Voterò. So per certo per chi non voterò, non so bene per chi votare. Vi sono schieramenti a cui sono contrario al 100% altri di cui condivido le posizioni al massimo al 49% Non mi sento molto rappresentato: per questo, a maggior ragione, non credo nella soluzione che casca dall'alto, nel politico capace, ma le soluzioni devono venire dal basso e la classe politica deve sapere valorizzare l'impegno dei cittadini. Premesso questo "elogio della sussidiarietà" aggiungerei due parole chiavi
"Giovane di lungo corso" si riferisce ad una battuta che pare abbia fatto l'on. Bersani. A chi gli diceva di fare spazio ai giovani nel partito lui rispose "Ci vogliono sì giovani, ma giovani di lungo corso!" Non è un blog di politica in senso stretto. Seguendolo si capirà perchè io mi sento un giovane di lungo corso.
martedì 20 settembre 2022
Due parole chiave per i politici ed un consiglio-
Ho incontrato questa "locuzione" nel già citato articolo di Ugo Arrigo del 2012 sul'argomento TAV. Non mi dilungo oltre. Proporrei di usare lo stesso metodo per tutti grandi progetti con un ritorno degli investimenti molto rischioso e lontano nel tempo. Si propone il ritorno al nucleare. OK, ci sono dei privati che vogliono rischiare? Se sì, si proceda: lo Stato si limiterà a controllare l'impatto ambientale, il rispetto delle norme di sicurezza, ecc...: se sei liberale lo stato non deve spendere soldi ma lasciarli ai ceti produttivi; se sei socialdemocratico, lo stato spende soldi per i servizi di base (scuola sanità welfare) come forma di redistribuzione. Altrimenti sarai un faraone (piramidi), un imperatore Ming e precedenti (grande muraglia) un re ancient regime.... ma sei fuori dal gioco democratico.
La reputo una scelta di civiltà e molto sensata. La tua nazione non è dove sei fisicamente nato, ma dove hai fatto la cosiddetta "socializzazione primaria" (e anche secondaria) Se la scuola funziona bene, è la scuola il luogo privilegiato per imparare la lingua, le norme, la storia di una nazione. Ogni altra posizione ci porta verso una società troppo conflittuale. Questo però apre un problema: la scuola, così come è strutturata è in grado di sostenere questo compito? Ci sono esempi positivi, ma anche situazioni in cui ciò non avviene. Conosco una prof. in pensione che ora come volontariato insegna italiano a bambini stranieri; anche mio figlio ha fatto il tirocinio universitario in quel contesto. Queste realtà che operano nel sociale intervengo per tappare, come possono, lacune dell'istituzione scuola. Quindi il "come possono" deve essere in grado di coprire il fabbisogno: o perchè la scuola lascia meno lacune, o perche queste realtà sono più sostenute. E qui arriviamo al consiglio:
I Politici prima di parlare di lavoro dovrebbero leggerlo. Il problema di fondo è perchè la nostra società nel suo complesso, pubblico ma anche privato, è disposta a pagare per tanti lavori improduttivi e poi lascia attività importanti ed in molti casi critiche, al volontariato?
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