanove milioni novecentonovantanovemila novecentonovanatanove zeri e un 1. Questa è una certezza matematica perchè non potrai mai contare fisicamente tanti "oggetti fisici"  - non ne avrai, se ne avessi non ne avresti il tempo per farlo e comunque perderesti il filo dopo un po' - ma dovrai fidarti di un processo di induzione.

PS: Come illustrazione del post ho chiesto a Gemini vorrei un' immagine che rapprenta un'addizione: due campane + due campane = quattro campane Quello dell'immagine è il risultato