lunedì 26 gennaio 2026

Stesse domande, altro prodotto : GROK


 Le stesse domande ad un altro tool di Intelligenza artificiale.

Solita premessa: per un benchmark serio avrei dovuto comportarmi diversamente. Fare le stesse domande a prodotti diversi in tempi diversi non ha molto senso. L'intelligenza artificiale si nutre di dati in continua evoluzione per cui a distanza di giorni le sue risposte possono essere diverse.

Solita richiesta di dimostrare che un numero pari maggiore di 2 è sempre la somma di (almeno) una coppia di numeri primi. Anche qui non cade nel tranello di fare una dimostrazione, riconosce la congettura di Goldbach e risponde con un'abbondanza di citazioni per informarmi sui tentativi di dimostrazione.

Cose in comune tra Donald Trump e Mike Bongiorno. A differenza delle altri prodotti, non dice che entrambi hanno presentato in TV dei giochi a premi. Si dilunga con analogie sul linguaggio di basso registro e sulla popolarità i rispettivamente in USA e Italia. Ma fa esempi di analogie di linguaggio abbastranza strane, che obiettivamente non ho capito.

Analogia tra JD Vance e Cagliuso. Il poveraccio che diventa importante. Ma a differenza di altri che hanno risolto l'indovinello, concentrandosi sull'ingratitudine, Cagliuso verso il gatto e JD Vance verso le classi più povere, qui parte con un'analogia tra il "gatto magico" e Peter Thiel, che ha fatto in modo che Vance arrivasse alla (vice)presidenza degli USA. Cito:

Thiel lo finanzia pesantemente, lo mette nel venture capital, lo aiuta a entrare in politica, lo candida, lo porta alla vicepresidenza.
Molti dicono: senza i soldi, i contatti, le spin e la protezione di Thiel, JD Vance sarebbe rimasto un ex-marine con un libro semi-sconosciuto e qualche polemica su Twitter. [...] senza il suo "gatto con gli stivali" (Peter Thiel) non avrebbe mai fatto la carriera assurda che ha fatto.
La gatta/Thiel ha creato il marchese/vicepresidente dal nulla, con un mix di astuzia, relazioni, marketing e un po' di... imbrogli narrativi.

Per quanto riguarda il numero delle ragazze che vengono da Lyon e il nome del barone tedesco al servizio dei Savoia, ha "digerito" il Nigra e le indovina.


martedì 20 gennaio 2026

Compilation alcoolica

 Un po' di tempo fa mi ero fatto un CD con compilation di brani musicali in qualche modo legati alle bevande alcoliche - 

Una delle peculiarità di qusto CD è che usava diverse lingue:

Italiano, inglese, francese, tedesco, russo e piemontese


La compilation apre con un omaggio a una somma interprete, purtroppo morta giovane anche a causa del suo rapporto con l'alcool - Il brano non ha nulla a che fare con l'alcool, ma mi piace moltissimo e mi ricoda Janis Joplin  in Inglese

venerdì 16 gennaio 2026

COBOL, James Joyce, David Graeber e il "maròcc"

 Facendo pulizia ho trovato un listato ancora fatto dalle famose stampanti a 132 colonne di cui se ne parla anche in questo mio libro di memorie informatiche


Ho notato che era un listato COBOL e si è scatenato in me uno stream of consciousness degno di James Joyce. Evito di riportarlo perchè non ho sicuramente la tecnica narrativa del grande letterato, ma soprattutto perchè non voglio evocare uno tra i periodi più tristi della mia vita. A parte la "bruttezza" della programmazione in questo linguaggio, in quel periodo era come se si fossero chiusi  tutti gli spiragli che si erano aperti nel 1979 e la mia vita si prospettava come un tunnel cieco. Ma chiudo lo stream of consciousness perchè i pensieri evocati sono veramente brutti.

Poi, osservando bene il listato, nel riquadro rosso vedo la scritta PDP-11, computer mitico, in cui io non ho praticamente mai programmato in COBOL ( il computer del triste periodo era l' HP3000)

 Poi ho letto bene il nome del programma (riquadro viola) e ho letto Yatzee. Ritornato in mente lo scenario !! Quel programma non era mio e non so perchè il suo autore mi avesse "regalato" il sorgente, forse perchè leggendolo, mi rendessi conto di quanto lui era bravo. Ricordo il contesto operativo in cui sono stato. Sono finito a "lavorare" lì (più avanti si capirà perchè lavorare è tra apici) due volte nel mio percorso lavorativo, a distanza di circa 10 anni. In entrambi i casi l'impressione è stata pessima! Esattamente il contrario di come dovrebbe essere un luogo di sviluppo software. Dov'era? non importa, come dico nel mio commento sui Promessi Sposi per manager, <Comunque sia, ormai non è un problema: al posto di quell'azienda, oggi ci sono signorili alloggi residenziali.>

Qui David Graeber avrebbe avuto molto materiale per il suo testo  Bullshit Jobs . Quel signore che mi ha dato quel listato faceva del "maròcc". Mai saputo se nell'usare quel nome i vecchi operai piemontesi avessero qualche riferimento con il Marocco. Non so perchè nel gergo si usasse quel termine per indicare un fatto ben preciso: quando un operaio specializzato, un tecnico, usa degli strumenti dell'azienda per delle attività proprie. 
Esempio tipico: un torinitore si porta un suo particolare da lavorare sul tornio della ditta. Solitamente i "padroni" se il tecnico era un barbìs e non esagerava, e i lavoretti erano personali non conocorrenziali, chiudeva un occhio. Se invece faceva concorrenza, esagerava o c'erano altre conflittualità in corso, allora l'accusa di "fé 'd maròcc" diventava l'occasione per fare causa di licenziamento. Ebbene, quel tale, annoiato di non poter fare muovere le meningi, si era fatto quel programma in COBOL che simulava il gioco con il lancio di cinque dadi. Ovviamente tutto finiva lì, non lo "vendeva" perchè il PDP-11 non era certo un PC o smartphone su cui girano videogiochi. "Scarica l'app" non si usava ancora! 

 

domenica 11 gennaio 2026

Mia ultima lettura - Veramente divertente!


 Dopo qualche lettura impegnativa ho preso in mano un libro che ho trovato veramente comico, anche se di una comicità un po' macabra che va spiegata. 

Si tratta di "Avventure postume di personaggi illustri" di Alajmo e Carapezza. Sono vari racconti sulle vicissitudini delle spoglie mortali di personaggi illustri. Io sapevo della triste fine del corpo mortale del povero Tommaso d'Aquino, ma la sua storia non è citata, forse perchè nel medioevo essere smembrato da venditori di reliquie, era una storia banale. Tra i racconti citati conoscevo quello di Papa Formoso, il cui cadavere venne disseppellito, processato e "condannato" ad essere gettato nel Tevere. Non sapevo però come sarebbe andata a finire e l'ho letto nel libro.

Se il periodo di papa Formoso è un periodo fresco di invasioni barbariche, calato nel più buio medioevo, colpiscono i casi che avvengono in piena cultura scientista, positivista (Bentham, Mazzini...) e addirittura Lenin.

 L'elemento che emerge è quanto siamo fragili e quanto siamo desiderosi di qualcosa in più. Le situazioni surreali che emergono sono anche segno di questo paradosso esistenziale che vorrebbe essere risolto, usando una metafora americana - che ha molti riferimenti in campo tecnico scientifico (bootstrap)  - nel "reggersi ai tiranti dei propri stivali"

Un racconto che mi è davvero piaciuto molto è quello sulle spoglie di Pirandello, perchè immaginavo degli amici siciliani, sia nella scena del'aereo, sia nel cercare di convincere il vescovo (che siciliano non era...) Non anticipo altro....


lunedì 5 gennaio 2026

Le mie ultime letture.

 


Da un po' di tempo non pubblico post in cui racconto quello che ho terminato di leggere. Ho smesso di essere un lettore e mi sono adagiato nella palude del cosiddetto italiano medio? No!  E' che stavo leggendo tre libri in contemporanea, ma libri che non si possono leggere "tutto d'un fiato". Volendo si possono leggere anche così, ma si rischia che non resti nulla. Meglio un pezzo ogni tanto.

Uno non l'ho ancora finito e non ne parlo, anticipo solo che l'argomento è la matematica.

Gli altri due sono libri scritti da preti.

Comincio dal più facile e breve, che ho iniziato dopo e terminato da un po' di giorni. Si tratta di Cieli Sereni di don Luca Peyron.  L'autore acconta della sua astrofilia e del suo osservatorio sul tetto della sua chiesa parrocchiale. Chiesa che conosco bene e mi piace poco esteticamente. E' in una zona importante di Torino, ma è soffocata da edifici più alti. Quasi non la si nota. Il suo osservatorio penso che debba competere con palazzi che lo superano in altezza. Il libro mi piace per due cose: ho conosciuto dei preti che introducevano alla Bellezza (con la B maiuscola) attraverso la musica. Don Peyron lo fa invitando amici e parrochiani con la bellezza del cielo. Ma mi piace anche - e per questo non superavo mai un capitolo per giorno - il fatto che nel suo rapporto con questa sua passione vedesse quasi degli "isomorfismi" con dei passi in un cammino di fede. 

L'altro libro è "Una rivoluzione di sé" che contiene una serie di meditazioni, lezioni ecc... tenute da don Luigi Giussani tra il 1968 e 1970. Molto più oneroso come numero di pagine e come impegno di lettura. Non faccio commenti perchè non vorrei passare per quei cattolici che ne sanno più di san Tommaso d'Aquino e sant'Agostino messi insieme (ce ne sono purtroppo!). Faccio solo un commento. Per apprezzare il carisma (?) la profezia (?) la genialità (?) - non so quale termine usare - di don Giussani occorre tenere presente la data in cui sono stati detti.

Io nel 1969 iniziavo le medie e come tutti i ragazzini dalla prima media alle seconda superiore circa, stavo "riprendendo le misure al mondo":  finisci le elementari, sicuro di te e delle tue credenze poi è come se tutto crollasse, la realtà ti presenta facce nuove, dimensioni nuove ... un altro mondo che devi re-interpretare. Uno degli argomenti che allora mi interessava era la religione. Non ero il ragazzino che si diverte all'oratorio poi crescendo passe a cose più da grandi. No: o era una cosa molto seria, e andava presa sul serio o una sovrastruttura da cui liberarsi. Ero quindi molto attento a cosa dicevano i preti, cosa scrivevano i giornali cattolici ecc...Trovavo o un formalismo aberrante, una inutile e per certi versi goffa benedizione dello status quo, che però pian piano, lo status quo di quella benedizione non aveva più bisogno, oppure un giusto invito ad un impegno politico sociale ecc... ma che poteva anche essere attuato senza religione. Invece don Giussani in questi testi da un'approccio ontologico, esistenziale, non saprei come altro definirlo. Un approccio con cui viene coinvolta la tua persona nei confronti della visione della vita.

Su questa linea, oggi sentiamo prediche in certe chiese di preti tosti (non necessariamente legati a CL) e riverberano questi pensieri anche in molti documenti del magistero. Ma oggi! (o comunque da un po' di anni)  Allora eravamo del 1970! 

Un libro molto impegnativo, ma ricco di pagine che vale la pena conoscere.