lunedì 16 febbraio 2026

A.A.A. Sviluppatore Software offresi come consulente ai politici! 😄

Propongo alla classe politica, di prendere qualche sviluppatore software come consulente.

Non ricordo esattamente la data, ma tra poco sarà il 50esimo anniversario del mio primo programma per computer. Infatti il corso universitario di Teoria e Applicazione delle Macchine Calcolatrici, iniziava nel secondo semestre, pur essendo un corso “annuale” come estensione del programma e “peso” nel calcolo del punteggio finale.

In questo periodo sento spesso dei politici lamentarsi che i magistrati fanno diversamente da quello che loro si sarebbero aspettati. Ebbene, sono circa 50 anni che sento ripetere la frase “Non prendertela con il computer, sei tu che non hai scritto bene il codice!”

Sì, proprio il codice. Lo stesso termine usato per indicare quello delle leggi che scrivono il politici. Ogni riga di codice, si chiamava statement. Un programma per computer non è altro che una sequenza di istruzioni condizionate da qualche cos'altro, scritte in modo incontrovertibile.

Il mio discorso sul perché gli sviluppatori software debbano aiutare i politici non si ferma qui.

A quei tempi scrivere il codice, e anche capire il codice scritto da altri, non era una cosa semplice. Ricordo i vari linguaggi Assembler, assolutamente criptici, ma anche il Fortran IV non scherzava. Poi il C (senza # e senza ++) dava la possibilità di fare cose molto strambe, e il COBOL era un linguaggio noioso per applicazioni noiose.

Con il passar del tempo (a parte un breve lavoro sui microprocessori) l'Assembler è scomparso dal mio orizzonte, il Fortran IV è diventato Fortran 77 (con la struttura if – then – else e le variabili non limitate a 6 caratteri!) e poi la programmazione ad oggetti e i vari “Visual” e l'utilizzo di sistemi di sviluppo con interfacce grafiche come LabVIEW, Simulink & Stateflow ….

Insieme al semplificarsi dell'interfacciamento “semantico” al computer, si ampliava il campo dell'utilizzo, cioè si facevano applicazioni anche per intervenire in contesti che presentavano maggiore complessità. Le applicazioni sperimentali sugli ADAS (Advanced Driver Assistance Systems) presentano una casistica di scenari possibili ben più complessa del sistema che gestisce una biblioteca di consultazione testi!

Le fasi di test, hanno acquisito sempre più un peso preponderante rispetto alla fase di codifica. E per le fasi di test occorre prevedere degli scenari. Ecco dunque l'utilità che gli sviluppatori software potrebbero dare ai politici.


So benissimo che i politici hanno i loro think tank, le loro fondazione che li supportano in questo. Ma queste entità ragionano sullo scenario di lungo termine, su trand internazionali. Per loro Aquila non captat muscam. Invece occorre scendere nei dettagli. Non sto a dire delle polemiche sulla casa nel bosco in cui alcuni politici accusavano i giudici di applicare le leggi vigenti, o sulla legge 114/2024 che permette ai delinquenti di fuggire e nascondere le prove,
o la faccenda dei dazi sui pacchi cinesi che invece di atterrare in Italia atterrano in nazioni vicine, prive di dazio e arrivano in camion... Procedo oltre, altrimenti sembra che ce l'abbia solo con questo governo. Anche il famoso 110% è stata una idea corretta, ma implementata male. Non ci voleva molto a capire che tanto denaro stanziato in un periodo così breve avrebbe, come primo impatto, fatto scarseggiare le risorse legate al materiale edilizio, aumentando il loro prezzo fino al triplo in certi casi, e quindi riducendo già solo per questo gli effetti dell'investimento pubblico. non mi dilungo, ma modo di implementarla che avevo sentito proporre da Maurizio Pallante era molto meno costoso per l'erario ed essendo molto più protratto nel tempo, si sarebbe dimostrato più efficace. Eppure Pallante non è un softwarista!


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