venerdì 20 febbraio 2026

Considerazioni in attesa del Referendum

 

In questo periodo ho cercato di informarmi il più possibile per quanto concerne il prossimo referendum. 


Una cosa che mi ha lasciato perplesso è che molti sostenitori del SI non entrano nel merito dei meccanismi delle modifiche previste (per ora non ne discuto qui) ma vedono nella riforma l'occasione per un “dispetto” da fare ai magistrati, che disprezzano collettivamente. La cosa mi ricorda un po' il luogo comune esposto in figura. 

Avendo una moglie insegnante so benissimo che le ore di lavoro non sono solo le 18 di presenza in aula, che a luglio ci sono gli esami di maturità, che le scuole cominciano a settembre precedute da esami di riparazione e quindi i tre mesi dove sono? Ma tant'è. Nei confronti dei magistrati sentiamo “mutatis mutandis” gli stessi pregiudizi di altri cittadini contro una categoria. La cosa mi lascia piuttosto amareggiato, anche per le persone che fanno questi discorsi.

Tra tutte le varie diatribe, una mi è parsa interessante, sebbene verta su un argomento che a me non interessa per nulla, vale a dire La separazione delle carriere, soprattutto perchè:

Il tema del referendum non è quello, ma lo “spezzatino del CSM”.

 Comunque un articolo su “Il Foglio”di Ermes Antonucci (qui il link su facebook) racconta che al tempo dell'Unità d'Italia le carriere erano separate e furono "unite" nel 1941 - quindi sotto il fascismo, ministro un certo Dino Grandi. 

Un contro-articolo di Roberta Covelli entra nei dettagli per spiegare la superficialità dei tale articolo.

Non ho i dati per giudicare né l'uno né l'altro, non avendo un dottorato di ricerca in storia contemporanea.

Per fare le mie considerazioni uso semplicemente qualche nozione di aritmetica elementare (ma forse ora queste cose si studiano alle medie) e un po' di storia da manuale da liceo integrato da qualche lettura e ricerca personale.

Diamo per scontato la verità del primo asserto.

Aritmetica: parlando del fascismo si dice “ventennio” perché durò dal 28 ottobre 1922 al 25 luglio 1943. Approssimativamente vent'anni. Essendo "unificate" nel 1941, ne conseque che nel ventennio, 18 con la separazione delle carriere e due senza. Direi che il fascismo è stato un perioo con separazione delle carriere!

Storia: In quei 18 anni, con la separazione delle carriere, abbiamo avuto:

  • Pene ridicole per gli assassini di Matteotti.
  • L'impunità per l'assassinio di don Minzoni.
  • Impunità per gli autori della strage di Torino del 18 dicembre 1922.
  • Sentenze di confino per oppositori ideologici.

e si potrebbe ancora continuare.

Boh, non credo che la separazione delle carriere sia utile per una giustizia più equa! Probabilmente il problema è un'altro!

Davanti al Re - mia ultima lettura

 


Comprai questo libro parecchio tempo fa, andando a sentire la presentazione con la presenza dell'autore e ovviamente facendoglielo firmare. Iniziai a leggerlo, ma lo piantai li. Dopo un po' lo ripresi da capo usando la tecnica simile a quella che descrivo qui, essendo per certi versi un testo con una struttura analoga. Uno spicchio al giorno: Introduzione, 28 capitoli, postfazione. Un mese di lettura.

Che dire? Il mio giudizio coincide con certe frasi contenute della postfazione scritta da Mons. Camisasca, di cui riporto alcune frasi .

Vincent (l'autore) è un uomo di frontiera. Avendo sperimentato in sé stesso molte frontiere dell'umano, è calamitato dalle vite di frontiera: i malati fisici e psichici, gli abbandonati, coloro che sono nelle tenebre o nella luce misteriosa della vita che si spegne […] È sempre affascinante ascoltare questo prete anche perché non sai mai dove lui ti condurrà, su quali strade verrai portato Egli non corre certo il rischio del discorso banale e neppure è preoccupato di risualtare gradito. […] Non si perde tempo ad ascoltarlo.

Lettura consigliata, con la tecnica di uno spicchio al giorno .


lunedì 16 febbraio 2026

A.A.A. Sviluppatore Software offresi come consulente ai politici! 😄

Propongo alla classe politica, di prendere qualche sviluppatore software come consulente.

Non ricordo esattamente la data, ma tra poco sarà il 50esimo anniversario del mio primo programma per computer. Infatti il corso universitario di Teoria e Applicazione delle Macchine Calcolatrici, iniziava nel secondo semestre, pur essendo un corso “annuale” come estensione del programma e “peso” nel calcolo del punteggio finale.

In questo periodo sento spesso dei politici lamentarsi che i magistrati fanno diversamente da quello che loro si sarebbero aspettati. Ebbene, sono circa 50 anni che sento ripetere la frase “Non prendertela con il computer, sei tu che non hai scritto bene il codice!”

Sì, proprio il codice. Lo stesso termine usato per indicare quello delle leggi che scrivono il politici. Ogni riga di codice, si chiamava statement. Un programma per computer non è altro che una sequenza di istruzioni condizionate da qualche cos'altro, scritte in modo incontrovertibile. Forse anche i politci, se vogliono ottenere certi risultati dovrebbero imparare a scrivere il codice!

Il mio discorso sul perché gli sviluppatori software debbano aiutare i politici non si ferma qui.

A quei tempi scrivere il codice, e anche capire il codice scritto da altri, non era una cosa semplice. Ricordo i vari linguaggi Assembler, assolutamente criptici, ma anche il Fortran IV non scherzava. Poi il C (senza # e senza ++) dava la possibilità di fare cose molto strambe, e il COBOL era un linguaggio noioso per applicazioni noiose.

Con il passar del tempo (a parte un breve lavoro sui microprocessori) l'Assembler è scomparso dal mio orizzonte, il Fortran IV è diventato Fortran 77 (con la struttura if – then – else e le variabili non limitate a 6 caratteri!) e poi la programmazione ad oggetti e i vari “Visual” e l'utilizzo di sistemi di sviluppo con interfacce grafiche come LabVIEW, Simulink & Stateflow ….

Insieme al semplificarsi dell'interfacciamento “semantico” al computer, si ampliava il campo dell'utilizzo, cioè si facevano applicazioni anche per intervenire in contesti che presentavano maggiore complessità. Le applicazioni sperimentali sugli ADAS (Advanced Driver Assistance Systems) presentano una casistica di scenari possibili ben più complessa del sistema che gestisce una biblioteca di consultazione testi!

Le fasi di test, hanno acquisito sempre più un peso preponderante rispetto alla fase di codifica. E per le fasi di test occorre prevedere degli scenari. Ecco dunque l'utilità che gli sviluppatori software potrebbero dare ai politici.


So benissimo che i politici hanno i loro think tank, le loro fondazione che li supportano in questo. Ma queste entità ragionano sullo scenario di lungo termine, su trand internazionali. Sono quasi ai confini con la fantascienza. Per loro Aquila non captat muscam. Invece occorre scendere nei dettagli. Non sto a dire delle polemiche sulla casa nel bosco in cui alcuni politici accusavano i giudici di applicare le leggi vigenti, o sulla legge 114/2024 che permette ai delinquenti di fuggire e nascondere le prove,
o la faccenda dei dazi sui pacchi cinesi che invece di atterrare in Italia atterrano in nazioni vicine, prive di dazio e arrivano in camion, quindi senza pagare dazio, impoverendo gli scali aereoportuali italiani. Procedo oltre, altrimenti sembra che ce l'abbia solo con questo governo.

 Anche il famoso 110% è stata una idea corretta, ma implementata male. Non ci voleva molto a capire che tanto denaro stanziato in un periodo così breve avrebbe, come primo impatto, fatto scarseggiare le risorse legate al materiale edilizio, aumentando il loro prezzo fino al triplo in certi casi, e quindi riducendo già solo per questo gli effetti dell'investimento pubblico. Non mi dilungo su altri errori, ma modo di implementarla che avevo sentito proporre da Maurizio Pallante era molto meno costoso per l'erario ed essendo molto più protratto nel tempo, si sarebbe dimostrato più efficace. Eppure Pallante non è un softwarista!


mercoledì 11 febbraio 2026

Auto elettriche


 Ogni tanto seguo qualche dotta disputa sul tema dell'auto elettrica. Non perchè mi senta come l'Azzeccagarbugli manzoniano, ma perchè vorrei sapere se un'eventuale ultima auto della mia vita sarà elettrica. Per ora abbiamo (condivido il parco auto con la moglie!) un'ibrida (mi trovo benissimo!) ed una vecchia city-car a benzina. Quest'ultima ha superato i vent'anni ed inizia a dare segni di declino. Sarebbe, senza urgenza, il caso di sostituirla. 

Seguo Linkedin e seguivo Facebook sul tema. Facebook è fatto per sfogare istinti beluini. Il profilo con un nome di fantasia, foto di un'auto o un pupazzo al posto della propria, nessun luogo, nessun lavoro e nessuna scuola da mostrare e poi volgari insulti negli interventi: OK, ognuno si sofoga come puoi. Ma su linkedin dove il nome è presumibilmente vero e accanto compare sempre il nome della ditta/professione... be' il contesto speravo che portasse automaticamente alla moderazione. Invece sul tema delle auto elettriche ci sono interventi da parte dei fautori del termico di una rabbia, violenza, volgarità apparentemente inspiegabili. Forse siamo eredi di D'Annunzio (l'auto è femmina!) o di Marinetti e del futurismo. Forse il rombo del motore è associato al ruggito del leone a sua volta associato alla forza virile o smuove gli stessi archetipi junghiani che hanno ispirato a Foscolo il verso "lo spirto guerrier c'entro mi rugge". Lavoro per gli psicanalisti 

Invece ho scoperto un problema reale che nessuno ha ancora mai esternato. Quando ero al Centro Ricerche FIAT c'era una vecchia cinquecento (esternamente) dentro con motore elettrico ed una persona (non dico chi è!) dice che quando la usava su strada si divertiva al semaforo scattare col verde lasciando metri indietro tutte gli altri vericoli. Anch'io con la mia ibrida, quando sono il primo in coda al semaforo mi accorgo che con la partenza in elettrico vedo il verde e sono già in mezzo all'incrocio. Questo potrebbe essere anche un vantaggio. Le code di auto ferme ai semafori si smaltirebbero prima. Quante volte in coda al semaforo vediamo il verde ma iniziamo a muoverci in avanti quando è già rosso e dobbiamo aspettare il nuovo verde!!! 

Però l'inerzia di moto del termico ha generato un certo effetto Peltzman per cui "se passo col giallo o è appena diventato rosso... ce la posso ancora fare" Se aumenteranno i veicoli elettrici in circolazione, la probabilità di incidenti in questo contesto aumeterà.

Ecco un altro argomento per il fautori del termico: I Cinesi limiteranno la vostra libertà costringendovi a rispettare il codice della strada! 😂

giovedì 5 febbraio 2026

Recupero di una citazione con AI

 Ricordo che mio figlio nella tesi non ricordava bene il riferimento all' effetto Central Park (di New York) cioè al fatto che il valore degli immobili vicini al parco ha avuto un incremento di valore che ha fatto recuperare il costo di lasciare un'area non edificabile. Grazie all'intelligenza artificiale, ma non facendo una sola domanda, e facendo ulteriori ricerche suggerite dai tool, è riuscito a risalire ai dettagli che gli servivano. 

Invece volevo vedere la reazione di vari tool alla richiesta di risalire ad un'unica citazione puntuale. Avevo letto una recensione di "Sul margine selvaggio del dolore" di Francis Weller (libro che non penso di leggere) e mi aveva colpito una frase del libro. (nel riquadro) Ho interrogato diversi tool per avere chiarimenti


Gemini: rispode senza esitare James Hillman, celebre psicologo analitico e filosofo statunitense, esponente di spicco della cosiddetta psicologia archetipica. Questa frase è tratta da una delle sue opere più famose e influenti: Il codice dell'anima

 chatGPT: non trova nel database nessuna corrispondenza esatta. È possibile che si tratti di una parafrasi libera o adattamento di un’idea espressa da qualche pensatore critico verso l’idea di progresso nella modernità, oppure di una citazione da un testo recente (saggio, blog, corso) di cui non è disponibile un’indicizzazione ampia online Elenca anche come autori probabili Nietzsche, Freud, Ortega y Gasset 

Qwen : lunga ricerca. Ci ha messo molto tempo e, cosa che apprezzo, tracciava i tentativi fatti. Giunge alle conclusioni analoghe a chatGPT ma come probabili autori suggerisce Simone Weil, Carlo Carretto, David Maria Turoldo o Romano Guardini

Claude immediadamente risponde Hermann Hesse 

Deepseek: risponde Nicolás Gómez Dávila e la cosa mi ha lasciato piacevolmente sorpreso. Avevo letto qualcosa di suo: tutto ciò che potrebbe essere detto a sfavore del "progresso" lui l'avrebbe senz'altro scritto in qualche suo aforisma. Algoritmo statistico (ah! ah!)

Copilot: ritorna con James Hillman.

La maggiornaza vince, quindi magari Francis Weller avrà copiato da lui. Comunque non ho voglia di leggermi James Hillman per capire se l'IA ha detto giusto!